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sabato 9 aprile 2016

CONSIDERAZIONE SULL' ORO, I METALLI E IL SUDAFRICA

E' doverosa una premessa sull' argomento 'oro' in relazione alla teoria di Sitchin.
La sua é una 'intuizione' che si basa prevalentemente su 2 testi accadici catalogati come VR30-49/50 e III.R57 in cui viene usato il termine NIMIKI/NIMIKU.
La traduzione ufficiale di questi testi nei loro passaggi riporta "Shala dea di Nimiki" = 'signora che tiene il bronzo splendente' e 'é da Bit Nimiku che provvengono oro e argento'.
Un altro testo dichiara che 'Abzu é Nikbu' dove secondo Sitchin il termine Nikbu dà origine alla radice semitica Nekba = scavo o trivellamento nel terreno.
Il termine Bit Nimiku é stato tradotto generalmente con 'casa della sapienza' perchè Enki viene descritto in alcuni testi come 'Bel Nimiki' ed essendo Enki il dio della sapienza sumero a Nimiki é stato dato quel termine.
In una sua analisi però P. Jensen (autore di: la cosmologia dei babilonesi) dichiarava che la radice da cui deriva Nimiku ha a che fare con i metalli e con le miniere.

L' intuizione di Sitchin va a legare:

-il fatto che Enki fosse il signore dell' Abzu dove gli anunnaki lavoravano;

-il legame di Nimiku con i metalli;

-l' epiteto Bel Nimiki che a quel punto significherebbe Signore dei metalli;

 il fatto che nei testi riferiti al dio Gibil(colui che brucia) si parla di lui come aiutante di Enki nelle operazione del terreno dell' Abzu e come Signore della Forgia.

In altra sede ho segnalato che l' Abzu é identificato da Sitchin come la porzione d' Africa che sta tra la Tanzania e la Repubblica Sudafricana, per tutta la costa sud-orientale. Secondo Sitchin, nei testi riferiti a Gibil si specifica che i lavoratori trasportavano i prodotti con le MA.GUR.UR.NU.ABZU (navi per i minerali dell abzu).
Uno degli articoli a cui son pervenuto indagando la lavorazione dei metalli in Africa si intitola PHOENICIAN GOLD MINES IN ZIMBABWE (http://phoenicia.org/zimbabwe.html) ed esamina alcuni reperti e testi riguardanti l' estrazione di oro in Rhodesia e nel sud-est africano. Lo studio si basa molto su annali giudaici e su scritti del periodo salomonico in cui si nomina la provincia di Ophir come fonte dell' oro.
L articolo fa una analisi di tutti gli studi fatti per identificare l' Ophir stabilendo che la maggior parte degli studiosi concordano che queste regione corrispondesse appunto alla Rhodesia.
L' articolo fa poi una analisi della possibilità della presenza continuativa di canaaniti fenici(che ricordiamo secondo Sitchin erano i seguaci di Marduk e quindi di Enki nel II millennio a.C.) paragonando alcuni ritrovamenti e sopratutto lo stile architettonico di costruzioni in Zimbabwe con il modello fenicio 'a nuraghe' ed esaminando quindi la somiglianza con i nuraghi sardi, che appunto derivano dal modello fenicio-lidio.

Un estratto per chi fosse interessato:
The theory is, and it appears well founded so far as it can be proved, that the Phoenician Canaanites, who had then become the premier explorers, merchants, navigators, miners, and metallurgists of the world, occupied among other former Himyaritic colonies, the country of South-East Africa, which included Monomotapa, or Rhodesia. In occupying Monomotapa, they introduced fresh features in building, as shown not only by new Zimbabwes, which they themselves are believed to have erected in Monomotapa, but by the extensions and reconstructions of the original Zimbabwes. In the Great Zimbabwe, the peculiarity of building in terraces rising in tiers is altogether absent, and the original portions of Zimbabwe itself are held to have been built in the earliest period of ancient architecture extant in Rhodesia. Of course, at Zimbabwe there are reconstructions and extensions of the original building, and these reconstructions and d extensions are of various periods, with the features of such periods prominent. But in several parts of Rhodesia and other portions of Monomotapa there have been erected on the slopes or summits of the kopjes massive structures which, while following generally the first Zimbabwe type, have been built in three or more high-terraced tiers rising to the summit of the hills, surrounding them, and sometimes completely covering them. This "wedding-cake" feature, as it has been termed, is absent in all Zimbabwes built in the first period. Yet all these later Zimbabwes present all the evidence of having been erected by nature-worshippers, and contain the orientated temple "open to heaven," the sacred circle, the conical towers "the high places", the monoliths, and every evidence of Phallic worship. This class of Zimbabwe is represented, among many others, by Dhlo-dhlo, Regina, Meteme, and Khami.
There exists a marvellous similarity between these later Zimbabwes and many of the three thousand nauraghes, or terraced fortresses, which cover the island of Sardinia. In both the Rhodesian and Sardinian erections evidences of nature-worship are abundant. "The age," writes Mr. Wilmot, "of the Sardinian nauraghes goes back to a remote antiquity — to the Bronze Age — to a time when the Romans were not known on the Tiber!' Geyard (p. 6) writes: "I have no hesitation in considering the numerous round edifices of Sardinia, which are known under the name of nauraghes, as monuments of the worship of Baal." Moreover, by some of the authorities on this question, it is believed that these ruins were erected…for Phoenician worship are to be found in the Sardinian nauraghe ruins, both monoliths and stones, with the most unmistakable emblems representing a religion so vicious and debasing that in Palestine it incurred the righteous denunciations such as were hurled against Tyre and Sidon and the "high places" of Samaria where Baal was worshipped.

Altri tre documenti parlano approfonditamente delle estrazioni d' oro nella preistoria del sud-africa, in particolare della rodesia:
- Prehistoric metal-working in South West Africa (Sandelowsky)
- Ancient Mining (Thain)
- 'Ancient' mining near Great Zimbabwe (Phimister)

Articolo di Alessandro Demontis

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