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martedì 21 giugno 2016

TAVOLETTE CHIAMATE "I TESTI DI KHEDORLA'OMER"


Nel 1897, durante una conferenza al Victoria Institute, a Londra, l’assirologo Theophilus Pinches portò per la prima volta all’attenzione degli studiosi il gruppo di tavolette chiamate i Testi di Khedorla’omer. Descrivono chiaramente gli stessi eventi narrati nel capitolo 14 della Genesi, pur se con maggior dovizia di particolari. È probabile, perciò, che quelle stesse tavolette furono la fonte degli autori della Bibbia. Quelle tavolette identificano «Khedorla’omer, re dell’Elam» come il re elamita Kudur-laghmar, di cui parlano anche altre fonti storiche. Arioch è stato identificato come ERI.AKU (“Servo del dio Luna”), che regnava nella città di Larsa (la Ellasar citata dalla Bibbia) e Tideal è stato identificato come Tud-ghula, vassallo del re di Elam. Nel corso degli anni è seguito un dibattito sull’identità di «Amraphel re di Sennaar»; le ipotesi puntavano tutte su Hammurabi, il famoso re di Babilonia vissuto secoli dopo. Ma Sennaar è il nome che la Bibbia usa per indicare Sumer, non Babilonia. Quindi, chi ne era il re ai tempi di Abramo? In Guerre atomiche al tempo degli dèi Zecharia Sitchin sostiene la tesi secondo la quale il termine ebraico non debba essere letto come Amra-Phel, bensì come Amar-Phel, dal sumero AMAR.PAL – una variante di AMAR.SIN – i cui formulari di data confermano che fu proprio lui, nel 2041 a.C., a dare il via alla Guerra dei Re. La coalizione che la Bibbia identifica con certezza era guidata dagli Elamiti – dettaglio questo corroborato dai dati mesopotamici che indicano il ruolo riemergente di Ninurta nella battaglia. La Bibbia data l’invasione di Khedorla’omer osservando che avvenne a quattordici anni di distanza dalla precedente incursione degli Elamiti in Canaan – un ulteriore dettaglio che si conforma ai dati del periodo di Shulgi. Questa volta, tuttavia, la rotta dell’invasione fu diversa: affrontando un passaggio rischioso attraverso il deserto, gli invasori evitarono la costa mediterranea, densamente popolata, marciando sulla riva orientale del fiume Giordano. La Bibbia elenca i luoghi dove queste battaglie ebbero luogo e contro chi si scontrarono gli eserciti enliliti; sappiamo perciò che venne fatto un tentativo di regolare le controversie con vecchi nemici – discendenti degli Igigi che avevano contratto  matrimoni misti, anche di ZU, l’Usurpatore – che evidentemente supportavano le rivolte contro gli Enliliti. In questo frangente, tuttavia, non si perse di vista l’obiettivo principale: il porto spaziale. Gli eserciti invasori seguirono ciò che dai tempi biblici è stata conosciuta come la Via dei Re, che correva su di un’asse nord-sud lungo la riva orientale del Giordano. Ma quando si rivolsero a ovest verso l’accesso alla penisola del Sinai, incontrarono un blocco: Abram e i suoi cavalieri . Facendo riferimento alla città di ingresso alla penisola, Dur-Mah-Ilani (“il grande luogo fortificato degli dèi”) – che la Bibbia chiamava Kadesh-Barnea – i Testi di Khedorla’omer affermano chiaramente che la strada era bloccata: Il figlio del sacerdote, che gli dèi avevano in consiglio benedetto, aveva evitato il saccheggio. A mio avviso il «figlio del sacerdote» benedetto dagli dèi, era nient’altri che Abram, figlio di Terach.

Una tavoletta dei formulari di data che appartiene ad Amar-Sin, iscritta su entrambi i lati si vanta della distruzione di NEIB.RU.UM, “il pascolo di Ibru’um”. In realtà, all’ingresso del porto spaziale non ci fu alcuna battaglia. La sola presenza di Abramo e dei suoi uomini aveva convinto gli invasori a battere in ritirata verso obiettivi più ricchi e più lucrativi. Ma se il riferimento è davvero ad Abramo, ci offre un’ulteriore e straordinaria conferma – al di fuori della Bibbia – dei documenti dei Patriarchi, indipendentemente da chi sosteneva di essere il vincitore. 

Non potendo entrare nella penisola del Sinai, l’esercito dell’Est marciò verso nord. All’epoca il Mar Morto era più piccolo; la sua odierna appendice meridionale non era ancora stata sommersa dalle acque ed era una pianura fertile, ricca di terreni coltivati, frutteti e centri di commercio. Gli insediamenti di quella zona erano cinque, fra cui le tristemente famose Sodoma e Gomorra. Andando verso nord gli invasori si trovarono di fronte alle forze combinate di ciò che la Bibbia chiamava le «cinque città peccatrici». Fu lì – dice la Bibbia – che i quattro re combatterono e sconfissero i cinque re. Dopo aver saccheggiato le città e catturato prigionieri, gli invasori si ritirarono, ma questa volta lungo la riva occidentale del Giordano.  A questo punto la Bibbia avrebbe potuto distogliere l’attenzione da queste battaglie, se non fosse stato che fra i prigionieri c’era anche Lot, nipote di Abramo, che viveva a Sodoma. Quando un fuggiasco da Sodoma riferì ad Abramo quanto era accaduto, «organizzò i suoi uomini esperti nelle armi […] e si diede all’inseguimento». I suoi uomini raggiunsero gli  invasori a nord, nei pressi di Damasco (vedi foto), liberarono Lot e recuperarono tutte le loro cose. La Bibbia ricorda questo successo come «la sconfitta di Khedorla’omer e dei re che erano con lui» per mano di Abram. I documenti storici suggeriscono che, per quanto audace ed estesa sia stata questa guerra, non riuscì comunque a schiacciare la ribellione di Marduk-Nabu. Come sappiamo Amar- Sin morì nel 2039 a.C., ucciso non dalla lancia di un nemico, bensì dal veleno di uno scorpione. Nel 2038 a.C. salì al trono suo fratello Shu-Sin. I dati relativi ai suoi nove anni di regno registrano due imprese militari a nord, nessuna a occidente e, in generale, parlano di strategie di difesa. Questo sovrano fece costruire nuove sezioni del Grande Muro Occidentale per proteggersi dagli attacchi degli Amorriti. Le difese, comunque, venivano portate sempre più vicine al cuore stesso di Sumer, impicciolendo di fatto il territorio controllato da Ur. Quando ascese al trono il successivo (e ultimo) re della dinastia di Ur III, Ibbi-Sin, i predoni provenienti da ovest erano penetrati attraverso il Muro e si stavano scontrando contro la “Legione Straniera” di Ur, i mercenari elamiti in territorio sumero. A guidare e incitare gli occidentali verso l’obiettivo c’era Nabu. Marduk, suo padre divino, lo attendeva ad Haran per riconquistare Babilonia. I grandi dèi indissero un consiglio di emergenza e approvarono poi quelle misure straordinarie che avrebbero cambiato per sempre il futuro.

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