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venerdì 29 gennaio 2016

IL MITO : LE ATTRIBUZIONI DEI COMPITI DA "RA A GEB E THOTH"

Il mito chiamato 'Le attribuzioni dei compiti da Ra a Geb e Thot' é la terza parte di un testo geroglifico che gli studiosi chiamano "La distruzione dell' Umanità", ritrovato inciso nella tomba di Seti I (1350 a.C. circa secondo la Cronologia Lunga, 1280 a.C. circa secondo la Cronologia Breve) ma le cui parti principali sono attestate anche in un santuario di Tuthankamon (approssimativamente precedente di 70 anni al periodo di Seti I). Nella prima parte del mito si narra di una ribellione di uomini ai danni degli dei, in particolare di Ra, ribellione alla quale reagisce Hator (che Sitchin identifica in Ninmah) come simbolo dell' Occhio di Udjat (l' occhio di Ra) unitamente a Sekmeth. Il mito riunisce queste due dee in una unica figura, rappresentando il potere combattivo e guaritore.  Nella seconda parte Ra-Atum stabilisce l' ordine e il giudizio per gli uomini, ma preso dal suo potere e in disaccordo con altri dei, decide di 'esiliarsi' al di fuori delle regioni di suo dominio. Nel testo viene raccontato che Ra 'sale nel più alto dei cieli' in gruppa a Nut, la dea mucca. Nella terza parte, quella più importante ai fini della teoria di Sitchin, Ra dovendosi esiliare decide di affidare dei compiti a due divinità: Geb (la Terra) e Thot (il dio mago). In particolare a Thot conferisce tutti i suoi poteri, compresa la capacità di 'governare' su tutti gli dei di più alto rango. Gli ordina di preparare 'incantesimi' e diffonderli tra gli uomini saggi perchè potessero dominare le insidie, gli attribuisce i poteri della Luna, e il compito di redigere gli annali mentre lui sarà via. Di seguito il testo integrale della parte delle attribuzioni a Thot:

Once again, Ra commanded the presence of another god: “Call to me the god Thoth.” After he had arrived, Ra said unto Thoth, “Let us depart to a
distance from heaven, from my place, because I would make light and the god of light (khu) in the Duat and in the Land of Caves. You shall write
down the things which are in it, and shall punish those who are in it, that is to say, the workers who have worked iniquity or rebellion. Because
of you I will keep away from the servants whom this heart of mine loathes.”
Over this region he appointed Thoth to rule, and he ordered him to keep a register of those who were there, and to mete out just punishments
to them. In fact, Thoth was to be ever after the representative of Ra in the Other World.
Then Ra asked Thoth to prepare a series of spells and words of power, which would enable those who knew them to overcome snakes and
serpents and deadly reptiles of all kinds. Thoth did so, and the spells which he wrote under the direction of Ra served as a protection of the
servants of Ra ever after, and secured for them the help of Geb, who became sole lord of all the beings that lived and moved on and in his body,
the earth.
Ra then ordained Thoth to assume the powers of the habi bird and the Moon (aah). Said Ra: “I moreover give you the power to lift up your hand
before the two Companies of the gods who are greater than you, and what you do shall be fairer than the work of the other gods; therefore, shall
the divine bird tekni of Thoth come into being. Moreover, I give you the power to embrace the two heavens with your beauties, and with your
rays of light; therefore, you shall come into being as the the Moon-god (Aah) of Thoth. Additionally, I give you power to drive back the Ha-nebu;
therefore, you shall come into being the dogheaded Ape (anan) of Thoth, and he shall act as governor for me. In all, you are now in my place,
in the sight of all those who see you and who present offerings to you. Every being shall ascribe praise unto thee, O you who are God.”

TRADUZIONE: (google translate)
"Ancora una volta, Ra ha comandato la presenza di un altro dio". Chiamata a me dio Thoth "Dopo che era arrivato, Ra disse Thoth," Partiamo a una distanza dal cielo, dal mio posto, perché vorrei fare luce e il dio della luce (Khu) nella Duat e nella Terra di Grotte.Si deve scrivere le cose che sono in essa, e puniràcoloro che sono in esso, vale a dire, gli operai che hanno lavorato iniquità o ribellione. A causa di voi terrò lontano dai servi che questo mio cuore detesta. "Nel corso di questa regione ha nominato Thot a governare, e gli ordinò di tenere un registro di coloro che erano lì, e di comminare solo punizioni per loro. In realtà, Thoth doveva essere mai dopo il rappresentante di Ra nell'Altro Mondo.Allora Ra chiesto Thoth di preparare una serie di incantesimi e parole di potere, che permetterebbe coloro che li conoscevano a superare serpenti e serpenti e rettili letali di ogni genere. Thothlo ha fatto, e gli incantesimi che ha scritto sotto la direzione di Ra servito come protezione dei servi di Ra sempre dopo, e fissato per loro l'aiuto di Geb, che divenne unico signore di tutti gli esseri che vivevano e si muovevano su e in il suo corpo alla terra.Poi Ra ordinato Thoth ad assumere i poteri del uccello Habi e la Luna (aah). Ha detto Ra: "Sono inoltre ti do il potere di sollevare la mano prima che le due Società degli dei che sono più grande di te, e ciò che si fa è più giusto che il lavoro degli altri dèi; di conseguenza, sono le TEKNI uccello divino di Thoth posto in essere.Inoltre, vi do il potere di abbracciare i due cieli con le bellezze, e con i tuoi raggi di luce; Pertanto, si deve nascere come la Luna-dio (Aah) di Thoth. Inoltre,Vi do il potere di respingere il Ha-nebu; Pertanto, si deve nascere il dogheaded Ape (Anan) di Thoth, e lui agisce come governatore per me. In tutto, si è ora al mio posto, sotto gli occhi di tutti coloro che si vede e che si presentano offerte a voi. Ogni essere deve attribuire la lode a te, o tu che sei Dio. "

Questo testo é interpretato da Sitchin come il momento in cui Marduk / Ra, dovendosi esiliare, lascia il comando dell'Egitto a Ningishzidda / Thot il quale regnò, come ci dice la storia dell' Egitto tramandataci da Manetho, per oltre 1000 anni. Il regno di Thot però non deve essere piaciuto a suo fratello Ra, il quale, una volta tornato in Egitto, lo manda in esilio scacciandolo dal suo trono. E' a questo punto che,secondo Sitchin, Thot / Ningishzidda prende armi e bagagli e,con una scorta di fidati seguaci, si trasferisce in un nuovo continente: le Americhe. Come abbiamo visto, li nel Mexico le nuove scoperte genetiche e archeologiche stanno delineando uno scenario secondo il quale gli Olmechi erano africani che, sotto la guida di Ningishzidda, attraversarono l' oceano. Era circa il 3150 a.C. come abbiamo visto, periodo in cui in Egitto nasce la prima dinastia faraonica, e dall' altra parte del mondo inizia il Calendario del Lungo Conto. E nasce il mito del 'serpente alato': Quetzalcoatl alias Thot alias Ningishzidda.


[Fonte: Sitchinpedia / Alessandro Demontis "Il Fenomeno Nibiru"]

giovedì 28 gennaio 2016

GENI EXTRATERRESTRI E RICERCA DI INFORMAZIONI GENETICHE EXTRATERRESTRI


Nel 2007 il sito Canadian National Newspaper riporta stralci di intervista al dottor Samuel C. Chang, del progetto Human Genome. Il dottor Chang é uno specialista in sequenziazione del DNA, studio del ‘junk DNA’, e analisi del DNA cromosomale. Sono famosi i suoi studi sulla attivazione e disattivazione del cromosoma X nelle femmine di mammiferi (DNA umano, di ratti, e ibrido) e sulle patologie derivanti da alterazioni genetiche in seguito a contrazione di virus. Il Dottor Chang commenta una analisi del junk DNA esprimendo la propria opinione personale:

"Our hypothesis is that a higher extraterrestrial
life form was engaged in creating new life
and planting it on various planets.
Earth is just one of them. Perhaps, after programming,
our creators grow us the same way we grow bacteria
in Petri dishes.
We can't know their motives - whether it was
a scientific experiment, or a way of preparing
new planets for colonization,
or is it long time ongoing business of
seedling life in the universe."

TRADUZIONE:
"La nostra ipotesi è che un extraterrestre superiore
forma di vita era impegnato nella creazione di una nuova vita
e piantando su vari pianeti.
Terra è solo uno di loro. Forse, dopo la programmazione,
i nostri creatori ci crescono allo stesso modo si cresce batteri
in piastre di Petri.
Non possiamo sapere le loro motivazioni - se fosse
un esperimento scientifico, o un modo di preparazione
nuovi pianeti per la colonizzazione,
o è da tempo in corso di affari
piantina vita nell'universo. "

 Da dove viene questa supposizione personale? Il dottor Chang spiega:

“Non-coding sequences, originally known as
‘junk DNA’, were discovered years ago,
and their function remained a mystery.
The overwhelming majority of Human DNA is ‘Off-world’
in origin. The apparent extraterrestrial junk
genes merely ‘enjoy the ride’ with hard
working active genes,
passed from generation to generation”

TRADUZIONE:
"Sequenze non codificanti, originariamente conosciuto come
'DNA spazzatura', sono stati scoperti anni fa,
e la loro funzione è rimasto un mistero.
La stragrande maggioranza del DNA umano è 'Off-mondo'
in origine. La spazzatura extraterrestre apparente
geni semplicemente 'godersi il giro' con hard
lavorando geni attivi,
tramandata di generazione in generazione "

e ancora:

“The alien chunks within human DNA have its own veins,
arteries, and its own immune system that vigorously
resists all our anti-cancer drugs”

TRADUZIONE:
"I pezzi alieno all'interno del DNA umano hanno le proprie vene,
arterie, e il proprio sistema immunitario che vigorosamente
resiste tutti i nostri farmaci antitumorali "

Una presentazione di un gruppo di ricerca genetica guidato da Wilfred Röling dell’ Università di Amsterdam e Hauke Smidt della Wageningen Universiteit mostra come la ricerca di materiale genetico su altri mondi (nel caso specifico Marte) sia una attività attualmente in corso, ben strutturata, e che parte da una metodologia ben definita. In particolare la presentazione definisce:

What does searching for extraterrestrial life imply, from the point of view of a
microbiologist? Searching for universal characteristics, such as:
· form of cell-organisation
· form of energy storage and conversion
· hereditable information

TRADUZIONE:
Che cosa significa la ricerca di vita extraterrestre implica, dal punto di vista di un microbiologo? Ricerca di caratteristiche universali, quali:
· Forma di cellula-organizzazione
· Forma di stoccaggio e la trasformazione dell'energia
· Informazioni ereditarie

La presentazione riporta anche gli step procedurali nel caso della ricerca di vita su Marte, che vediamo riassunti nell’ immagine seguente.

PARENTELE GENETICHE INATTESE:
Oltre ai già visti lavori di Brian Sykes e di Spencer Wells, altri studi genetici hanno appurato parentele genetiche molto controverse. E’ il caso della parentela dei Sardi con i Lidi, attraverso gli Etruschi. Lo studio di questa discendenza, divulgato da Dominique Briquel nel suo “L'Origine lydienne des Étrusques - Histoire de la doctrine dans l'Antiquité”, é stato completato poi dal genetista Alberto Piazza il quale ha confermato in maniera scientifica ciò che Briquel aveva analizzato sotto altri aspetti umanistici. La parentela dei Sardi e degli Etruschi é stata lungamente analizzata dal glottologo e specialista in linguistica sarda ed etrusca Massimo Pittau nei suoi vari libri, e negli articoli “I sardi nuragici venivano dall’ Asia Minore” e “Il DNA nella ricerca storica”. Ma nei Sardi esistono tracce anche di DNA mesopotamico tramite il ceppo sudovest-asiatico. E' quando ha scoperto il team del Genographic Project di Spencer Wells, le cui analisi ci vengoo proposte dal sito di antolpologia e genetica “Dienekes Anthropology blog” nell' articolo chiamato “ADMIXTURES analysis of Spencer Wells”. Questo articolo riporta l' analisi del corredo generico personale del genetista Spencer Wells paragonato con quello di 36 persone di altre popolazioni. Il grafico presente nell' articolo, riportato a pagina seguente, mostra che il DNA dei Sardi contiene per oltre il 90% corredo genetico 'sud-europeo', come é naturale aspettarsi, ma anche piccole percentuali di corredo genetico ovest--asiatico, sudovest-asiatico, nordeuropeo (probabilmente celte) e tracce non ben apprezzabili di ovest-africano. Teniamo bene in mente questa relazione Sardegna– Medioriente perchè ci torneremo più avanti per analizzare sia l' origine della civiltà sarda, sia le parentele linguistiche tra sardo e accadico. Un’ altra scoperta molto importante é stata quella dell’ aplotipo modale Cohen, una serie di mutazioni del cromosoma Y che fanno parte del corredo genetico dei sacerdoti giudei. Questa variante genetica é stata trovata da specialisti ormai vari anni fa, e resa nota da due studi in particolare pubblicati dall’ American Journal of Human Genetics. Il primo articolo, ad opera di Doron M. Behar, Mark G. Thomas, Karl Skorecki, Michael F. Hammer, Ekaterina Bulygina ed intitolato “Multiple Origins of Ashkenazi Levites: Y Chromosome Evidence for Both Near Eastern and European Ancestries”, e il secondo intitolato “The Y Chromosome Pool of Jews as Part of the Genetic Landscape of the Middle East” e pubblicato da Almut Nebel, Dvora Filon, Bernd Brinkmann, Partha P. Majumder, Marina Faerman e Ariella Oppenheim. Oltre a sfatare il mito della discendenza puramente matrilineare ebraica questi studi permettono di tracciare la storia genetica dei semiti. In questa direzione, altri studi hanno evidenziato che nel sudafrica sono presenti varie tribù imparentate con le popolazioni semite.

E’ il caso della popolazione dei Lemba, tra i quali oltre all’ aspetto genetico é ancora viva una tradizione sociale e religiosa del tutto simile a quella semita. Queste nozioni sono state divulgate da David McNaughton nel suo ‘Ancient Zimbabwe civilization’, dal quale leggiamo:

An African tribe in the extreme north of South Africa,
the Lembas, has a tradition that its male ancestry originally comprised
"white people from over the sea who came
to southeast Africa to obtain gold".
Some years ago, Tudor Parfitt and his colleagues at the University
of London established a DNA match between the Lemba
tribe and people in the Hadramaut region of the Yemen.
Particularly surprising was the discovery
that members of the most senior Lemba
clan displayed the Cohen Modal Haplotype,
which is a distinctive feature of Jewish priesthood.
This genetic pattern is carried by the Y-chromosome,
so it is passed through the male line.

TRADUZIONE:
Una tribù africana nell'estremo nord del Sud Africa,
il Lembas, ha una tradizione che la sua discendenza maschile originariamente comprendeva
"bianchi da oltre il mare che sono venuti
a sud-est Africa per ottenere l'oro ".
Alcuni anni fa, Tudor Parfitt ei suoi colleghi presso l'Università
di Londra stabilito una corrispondenza tra il DNA Lemba
tribù e la gente nella regione Hadhramaut dello Yemen.
Particolarmente sorprendente è stata la scoperta
che i membri del più anziano Lemba
clan visualizzata la Cohen modale Haplotype,
che è un tratto distintivo di sacerdozio ebraico.
Questo modello genetico è portato dal cromosoma Y,
quindi viene fatto passare attraverso la linea maschile.

E’ interessante notare il particolare riguardante la ‘gente bianca proveniente dal mare in cerca di oro’, ma del rapporto tra sudafrica e questo metallo parleremo abbondantemente più avanti. Un' altra parentela genetica inattesa, che conferma le teorie di Sitchin sul possibile passaggio di un gruppo di mesopotamici / anatolici lungo i percorsi indo-iranici per passare dalla Cina ed arrivare nelle Americhe, arriva da uno studio su 503 campioni di DNA maschile da 14 gruppi etnici della Cina occidentale. Le analisi mostrano la massiccia presenza dell' aplogruppo J2, di origine mesopotamica-anatolica, che ha ancora in queste zona la sua più alta diffusione:

Lo studio é stato pubblicato sul Journal of Human Genetics il 23 Aprile 2010 col titolo:
“Y-chromosome distributions among populations in Northwest China identify significant
contribution from Central Asian pastoralists and lesser influence of western Eurasians”.



[Fonte:Alessandro Demontis]



martedì 26 gennaio 2016

IL GENITORE CHE TORNA INDIETRO NEL TEMPO / RUOLO DELL'ARGILLA IN GENETICA / TRASFERIMENTO ORIZZONTALE DI MATERIALE GENETICO

IL GENITORE CHE TORNA INDIETRO NEL TEMPO:
Come abbiamo accennato poc' anzi, recentemente la datazione dell' Adamo Ycromosomale é stata soggetta ad alcune revisioni. Uno studio pubblicato su American Journal of Human Genetics ad opera dello staff di Fulvio Cruciani (19 Maggio 2011), ha introdotto importanti cambiamenti nella struttura e delle origini dei quello che viene chiamato 'Albero genetico specificatamente maschile', individuando le occorrenze dell' aplogruppo A e ridatandolo a 142,0000 anni fa circa. Come si inserisce questa nuova scoperta nel discorso che abbiamo fatto finora? Per capirlo dobbiamo ragionare sul significato della mutazione M168. In effetti Wells identificava la mutazione M168 come la PRIMA MUTAZIONE che ha dato origine a tutti gli uomini attualmente esistenti USCITI dall' Africa. Pur essendosi generata in Africa e da li trasferita per tutto il globo, questa mutazione non é l' originale filogenia caratteristica dell' Adamo Ycromosomale. Esistono infatti, e si conoscevano già, 2 aplogruppi caratteristici dell' Africa e diffusi quasi esclusivamente in questo continente, l' aplogruppo A e l' aplogruppo B. Ma la cosa più importante é che gli individui dell' aplogruppo A o B NON presentano la mutazione M168, caratteristica dell' aplogruppo CT. All' epoca degli studi pubblicati da Wells l' aplogruppo A era datato a circa 60.000 anni fa, contemporaneo quindi alla mutazione M168, ma gli studi pubblicati da Cruciani hanno evidenziato che questo aplogruppo é molto più antico e che rappresenta il 'progenitore' della mutazione M168 poi diffusasi in tutto il mondo. Il nostro 'genitore comune assoluto’ per via maschile quindi non é la mutazione M168 ma l' aplogruppo A. La mutazione M168 continua comunque a rappresentare quel gruppo di individui usciti dall' Africa e diffusasi nel resto del globo.

RUOLO DELL'ARGILLA IN GENETICA:
Ma ci sono anche altri aspetti della teoria di Sitchin che hanno una importante valenza dal punto di vista genetico; nella sua analisi dei miti della creazione sumeri e babilonesi Sitchin sostiene che gli Anunnaki crearono l’ uomo moderno (Homo Sapiens) tramite una serie di modifiche genetiche all’ Homo Erectus che era diffuso su tutto il globo. Sitchin riporta in particolare varie versioni del mito della creazione dell’ uomo, soffermandosi molto sulla versione giuntaci tramite l’ Atra Hasis. Vi si narra di una discussione animata in seno al consiglio degli Anunnaki al termine della quale Enki avanza l’ idea di creare un essere primitivo che potesse lavorare al posto degli dei. La descrizione di questo atto di creazione, come abbiamo già accennato e come vedremo più avanti nella analisi dell’ Atra Hasis, ricorda in modo stupefacente la versione narrata nella Genesi, ma in questo testo mesopotamico abbiamo alcuni altri particolari:

DESCRIZIONE  ATRA HASIS:
Enki responded, “If we use pure clay to make these new creatures,
they will be like the animals,
without intelligence.
To make them capable of bearing the yoke of Enlil,
we must slay one of the gods so his flesh and
blood can be mixed with the clay
to be made into a man. Then what we create will be
god and man mixed together.”

TRDUZIONE
Enki rispose: «Se usiamo argilla pura per rendere queste nuove creature,
saranno come gli animali,
senza intelligenza. 
Per renderli in grado di sopportare il giogo di Enlil,
dobbiamo uccidere uno degli dèi così la sua carne e
sangue può essere miscelato con l'argilla
per essere trasformato in un uomo. Allora ciò che creiamo sarà
Dio e l'uomo mescolati insieme. "

Questo passaggio contiene un particolare che più avanti approfondiremo: quello dell’ argilla. Uno studio del 2002 di Martin Hanczyc e Shelley Fujikawa ha provato che un tipo particolare di argilla, la montmorillonite, ha mostrato capacità di catalisi nei confronti delle reazioni di combinazione dell’ RNA tramite la formazione di vesciche di grasso. Non solo, la montmorillonite protegge le molecole organiche dal degradamento e permette loro di assemblarsi spontaneamente con percentuale di successo maggiore rispetto a un ambiente in cui la montmorillonite é assente. Lo studio dell’ applicazione delle argille in campo biologico e genetico però non é una novità del 2002. Prima di questa scoperta, erano stati condotti sin dai primi anni '90 studi sulla catalisi da parte di argille organiche in colture ad uso biologico. Alcuni studi evidenziarono che la montmorillonite giocava un ruolo fondamentale nel tentativo di riproduzione di batteri derivanti dall’ Escherichia Coli. Sull’ uso della montmorillonite sono noti in particolare 3 studi:

· quello di Hanczyz e Fujikawa nel 2002
· quello di James P. Ferris nel 2006
· quello di Q. Huang e W. Chen nel 2007

Inquadrati questi studi nel contesto del racconto babilonese, l’ argilla non é, come sostengono molti studiosi e religiosi, il materiale DA CUI é stato creato l’ uomo (la Bibbia riporta che ‘Dio creò Adamo dalla terra’), ma il materiale SU CUI questo é stato creato. Potremmo ipotizzare che la montmorilllonite, o un simile tipo di argilla, fosse usata come ‘piattina per la coltura’ del mix cellulare, o come catalizzatore.

TRASFERIMENTO ORIZZONTALE DI MATERIALE GENETICO:
Il 16 Febbraio 2000 la rivista Science pubblica un report di alcuni membri del progetto Human Genome project che evidenzia una scoperta a dir poco imbarazzante. Analizzando il genoma umano sono stati ritrovati 223 geni che “non hanno predecessori nella storia evolutiva del DNA”, come se improvvisamente al genoma umano fossero stati aggiunti questi 223 geni in qualche maniera. Questo fenomeno, provocato volutamente in laboratorio in alcuni casi e chiamato Trasferimento Orizzontale di Geni (Horizontal Gene Transfert), é da molto tempo noto in campo batterico. Ma fare una scoperta simile in campo umano é disarmante. Non é chiaro agli specialisti se questi geni siano passati dal genoma umano a quello batterico o viceversa, ma lo studio ha identificato che non esiste un tipo di batterio con più di 113 tra questi geni. Non solo, questi 223 geni sono totalmente assenti negli invertebrati, e uno studio delle proteine sintetizzate da questi geni ha mostrato che solo 35 geni sono presenti nei vertebrati, e 25 di questi 35 sono presenti solo nell’ uomo. Ulteriori sviluppi di questo studio son stati ottenuti da Steven Salzberg, Owen White, Jeremy Peterson, Jonathan Eisen, e pubblicati ancora su Science il 17 Maggio 2001. L’ articolo intitolato “Geni microbici nel genoma umano: trasferimento orizzontale o perdita genetica?” afferma che 40 geni son stati identificati come probabile frutto di trasferimento orizzontale tra batteri e uomo, ma non si sa ancora in che direzione né si riesce a stabilire da dove questi geni vengano. Se, apparentemente, queste nozioni non fanno riferimento alla teoria di Sitchin, analizzandole in maniera più generale il loro contributo é quello di stabilire che c’ é stato un momento, nel passato, in cui al genoma umano é successo ‘qualcosa’. Improvvisamente l’ uomo, non si sa come, ha acquisito 223 nuovi geni.


[Fonte:Alessandro Demontis]

lunedì 25 gennaio 2016

IL MONDO DELLA GENETICA : ADAMO ED EVA

Analizziamo le scoperte scientifiche in campo genetico o biologico  sembrano dare supporto alla teoria di Zecharia Sitchin e in particolare ad alcuni suoi ‘proclami’.
Adamo ed Eva:
Sin dal primo libro Sitchin traccia una ben delineata discendenza dei popoli. Gli spostamenti geografici e i miscugli razziali che nell' antichità seguivano la civilizzazione ora di una ora dell' altra regione del medioriente e dell' estremo oriente, sono stati confermati negli anni '90 da alcuni studi genetici utilizzati per combattere il concetto di 'razza' ed introdurre quello di 'etnia'. Il maggior fautore di questi studi fu il genetista italiano Luca Cavalli Sforza, e i suoi studi sono stati completati e approfonditi da Spencer Wells, genetista del team del National Geographic, il quale ha tracciato la 'carta delle discendenze' dimostrando l' origine comune delle etnie mediorientali, indiane, giapponesi, e andina. Quest' ultima correlazione (giappone – ande) va tenuta in particolare considerazione: gli studi di Wells dimostrano la parentela genetica tra gli Ainu giapponesi (discendenti della cultura Jomon preistorica del Giappone) e le popolazioni andine. Ancora più a monte, Wells trova la discendenza di alcuni ceppi delle popolazioni dell' estremo oriente con gruppi etnici mediorientali, in particolare del Libano e dell' Iraq (l' antica mesopotamia). Secondo Wells (e non solo secondo lui come vedremo tra poco) sembra che grandi migrazioni dal Medio Oriente verso l' India e l' attuale Cina diedero origine a quelle due civiltà, attraverso l' unione con le popolazioni meno evolute che abitavano quei territori. Un altro studio genetico portato avanti da Brian Sykes, e conclusosi con la pubblicazione del suo libro 'The seven daughters of Eve' (Le sette figlie di Eva), ci informa del fatto che, tra i 200.000 e i 150.000 anni fa, solo nella regione europea ci sono state 7 'Eva' dalle quali sono nate tutte le attuali etnie del continente, e ben 29 Eva sparse per il mondo. Si tratta, dal punto di vista genetico, di minuscole variazioni nel dna mitocondriale, un corredo genetico che rimane normalmente invariato in linea di discendenza femminile.

Una modifica del dna mitocondriale implica una diversità fondamentale, tale da giustificare l' attribuzione a una diversa etnia (si usano più propriamente il termine 'haplogroup' quando si identifica un 'nuovo ceppo' e il termine 'subclade' per le variazioni dello stesso ceppo). Definendo la tipologia della mutazione, si può stabilire la 'parentela' e la corretta 'cronologia' delle discendenze tra un popolo e l' altro. Gli studi di Sykes fanno risalire la prima 'Eva' a circa 200.000 anni fa e la collocano nel centro-est africano.

Tale studio conferma le conclusioni raggiunte negli studi di Wells, che invece basava le sue ricerche sulla linea di discendenza maschile tramite variazioni del cromosoma Y. Wells collocava inizialmente il nostro più vicino 'Adamo', il genitore maschile comune, a 60.000 anni fa, sempre nella zona del centro-est africano, precisamente nella zona che comprende la Tanzania; successivamente Wells sostenne che il periodo adeguato poteva variare dai 60.000 ai 90.000 anni fa. Il lavoro di Wells infatti identifica una mutazione chiamata M168 come la più antica presente nel corredo genetico di tutti gli uomini attualmente viventi, una mutazione originata in Tanzania circa 100.000 anni fa che si iniziò a differenziare 60.000 anni fa. Come vedremo più avanti, in effetti, questa stima è stata nel corso del tempo rivisitata, e anche se allo stato attuale ci sono nuove datazioni accreditate che riportano ancora più indietro (fornendo sempre maggiore credibilità allo scenario dipinto da Sitchin) la datazione del primo 'genitore maschile', ufficialmente é ancora accettata la datazione di Wells.

A quanto pare dunque l' uomo come noi lo conosciamo si sviluppò in Africa intorno ai 250.000 anni fa nella zona della Tanzania. Da li, decine di miliaia di anni dopo, si diffuse in piccoli gruppi nelle zone della mesopotamia, dell' Egitto e del Libano. Nel mentre, comunque, anche altre zone del globo erano abitate da ominidi che seguivano il loro normale e lento processo di evoluzione. Fu l' incrocio tra questi piccoli gruppi e le popolazioni ominidi delle varie regioni a permettere l' evoluzione di queste ultime. L' inizio dell' ultima glaciazione, circa 150.000 anni fa, fece sì che le popolazioni ominidi presenti nei terrotori più lontani dalla fascia tropicale/equatoriale fossero decimate lentamente, e questo ci é stato confermato nell' Ottobre 2010 da una pubblicazione su 'Le Scienze' dal titolo: “Quando l' Homo Sapiens rischiò l' estinzione” nel quale si rivela che la popolazione globale, fino ad allora composta da circa 10.000 individui, calò drasticamente fino a poche centinaia. Questo piccolo gruppo riuscì a sopravvivere e ripopolare fino a un culmine raggiunto all' incirca 60.000 anni fa quando, a causa della estesa presenza di ghiacci che favoriva gli spostamenti tra i continenti, iniziarono le grandi migrazioni. Wells infatti data le grandi migrazioni intorno a 50.000 anni fa, facendo notare che la migrazione più antica sarebbe stata quella che portò dal centro-est africano fino alla zona nordafricana, e fino alla penisola arabica (50.000 anni fa), seguita da quella verso l’ Asia-Oceania (45.000 anni fa) e verso la Mesopotamia (40.000 anni fa). Un ottimo lavoro di riassunto delle scoperte di Spencer Wells e Brian Sykes viene proposto da Daniel Rhoads, della Cyprus University, nel suo blog dedicato alle migrazioni del popoli. Egli propone una immagine riassuntiva degli studi di Wells in cui viene mostrata la migrazione sia in linea
DNA-mitocondriale, sia in linea Y-cromosomale:

Molte di queste informazioni vengono trattate da Sitchin molti anni prima degli studi sulla Eva mitocondriale e sull' Adamo Y-cromosomale (come vengono definiti questi 2 'genitori'). Le sue uniche fonti sono la mitologia, l' analisi dei reperti archeologici, e di tavolette di argilla ritrovate qui e li nella zona della mesopotamica e conservate in vari musei sparsi per il globo.


[Fonte: Alessandro Demontis]

mercoledì 20 gennaio 2016

ANCORA SUL TERMINE "DINGIR"

La questione delle traduzioni e interpretazioni di Zecharia Sitchin dalle lingue sumera e accadica é sempre difficile da affrontare. Più volte nei miei articoli e nei miei libri mi sono trovato a scriverne perchè finora, salvo un paio di casi in sospeso, sono riuscito a dimostrare che le sue traduzioni non erano inventate ma trovavano almeno un riscontro in documenti e/o lessici ufficiali della materia. L' ultima volta mi sono occupato della particella -KI nel termine Anunnaki, e stavolta voglio affrontare e chiarire una volta per tutte la spinosissima questione del termine DINGIR. Per farlo non possiamo prescindere il ricordare cosa scriveva lo stesso Sitchin nel suo “Il pianeta degli dei” nel 1976:
- Diamo un'occhiata, infine, al segno pittografico che indicava gli "dèi" in lingua sumerica. La parola era composta da due sillabe: DIN.GIR. Abbiamo già visto che cosa significava il simbolo di GIR: un razzo pinnato a due comparti, DIN, la prima sillaba, significava "virtuoso", "puro", "luminoso". Unite, dunque, le due sillabe DIN.GIR indicavano il concetto di "virtuosi degli oggetti luminosi, appuntiti", o, più esplicitamente, "i puri dei razzi fiammeggianti". Questo era il segno pittografico per din. Viene subito in mente un motore a reazione che sprigiona fiamme dalla parte posteriore, mentre quella anteriore è stranamente aperta. Proviamo ora a "scrivere" dingir combinando i due segni pittografici: scopriremo che la coda del gir pinnato si inserisce perfettamente nell'apertura frontale del din! (figure 84, 85). Ed ecco dunque lo sbalorditivo risultato: ci troviamo davanti a una vera navetta spaziale con razzo propulsore, munita di un modulo di atterraggio perfettamente agganciato. - Ed ecco qui le figure citate da Sitchin:

Ebbene qui non voglio assolutamente entrare in merito all' aspetto riguardante i “razzi fiammeggianti” ma fare un discorso prettamente linguistico e documentale. Mi preme farlo perchè l' opinione diffusa riguardante questo termine e quanto Sitchin ha scritto in merito é che le asserzioni dell' autore azero siano pura invenzione. Da dove viene questa convinzione? Se prendete un qualsiasi lessico di lingua sumera o accadica trovate che DINGIR era scritto con un altro simbolo, che si leggeva foneticamente AN, di cui riporto qui sotto l' evoluzione:

I due segni sono completamente diversi, ma a parte il discorso della somiglianza (si tratta chiaramente di segni non confondibili) il punto focale é: il termine DINGIR era scritto / letto solo come termine intero o aveva una resa sillabica che ne giustifica la scrittura usata da Sitchin, e cioè DIN.GIR? In effetti il problema del termine Dingir verte su tre punti distinti:

- I glifi riportati da Sitchin esistono? Hanno quel significato?
 
- I glifi riportati da Sitchin, se esistenti, sono collegati al termine Dingir?
 
- Il termine Dingir poteva essere scritto con resa sillabica o era solo una lettura di un    unico e singolo glifo?

Per comodità di trattazione inizierò la mia analisi dal terzo punto. Sulla questione interviene l' amico e studioso Biagio Russo, uno dei più rigorosi e precisi studiosi che abbia avuto il piacere di conoscere. Russo per indagare sulla questione ha contattato un emerito professore di assirologia, il prof. Claudio Saporetti, il quale ha definito la scrittura sillabica DIN.GIR come un “errore grave”. Effettivamente, quando scrissi il mio articolo relativo a questo termine (“Analisi del termine DINGIR”), cercai materiale relativo alla questione per ben otto mesi, e non riuscii mai a trovare nessun riferimento alla scrittura sillabica. Ma notando la somiglianza dei glifi riportati da Sitchin con i simboli di DI(N) + GIR trovati in una delle liste di segni in mio possesso (pur stilizzati) mi convinsi che Sitchin aveva probabilmente invertito i valori sillabici dei due glifi ma che il suo discorso era più che corretto. In quell' occasione però non condussi un' analisi linguistica ma mi limitai a notare la curiosa somiglianza dei due glifi nella versione che aveva nella mia lista di segni con il reperto della tomba di Hui che, secondo Sitchin mostra un 'razzo'. Supposi fosse anche per questa somiglianza che Sitchin mentalmente collegò il termine ai 'razzi fiammeggianti', ma mi ripromisi di ritornare sull' argomento. E dunque colgo l' occasione di questo articolo per mantenere
la promessa. Lo scrittore Gaston Maspero a fine del XIX secolo pubblico una monumentale opera in 12 volumi, intitolata “Storia d' Egitto, Chaldea, Siria, Babilonia e Assiria”, che racchiudeva il frutto delle sue esplorazioni e delle sue ricerche condotte sia sul campo che nelle biblioteche; quest' opera fu edita niente po' po' di meno che dal prof. Archibald Henry Sayce, eminente pioniere dell' assirologia linguistica, docente all' Università di Oxford, paradossalmente ricordato più per i suoi studi sulla civiltà e linguistica ittita che per i suoi contributi all' assirologia. Nel 3° volume, parte C, del suo libro, Maspero riporta una tavoletta bilingue molto curiosa, dove troviamo (per ben 2 volte, il termine DINGIR in resa sillabica, non di due, ma di 3 segni:

Abbiamo dunque stabilito che Dingir si poteva scrivere in maniera sillabica; rimane la questione: 2 o 3 sillabe? La domanda trova una probabile risposta solo tenendo conto del fatto che la lingua assira era sillabica e di due delle proprietà di scrittura di tale lingua a cui appartengono i glifi della tavola sopra mostrata. La prima proprietà é che i segni potevano essere scritti in fila (come nell' esempio sopra) o essere 'uniti' per formare nuovi segni che potevano avere una lettura derivata e/o una completamente nuova. A titolo di esempio riporto alcuni segni dalla lista di segni standardizzata nel 2006 dall' ICE (Initiative for Cuneiform Encoding) l' ente che si é occupato della produzione e dell' aggiornamento in formato elettronico dei più completi cataloghi di segni cuneiformi neoassiri, elenchi che sono il riferimento per le opere elettroniche contenenti caratteri di questo periodo storico-linguistico.

Nella riga 20 abbiamo il segno denominato ITI definito come UDxESH, mentre nella riga 21 abbiamo una sua variante chiamata ITI2 (scritto con la prima I accentata) definita come ITIxBAD. In ultima colonna, quella che mostra quali segni sono stati utilizzati per creare le due versioni di ITI, abbiamo che ESH é definito U+U+U per la riga 20, questo perchè, alla riga 711, ESH é definito come “3 volte il segno U”

Questo modo di unire i segni, come detto, produceva omofoni (come nel caso di ITI e ITI2) con diversi segni e nome completamente diverso dai due segni che li compongono, ma anche segni con nome proprio che conservavano i due (o più) segni dei nomi che li componevano, come nell' esempio seguente:

nel quale i segni di MASH e di U sono uniti per formare GIDIM2 con resa sillabica MASH2.U. Verifichiamo cosa succede nel caso di DIN, DI e IN:

Possiamo vedere che DI e IN corrispondono alla resa grafica della tavola di Maspero.

DIN invece é parecchio diverso dall' unione dei due singoli segni, anche se presenta la 'punta' e il cuneo verticale di DI sommati al lungo cuneo orizzontale di IN. Come dipanare la matassa? Ci viene in aiuto la seconda proprietà di cui tenere conto: alcuni segni erano tra di loro intercambiabili, pur se scritti e letti diversamente. Per esempio DE2 (chiamato generalmente SIMUG) era intercambiabile nelle liste e negli scritti con DU3 (GAG/KAK) nonostante questi simboli fossero completamente diversi:

Questo perchè é assodato che DE2 era una forma dialettale di DU3/KAK. Possiamo dunque ipotizzare che intercambiabilità simili intervenissero anche nel caso di DIN o dei due DI e IN? Per cercare di rispondere dobbiamo ora affrontare i primi due punti della discussione: l' esistenza o meno dei due segni riportati da Sitchin e il loro significato. A confermare la tesi di Sitchin ci pensa il “Material for a sumerian lexicon with full syllabary and cuneiform signs” di John Prince, autorevole etimologo e linguista di fine XIX secolo. A pagina 73 e 74 del suo libro egli riporta:

Riporta cioè come DE2 il segno che secondo Sitchin sarebbe DIN, specificando che esso sarebbe una forma dialettale di DU2 e DU3, e connesso a DI, DIM, DU, SI, SIMUG e UMUN. Secondo Prince questo segno ha i molteplici significati di 'emettere bagliore', 'splendere', 'essere luminoso'. Alla pagina sucessiva Prince riporta le varie occorrenze di DI nelle sue varie forme, quella grafica corrispondente a DE2 e quella omofona con segno diverso:

Questa ultima versione corrisponde graficamente al DI della tavola di Maspero, e di questa Prince ci dice che significa “giudizio – giudice” e che il segno sembra indicare “dirigersi, essere corretto” da cui il concetto di “giudice – giudicare”. Il libro di Prince non contiene una voce per DIN, ma contiene una voce per GI.IR che conferma il simbolo che Sitchin riporta per GIR:

Il simbolo originale aveva il significato di “irrompere” da cui derivano “illuminare, illuminante” con un paragone con i fulmini. Questo simbolo indicato da Prince sillabicamente GI.IR nei cataloghi attuali é reso come una unica sillaba GIR2 ed é esattamente quello indicato come GIR nella tavola di Maspero:

ma sappiamo che nella notazione utilizzata attualmente GIR2 é indicato come: NGIR2 (es: “Sumerian Lexicon” di J.Halloran).

Ecco secondo me da dove viene la N di DI+IN+GIR, che più correttamente andrebbe scritto DE2.NGIR2 o DU3.NGIR2.La tavola di Maspero dunque risulta essere la resa sillabica del termine DE2.NGIR2 (DU3.NGIR2) espressa tramite i 3 segni delle sillabe che lo compongono. A titolo di conferma della identificazione di GIR2 come GI.IR e quindi dell' equivalenza della forma sillabica con quella classica (entrambi sono tradotti come 'dio') riporto quanto presente nel libro dello stesso Prince per la voce DINGIR:

Dunque, con buona pace di molte persone:

 - i simboli che Sitchin ha riportato nel suo libro esistono e sono rintracciabili almeno su un lessico ufficiale
 
- resta da stabilire con certezza se DE2/DU3 possa essere un cognato o sostitutivo di DIN
 
- esistono almeno 2 esempi di scritta sillabica di DINGIR
 
- la notazione attuale DINGIR sarebbe più corretta come DE2.NGIR2 e corrisponde alla resa sillabica DI.IN.GIR
 
- DI.IN.GIR scritto con i 3 segni distinti nella tavola di Maspero corrisponde esattamente alla resa sillabica del termine DE2.NGIR2 / DINGIR

Pur con tutte le verifiche del caso sul punto 2, secondo me l' analisi di Sitchin esce a testa alta anche da questa prova.

martedì 19 gennaio 2016

IMPATTO DELLE TEORIE E IL " FENOMENO NIBIRU"

Nella seconda metà degli anni 70 la pubblicazione del ‘Dodicesimo pianeta’ ha largamente sconvolto il panorama della letteratura misterica. Ma é stato solo parecchi anni dopo che la teoria di Sitchin ha avuto la diffusione che merita, ed ha esercitato appieno la sua influenza. Ora i libri di Sitchin hanno una buona diffusione, negli ultimi anni il suo nome é salito alla ribalta, ma fino a circa il 2000 era, nell’ ambiente editoriale dei misteri, e per il grande pubblico appassionato a questo filone, un emerito sconosciuto. Nessuno dei suoi lavori é stato citato da ben più rinomati ‘esperti’ di piramidi, di Stonehenge, e altri luoghi misteriosi, fatta eccezione per poche brevi menzioni da parte di Erich Von Daeniken nei suoi libri. Perchè? Semplice, perchè la teoria di Sitchin spiega tutto, abbraccia tutti i grandi misteri, li correla, e offre una spiegazione basata su testimonianze letterarie e scoperte scientifiche. Svela il mistero. E quando il mistero é svelato non c’ é più molto da aggiungere. Per questo Sitchin é sempre stato ritenuto scomodo, tanto che sembra quasi che i ‘grandi autori’ come Hancock, Kolosimo, Bauval, Cotterel e altri, abbiano fatto a gara per evitare di fare il suo nome e diffondere il suo lavoro. Tutto ciò é cambiato dall’ anno 2000 quando Alan Alford per la prima volta ha divulgato le teorie di Sitchin nel suo libro “Il mistero della genesi delle antiche civiltà”, che, per sua stessa ammissione, era un lavoro di analisi della teoria di Sitchin. Un po’ come questo mio lavoro. E’ solo da quel momento che la teoria sitchiniana ha avuto la diffusione che meritava, e da quel momento la storia della letteratura ‘misterica’ é completamente cambiata. Al giorno d’ oggi termini come ‘Nibiru’ o ‘Anunnaki’ o nomi come ‘Marduk – Enki – Inanna’ sono usati, strausati e addirittura abusati. Le teorie di Sitchin hanno ispirato colossal cinematografici quali ‘Stargate’ e ‘10000 B.C.’, hanno fatto rinascere negli ultimi anni l’ interesse per la cultura mediorientale, hanno dato la spinta per nuovi movimenti religiosi, alcuni di stampo pagano e altri più new age. E’ innegabile che il ‘fenomeno Nibiru’ abbia sconvolto notevolmente l’ ambiente mediatico, specialmente negli ultimi 15 anni, un periodo durante il quale molte scoperte astronomiche e molte invenzioni tecnologiche sembrano voler involontariamente fornire una base di veridicità al contenuto dei libri dell’ autore.Facciamoci caso, é negli ultimi anni che stiamo diventando familiari con il concetto di ‘pianeti transnettuniani’ (dal 2000 ne son stati catalogati a centinaia); é negli ultimi anni che le esplorazioni del sistema solare hanno scoperto la presenza di acqua su Marte, su alcuni pianeti esterni e da poco anche sulla Luna. E’ in questi ultimi anni che é stato scoperto il primo pianeta che orbita intorno al suo sole in senso retrogrado, caratteristica associata da Sitchin a Nibiru. In questi stessi ultimi anni si é scoperto come ottenere propulsione dall’ acqua. Ma se questi sono tutti progressi scientifici che rispecchiano altrettanti punti riscontrabili sui libri di Sitchin, parimenti va riconosciuta la spinta contraria, quella che i libri di Sitchin hanno dato alle comunità scientifiche e religiose. In questi anni é nato il bizzarro (passatemi l’ eufemismo) ‘Nibiruan Council’, un gruppo di ricerca metafisica che sostiene di essere in ‘collegamento canalizzato’ (!) con gli Anunnaki; in questi anni si é sviluppata la ricerca della base della paganità oltre il fenomeno del celtismo e del druidismo, per approdare alla prima, vera, paganità: quella mediorientale. In questi ultimi anni alcuni esegeti islamici hanno riconosciuto l’ origine babilonese, se non sumera, della loro religione. Come é possibile? L’ Islam nasce nel VI secolo d.C., la storia babilonese cessa nel II a.C.; eppure la religione babilonese devota al dio Sin (ultimo periodo di Babilonia in cui Sin e Marduk erano entrambi venerati) é sopravvissuta al cristianesimo, dormiente fino a quando un profeta dichiarò che il proprio ‘dio’ gli avesse parlato, dicendogli di fuggire in una delle sei città costruite dal figlio del suo ultimo sovrano (Nabunaid) per ristabilire il proprio culto. Si tratta di quella città che noi chiamiamo Medina. In questi ultimi anni é nata la comunità acquariana, devota al culto (seppur modernizzato) del dio Enki; in questi anni il cinema, la letteratura fantascientifica, e perfino quella religiosa, stanno sdoganando l’ idea del ‘dio extraterrestre’, un concetto che non aveva senso fino all’ uscita di quello ‘Stargate’ che presenta il Ra egizio (Marduk) come un extraterrestre viaggiatore che sfrutta le popolazioni che trova nei vari pianeti per estrarre minerali. E infatti anche negli aspetti più quotidiani della vita si é avuta una influenza da parte della teoria di Sitchin. L' industria cinematografica ha prodotto appunto capolavori come 'Stargate', '10000 a.C.', 'Il quarto tipo', film che riprendono alcuni aspetti della teoria di Sitchin. In ambito musicale, una band usa il nome EA, e nel 2010 un' altra band, gli italiani Screaming Shadows, ha composto il brano 'Planet X', dedicato a Nibiru, per il loro ultimo CD.Purtroppo però la teoria di Sitchin é stata anche oggetto di speculazione, distorta, rimanipolata, e applicata a fenomeni e teorie che non la riguardano. Così a cavallo del cambio del millennio alcune comunità a dir poco disfattiste si sono ricordate di presunte profezie maya, dell’ Apocalisse biblica, delle profezie Hopi e così via, creando un movimento a livello globale che presagiva catastrofi e cercava di dare base di veridicità a queste profezie. E cosa, meglio della teoria sitchiniana di un pianeta invasore, poteva servire meglio allo scopo? Applicando questa teoria a una erronea interpretazione della profezia maya riguardante la fine del V sole, sono nati i vari allarmismi chiamati ‘Nibiru2003’ e ‘Nibiru2012’. Questi allarmismi hanno contribuito tantissimo a gettare cattiva luce sul fenomeno Nibiru. Tanto che oramai chiunque nomini Nibiru si sente parlare del 2012, dei Maya, e (secondo i seguaci acquariani o secondo il già citato Nibiruan Council) di esseri provenienti dalla ‘quinta densità’ i quali, a valle del tremendo cataclisma (inversione dei poli magnetici della Terra – altro fenomeno erroneamente legato alla teoria di Sitchin) che si verificherebbe al passaggio del Pianeta X, eleveranno i pochi superstiti a un nuovo livello di coscenza e conoscienza. Tanto che, al ‘2012 Symposium’ tenutosi in Svizzera nell’ Ottobre del 2008, i termini ‘Enki’ e ‘Nibiru’ sono stati i più usati in assoluto. Se ciò sembra esagerato si pensi che nel 2009 lo stesso Sitchin ha dovuto rilasciare una sua lecture in DVD chiamata ‘2012 – will the anunnaki return?’ per dissociarsi definitivamente dalla errata interpretazione della sua teoria. Ma il lavoro di Sitchin ha parzialmente sfondato il muro di gomma che da anni avvolge gli ambienti ortodossi. Non solo, ha fatto breccia anche in Vaticano (il primo ad essere toccato dalla teoria di Sitchin che identifica Yahweh in un dio di origine extraterrestre). Infatti l’ autore russo é stato ricevuto da Monsignor Corrado Balducci per una conversazione sul tema ‘Dio e i mondi extraterrestri’. L’ università di Wroclaw, in Polonia, ha organizzato un ‘Sitchin study day’ nel 2009. Astronomi ortodossi hanno affermato che molti punti della teoria sitchiniana non sono affatto incredibili o in contrasto con le nostre cognizioni scientifiche. E’ indubbio quindi che il fenomeno Nibiru abbia notevolmente influenzato quasi ogni aspetto della società in cui viviamo. E’ questo il motivo per cui ho ritenuto di affrontare la teoria di Sitchin sotto ogni aspetto, pur sapendo di dovermi sobbarcare un immane lavoro, in maniera particolare rivolto ad analizzare quali critiche sono state mosse e la validità delle stesse. Suggerisco pertanto a tutti i lettori di accostarsi a questo libro dopo aver letto almeno il primo, fondamentale, libro di Sitchin: ‘Il pianeta degli dei’, o ancor meglio, se si riesce a reperirlo, il suo volume riassuntivo intitolato ‘Il libro perduto del dio Enki’. In questa maniera si potrà essere sicuri di conoscere la teoria originale, senza le varie distorsioni, e poter apprezzare al meglio questo lavoro di analisi.

LE CONFERME:
Nel corso degli ultimi 20 anni circa numerose sono le conferme arrivate da vari campi, scientifici e non, alle tesi avanzate da Sitchin. Tali conferme a volte sono indizi che rendono la sua teoria pienamente verosimile, altre volte sono vere e proprie scoperte 'probanti' che confermano non la sola plausibilità di ciò che l' autore sostiene, ma che ciò che dice é esattamente la realtà dei fatti. In particolare il suo primo libro contiene alcune affermazioni derivate da traduzioni dei testi sumeri che dopo alcuni anni hanno avuto conferma.
UN GIOCO DI PREVISIONI E ANTEPRIME:
Nel libro "Il pianeta degli dei" (prima pubblicazione nel 1976) Sitchin parla di una versione dell' Enuma Elish (il mito della creazione sumero ritradotto successivamente in accadico e assiro) che descrive i due pianeti Nudimmud e Anu (che Sitchin identifica con Nettuno e Urano) chiamandoli con appellativi che in sumero significano: ‘vegetazione di palude’ (hum.ba), 'pianeta che é il doppio' (accadico: kakkab shanamma) e 'signore della rigogliosa vita verdegiante' (en ti mash sig). Il testo, secondo Sitchin, descrive anche uno di questi pianeti come 'coricato su un lato'. Sitchin nel suo libro scrive:

“Sono estremamente convinto che quando riusciremo
ad avvicinarci a Nettuno e Urano scopriremo due pianeti
molto simili, di colore verde o azzurro”.

Due anni dopo furono lanciate dagli Stati Uniti 2 sonde, che raggiunsero Urano nel 1986 e Nettuno nel 1989. Queste sonde trasmisero bellissime immagini di 2 pianeti, uno celeste/azzurro e uno verde, uno dei quali inclinato su un lato. Le misurazioni di Nettuno e Urano inoltre effettivamente mostrarono 2 pianeti praticamente gemelli, con differenze irrilevanti tra atmosfera, temperatura, dimensioni, e periodo di rotazione. Ora, qui c' é da prendere in considerazione una cosa: personalmente non ho letto il testo a cui Sitchin fa riferimento, non ho potuto constatare l' esattezza dei termini (se non dal punto di vista linguistico), ma anche in assenza del testo e di una corretta dimostrazione dell' associazione di quegli appellattivi, la previsione fatta si dimostrò esatta. Pura fortuna? Ma nel primo libro di Sitchin figura un’ altra importantissima anteprima. Vi si legge il procedimento con cui gli Anunnaki avrebbero creato l’ uomo: questo procedimento é diverso a seconda dei miti, in uno consiste nell' unire il seme (o il sangue, comunque il 'principio di vita') di un maschio Anunnaki con l’ ovulo di una ominide; in altri testi (per esempio Enki e Ninmah) si utilizzano il seme di un dio, l' ovulo di una ominide, e li si impianta nel grembo delle 'dee della nascita'. In entrambi i casi il 'mix' cellulare é posto in un 'contenitore' di argilla. Se trasferiamo queste nozioni in campo medico alla luce della tecnologia moderna, é facile riconoscere la tecnologia della fertilizzazione in vitro, la cosiddetta tecnica del 'Test tube babe'. Ciò che però pochi sanno é che il primo test tube babe, Louis Brown, é nato il 25 Luglio del 1978. Due anni dopo la prima pubblicazione del primo libro di Sitchin.


[FONTE:Dal "Fenomeno Nibiru 1" di Alessandro Demontis]

venerdì 15 gennaio 2016

ZECHARIA SITCHIN : LA TEORIA ANUNNAKI

Diamo  uno sguardo generale alle teorie di Zecharia Sitchin:
Secondo Sitchin, all' incirca 445000 anni fa un personaggio di nome Alalu, provveniente da un pianeta chiamato Nibiru, atterrò sul nostro pianeta in cerca di oro. Trovatolo nelle acque del Golfo Persico, comunicò questa scoperta ai 'saggi' del suo pineta. Alalu era un re deposto dal suo coppiere, Anu, e sperava, con questa scoperta, di riguadagnare il trono sul proprio pianeta. Da Nibiru, che sarebbe un pianeta membro del nostro sistema solare con una orbita estremamente ellittica e longeva, fu deciso di mandare un gruppo di scienziati per verificare questa scoperta. A comando di questa operazione fu posto un personaggio di nome Ea, uno scienziato dotato di notevole inventiva e di immane conoscenza. Ea, ammarato nel Golfo Persico, si diede subito da fare con i suoi 50 assistenti, chiamati Anunnaki, per costruire dei rifugi e una sorta di 'stazione di lavoro'. Verificò la presenza di oro, e comunicò a suo padre Anu che questo oro poteva essere utilizzato su Nibiru come aerosol atmosferico per proteggere il pianeta dalla rarefazione atmosferica che stava subendo. Ea ebbe l' ordine di approntare un carico d' oro in tempo per il successivo passaggio di Nibiru al centro del Sistema Solare, in modo che potesse essere trasferito sul pianeta. La quantità d' oro estratto dalle acque però era misera, quindi fu mandato un altro comando di Anunnaki sulla Terra per esaminare il da farsi. Il comando di questo secondo gruppo fu dato al fratellastro di Ea, chiamato Enlil, figlio minore ma erede al trono di Anu. Enlil era un grande capo, dotato di forti capacità organizzative. Durante uno dei suoi viaggi di esplorazione nel cuore dell' Africa, Ea scoprì che le rocce di quelle regioni erano piene di oro, e che il minerale poteva essere estratto, portato in prossimità della base del Golfo Persico per essere lavorato, e da li spedito su Nibiru. Vennero dunque mandati sulla terra altri Anunnaki come aiutanti, in gruppi di 50, e un gruppo fu posto in orbita alla Terra in navicelle, per coordinare le spedizioni e il trasporto su Nibiru. L' estrazione dell' oro proseguì per migliaia di anni, anni in cui anche gli Igigi (coloro che erano rimasti in orbita) vennero mandati a faticare nelle miniere africane. Dopo circa 150000 anni però, questi lavoratori delle miniere africane si ammutinarono, e su suggerimento di Ea, venne creato un essere ibrido mischiando il codice genetico degli Anunnaki con quello degli ominidi presenti sulla Terra: gli Homo Erectus africani. Questa creazione avvenne per stadi, attraverso una serie di esperimenti più o meno riusciti, fino a che non venne realizzato il modello 'perfetto', sotto forma di un maschio e una femmina dai quali, per clonazione, ne vennero prodotti altri 14 in serie. Ma anche nei dintorni del Golfo Persico c' erano lavoratori Anunnaki, impiegati nella lavorazione, nella fondazione degli insediamenti lavorativi e abitativi; infatti in tutti questi millenni vennero fondate le primissime città organizzate. Anche qui, gli Anunnaki si ammuttinarono, chiedendo che questi ibridi fossero portati nel medioriente per lavorare al posto loro. Enlil allora scese nei territori africani supervisionati da Ea e prelevò alcuni lavoratori, portandoli nel medioriente. Siccome i lavoratori però erano pochi, alcuni di questi vennero 'modificati' in modo che ottenessero la capacità di procreare, e fu così che l' Homo Sapiens iniziò a moltiplicarsi e diffondersi in Africa e nel Medioriente. Cronologicamente siamo arrivati a un periodo intorno ai 250000 anni fa. Le attività procedettero in questo modo per circa 200000 anni, durante i quali Ea decise di donare ad alcuni di questi Homo Sapiens un minimo di istruzione e di conoscenze. Fu così che sorsero in Africa le prime e più antiche strutture megalitiche arrivate fino ai giorni nostri, proprio nella zona delle miniere africane del Mozambico, della Tanzania e dello Swatziland. A partire da circa 70000 anni fa, dopo un gran numero di generazioni 'umane', iniziarono a differenziarsi quei codici genetici che sono arrivati fino a noi: l' Homo Sapiens ha raggiunto la maturità genetica e funzionale che conserva ancora oggi. Attualmente, infatti, siamo tutti discendenti di un piccolo gruppo di Sapiens comparso in quel periodo. Ma il moltiplicarsi degli umani non era ben visto da Enlil, il quale lamentava che le operazioni di estrazione andassero a rilento, e decise che a ciò doveva essere posta fine. Scrutando i cieli e i segni climatici, Enlil constatò all' incirca 15000 anni fa che le temperature terrestri stavano velocemente aumentando e che ben presto grossa parte dei ghiacci si sarebbe sciolta, specialmente in concomitanza del successivo passaggio di Nibiru nei pressi del centro del Sistema Solare. Enlil decise che quell' evento avrebbe segnato il destino della razza umana, e fece giurare a tutti gli Anunnaki di non avvertire gli uomini dell' imminente catastrofe. Ma Ea contravvenne a questo giuramento, e riuscì con uno stratagemma a mettere in salvo un suo seguace di nome Ziusudra, facendolo salire in una sorta di 'sommergibile' e facendogli portare con se la sua famiglia e 'il seme di tutte e cose viventi'. Secondo Sitchin questo indica che a Ziusudra furono affidati contenitori con estratti di DNA di ogni forma di vita del pianeta: animale, vegetale e umana. Il Diluvio imperversò sul pianeta, si trattava di una ondata di marea provocata dallo slittare della calotta antartica nell' oceano. Diminuendo il tasso di salinità oceanica, gli equilibri delle maree e delle correnti vennero compromessi, provocando piogge torrenziali e tsunami che spazzarono praticamente tutto l' emisfero sud. Col diminuire delle acque, a Diluvio finito, la vita riprese, e l' uomo di diffuse di nuovo sulla terra; i territori in cui gli Anunnaki avevano costruito i loro centri operativi, le città, le piattaforme di lancio, e anche le miniere, si ritrovarono sommersi da metri di fango. Fu per questo che, alla ricerca di altri luoghi ove operare mentre si procedeva a liberare dal fango e ricostruire, Ea e Ninurta, suo nipote, arrivarono nel Sudamerica. Qui, nelle vette delle montagne, le piogge avevano liberato interi filoni d' oro. Pepite e granuli si potevano raccogliere a mano sui bordi dei fiumi e dei laghi, o raschiando per terra, semplicemente setacciando il fango, senza bisogno di estrazione mineraria. Si decise quindi di creare delle stazioni di lavoro in questo continente, una delle quali era quasi certamente Tiahuanaku. Nel frattempo, nel Vecchio Mondo, iniziarono a sorgere delle aspre rivalità. Infatti se prima del diluvio le terre nel medioriente erano poste sotto il controlo di Enlil, e l' Africa sotto quello di Ea, ora Ea lasciò il suo dominio a suo figlio Marduk il quale iniziava a pretendere il controlo di tutte le operazioni. Da dove arrivava questa pretesa? Per capirlo bisogna parlare delle relazioni regali tra gli Anunnaki. Enlil, pur essendo il figlio minore di Anu, era il suo erede legittimo inquanto figlio di una moglie/sorellastra. Ea era invece figlio di una concubina, come lo era una figlia di Anu, Ninmah, che aveva aiutato Ea nelle operazioni di creazione dell' Homo Sapiens. Alla seconda generazione, quella riguardante Marduk e Ninurta, i figli di Ea e di Enlil, il primo si aspettava che per riparare a questo torto subito da suo padre il controllo passasse a lui,ma così non fu, perchè Enlil aveva avuto Ninurta da sua sorellastra Ninmah. Marduk decise comunque di fare buon viso a cattivo gioco, e dimostrò la sua grande genialità e preparazione aiutando l' uomo nel suo cammino verso la civilizzazione. Fu Marduk infatti ad introdurre l' allevamento e l' addomesticazione degli animali, mentre Ninurta si occupò della introduzione dell' agricoltura. Il regno nordafricano di Ea e Marduk venne momentaneamente lasciato ai primi figli di Marduk, quei personaggi che conosciamo attraverso la mitologia egizia con i nomidi Seth e Osiride. In realtà il regno africano venne spartito da Ea tra i suoi vari figli: a Marduk e alla sua famiglia andò l' Egitto, a Nergal andò il Sudafrica in seguito al suo matrimonio con Ereshkigal, una nipote di Enlil, a Gibil andò la zona sottostante l' Egitto fino al Sudan, ove sorse il regno di Kush. In Egitto si avvicendò al regno anche un altro figio di Ea, Ningishzidda. Marduk e Ningishzidda sono gli Anunnaki che la mitologia dell' antico Egitto chiama Ra e Thot, mentre Ea era il Ptah egizio. Presto la disputa tra Seth e Osiride sul controllo dell' Egitto sfocciò in una sanguinosa diatriba familiare, che Sitchin chiama 'La prima guerra della Piramide'. Infatti secondo la teoria di Sitchin, le 3 piramidi di Giza vennero costruite subito dopo il diluvio, a cavallo del 10500a.C. Circa. Entro le piramidi erano poste delle attrezzature essenziali per dirigere i traffici di navicelle degli Anunnaki, quindi chiunque avesse avuto il controllo di queste strutture avrebbe avuto potere decisionale su tutti gli affari degli Anunnaki. Dopo una serie di lotte, Horus, figlio di Osiride, ebbe la meglio su Seth il quale venne espulso ma a cui venne dato come dominio il deserto a nord del Sinai. Questa guerra interna alla fazione dei figli di Enki suggerì ad Enlil che il controllo delle attrezzature tecnologiche doveva essere tolto dalle loro mani. Marduk non era d' accordo, e la sua ira aumentò fino a che decise di tentare di conquistare i territori di Enlil: la Mesopotamia. L' offensiva di Marduk causò la raccolta in battaglia di tutti i figli di Enlil, capeggiati da Ninurta. Marduk stesso fu costretto a ritirarsi in Egitto, dove però venne attaccato dall' erede di Enlil; riparatosi all' interno della Grande Piramide, Marduk conduceva da li una battaglia utilizzando armi potentissime contro l' avversario, il quale per contro rispondeva agli attacchi dalla sua navicella. Marduk stava per avere la meglio, tanto che Enlil piangeva già suo figlio come morto, ma Ninurta con un colpo di scena riesce a piegare le forze di Marduk e a sconfigerlo, svuotando la Piramide delle sue attrezzature tecnologiche. Marduk viene deposto dalla guida dell' Egitto, ed é costretto a lasciarne la guida a suo fratello Ningishzidda / Thot. Tutto ciò avvenne, secondo Sitchin, intorno all' 8600 a.C., periodo dopo il quale vi furono alcuni millenni di relativa pace, sopratutto grazie al fatto che il Sinai, ove erano collocate le strutture di lancio e atterraggio delle navicelle, venne dato in dote a un personaggio neutrale, Ninmah, che pur essendo madre di Ninurta, era molto legato sia a suo fratellastro Enki sia a Marduk. Fu in questi millenni di pace che in Egitto regnarono i Neteru, che venne fondata Eliopoli, e che in Mesopotamia e in Egitto si hanno i primi esempi di 'culture' umane. Inizia in Mesopotamia il cosiddetto 'Periodo Ubaid'. Le cose però iniziano a cambiare intorno al 3800 a.C. quando Anu stesso scende sulla Terra in pompa magna; per lui viene fondata una nuova città: Uruk. Anu sancisce il perdono e il rientro di Marduk, ma alla sua partenza, essendosi invaghito della nipote di Enlil, Inanna, lascia a lei il controllo della città di Uruk. Questo atto fu reputato intollerabile da Marduk, poiché da poco il controllo della Mesopotamia era stato lasciato a Nanna, primogenito di Enlil, e l' affidare una città a un Anunnaki di 3a generazione anzi che a lui (che si reputava 'erede leggittimo per discendenza da Enki') voleva dire scavalcare completamente tutta la dinastia di suo padre. Marduk iniziò dunque, assieme ai suoi seguaci umani, a costruire una città in territorio mesopotamico, una città con una 'torre alta fino al cielo' nella quale avrebbe installato la sua personale navicella spaziale. Enlil, spaventato da questo atto, decise di intervenire e distruggere la città di Marduk, una città che simbolicamente era stata chiamata Babili, 'porta degli dei', per sottolineare che quella città sarebbe stata per Marduk l' accesso al dominio degli Anunnaki. Ciò avvenne secondo Sitchin intorno al 3450 a.C., pochi secoli dopo che a Sumer ebbe inizio la prima civiltà del pianeta. Marduk venne esiliato, per ritornare dopo circa 3 secoli insediandosi di nuovo in Egitto e deponendo e scacciando Thot. Marduk / Ra fondò così la prima dinastia faraonica, elegendo Menes a suo rappresentante in terra. Ningishzidda / Thot allora, seguito dai suoi fedeli africani, emigrò nel Nuovo Mondo ove diede inizio alla civiltà Olmeca. Si stabilì nel Mexico, creò un nuovo calendario, ed assunse il ruolo di Quetzalcoatl. Era approssimativamente il 3110 a.C., e il suo dominio da quei territori si estese fino alla punta nord del Perù, e durò per circa 2000 anni. Quetzalcoatl però non era sempre presente nella vita del suo popolo, essendo comunque un Anunnaki ed essendo legato ai territori africani e mediorientali, comparì spesso in quelle terre per portare la civiltà. In particolare, se Ea fu responsabile delle opere civili ed idrauliche, Marduk fu responsabile delle opere di allevamento ed idrauliche, se Ninurta fu responsabile delle operazioni agricole assieme a un altro figlio di Ea (Dumuzi), Ningishzidda fu responsabile di tutto ciò che riguardava il calcolo del tempo e le costruzioni calendariali. Secondo Sitchin infatti a lui si deve la costruzione delle maggiori opere megalitiche a funzione stellare / calendariale sparse per il globo: Teotihuacan, Giza, Stonehenge, il Girsu di Lagash, Sarmizegetusa, i templi di Malta, tutti siti costruiti (tranne le piramidi di Giza) tra il 3000 e il 2000 a.C. Cosa succedeva intanto nel Vecchio Mondo? Nel 2900 a.C., gli Anunnaki decisero di portare la civiltà anche in un altra zona del globo, la valle dell' Indo, ove fu messa a capo Inanna come risarcimento del fatto che suo marito Dumuzi (fratello di Marduk) era morto e quindi lei non avrebbe potuto regnare tramite suo marito. Intorno al 2400 a.C. Inanna cercò di conquistare i territori sumeri, e per questo si servì di un re chiamato Sargon. Fondò per lui una capitale chiamata Agade, ed ebbe così inizio il regno di Akkad che soppiantò quello di Sumer. Ma Akkad non durò a lungo: dopo circa 3 secoli Agade fu distrutta dallo stesso Enlil a causa degli affronti e delle battaglie militari che Inanna e i suoi re umani (discendenti di Sargon) conducevano nei territori degli altri Anunnaki. Enlil si servì per distruggere Agade delle armate di suo figlio Ninurta, i Guti e gli Elamiti, e così nel 2150 circa Agade fu completamente distrutta. In seguito a ciò, nel 2130 a.C. circa, Ninurta venne autorizzato ufficialmente da suo padre Enlil a proclamarsi reggente dei domini mesopotamici, e per celebrare questa sua 'promozione' si fece costruire dal re Gudea un recinto sacro con un palazzo a Lagash. Al progetto partecipò anche Ningishzidda, e ciò fu visto da suo fratello Marduk come una offesa non tollerabile. Marduk allora decise di invadere di nuovo le terre di Sumer, ma stavolta venne convinto ad allontanarsi temporaneamente dalla sua città (ricostruita) da suo fratello Nergal, il quale in realtà parteggiava per la fazione di Ninurta e voleva cogliere l' occasione di ritagliarsi un dominio in Mesopotamia. Durante la sua assenza, Marduk incaricò suo figlio Nabu di fare proseliti per lui nei domini nemici: Nabu infatti riuscì, complice la sempre più frequente assenza sia di Enlil che di Ninurta dalle scene politiche e militari, a convincere molti abitanti delle città mesopotamiche ad adorare suo padre. Ma l' azione di Nabu arrivò fino alle terre a nord del Sinai, il Libano, e tutta la regione che ora conosciamo come Israele e Palestina. Il dominio di Marduk, tramite l' azione di Nabu, si stava silenziosamente e pericolosamente espandendo, andando dai territori africani dell' Egitto e della Nubia / Sudan (con l' aiuto di suo fratello Gibil) fino al sud di Sumer. I re egiziani nel frattempo attendevano il ritorno del loro Ra, che in quel periodo era adorato come Amen, 'il nascosto'. Ritorno che non tardò ad arrivare: Nel 2024 a.C. circa Marduk tornò e richiamò a se tutti i suoi seguaci, tentando l' invasione di Sumer e della penisola del Sinai ove era collocato il porto spaziale degli Anunnaki. Per evitare la vittoria di Marduk e Nabu, Enlil, convocato dai suoi figli, fu costretto ad organizzare un bombardamento delle mete di Marduk e delle città ove i suoi seguaci erano raccolti. Il bombardamento, accaduto nel 2024 a.C., fu autorizzato da Anu e condotto da un furioso Nergal (ancora in collera con suo fratello Marduk) e da Ninurta. La penisola del Sinai fu bombardata, e così anche la zona ove giace il Mar Morto. Una nube radioattiva e una tempesta di ceneri e vento si sollevarono spingendosi verso est, passando sopra tutte le città fedeli a Enlil, ma risparmiando miracolosamente proprio la città di Marduk: Babilonia. Il tutto fu visto come un segno del destino, e Marduk venne riconosciuto sovrano supremo. Nel 2400 a.C. era finita l' era di Enlil e Sumer, nel 2150 a.C. era finita l' era di Inanna e di Akkad, nel 2024 a.C. era finità l' era di Ninurta e degli Elamiti. Dopo circa 100 anni di caos, iniziò l' era di Marduk e Babilonia, che si protrasse indisturbata per circa 5 secoli. Cosa successe una volta che Marduk si instaurò in Babilonia? A differenza degli altri Anunnaki, che si erano spartiti i territori, Marduk cercò di accentrare il potere offrendo territori del suo dominio agli altri Anunnaki. Gran parte di loro però rifiutò, e si ricavarono dei piccoli regni nelle zone circostanti. Di loro, salvo sporadicamente, non sentiremo più parlare. Facciamo ora un piccolo salto indietro e spostiamoci nel Nuovo Mondo. Qualche secolo prima (intorno al 2400 a.C.), un altro figlio di Enlil, il minore e meno importante, chiamato Ishkur, aveva affrontato lo stesso viaggio fatto da Ningishzidda, stabilendosi non nel Mexico ma in Perù e in Bolivia. Qui diede inizio a varie civiltà dedite al lavoro dei minerali, si elesse a divinità suprema, e assunse il nome di Viracocha. Ishkur, fino a quel momento, era stato sempre in disparte nei suoi territori dell' Anatolia del sud, ove era venerato come Teshub e ove dirigeva una altra civiltà, quella Anatolica, che diede origine agli Ittiti e ai Cassiti. Alternandosi tra Sudamerica e Anatolia, intorno al 1400 a.C. dovette affrontare nel Sudamerica una sanguinosa lotta contro Ningishzidda / Quetzalcoatl e i suoi seguaci, che si erano spinti nel frattempo fino al Perù. Entrambi lasciarono i territori nel Nuovo Mondo e tornarono nel Vecchio, riprendendo le loro vecchie identità. A Babilonia si oppose un nuovo regno, quello di Assiria, che aveva come divinità principale un certo Ashur, che era una personificazione di Ninurta e di Enlil. I regni di Babilonia e di Assiria si alternarono in perodi di lotta e pace dal 1800 a.C. al 600 a.C. circa, fino a che un terzo popolo, i Persiani, ebbe la meglio spazzando via il regno di Babilonia, e un quarto popolo, i Medi, distrusse l' impero assiro. Questo potè accadere solo per un motivo: gli affari della Terra ormai erano stati lasciati in mano agli uomini. Piano piano gli Anunnaki si erano staccati dalle cose umane, alcuni erano morti (Alessandro Magno, nelle sue memorie, ci racconta di aver visitato la tomba di Marduk), altri erano andati via, secondo Sitchin alcuni tornati su Nibiru e altri stabilitisi probabilmente su Marte, ove conserverebbero una stazione. L' ultimo a partire fu, intorno al 565 a.C., il personaggio chiamato Sin, che da tutte le popolazioni mesopotamiche era venerato come dio lunare. Sitchin basa le sue teorie sullo studio di tavolette di argilla mesopotamiche contenenti le cronache ed i miti locali, sui miti delle popolazioni di altre zone del globo (in particolare il sudamerica), reperti archeologici quali sigilli, monili, statue, incisioni, e studi in ambito scientifico che sembrano confermare le sue conclusioni. Non ultima una rivisitazione linguistica degli scritti lasciatici da sumeri, accadi, babilonesi e dal Vecchio Testamento.