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sabato 31 ottobre 2015

MESOPOTAMIA: LE LEGGI DEI SUMERI

I Sumeri, la cui origine è sconosciuta, vissero in Mesopotamia per oltre mille anni tra il IV e il III millennio a.C. Inventarono la scrittura, costruirono grandi città ed elaborarono la prima raccolta di leggi. Le leggi sumere sono caratterizzate da una grande mitezza. E' completamente assente la legge del taglione (occhio per occhio, dente per dente), che è invece alla base della legislazione semitica del Codice di Hammurabi. Hammurabi, ad esempio, affermava che se il figlio del proprietario muore nel crollo di una casa, deve essere messo a morte il figlio del costruttore della casa. I Sumeri preferivano aiutare la vittima prevedendo un congruo risarcimento per il danno subito. Se qualcuno ci danneggia l'auto è più ragionevole ottenere un risarcimento per effettuare le riparazioni piuttosto che andare a rovinare l'auto di chi ci ha danneggiato. Solo in alcuni casi, molto gravi, si ricorreva alla pena di morte, che non poteva essere comminata da un normale giudice, ma doveva essere decisa dal sovrano. All'ordalia, il giudizio divino, si ricorreva proprio quando non c'era alcun altro modo per determinare la colpevolezza dell'accusato. Non erano previste torture, punizioni fisiche e nemmeno il carcere.
Località: Mesopotamia
Epoca: IV-III millennio a.C.

Fonti
Non esiste un codice sumero. Esistono solo provvedimenti sparsi o raccolte di leggi emesse da un sovrano. Inoltre va tenuto presente che molti documenti sono stati perduti e quanto è arrivato a noi è soltanto una piccolissima parte della legislazione sumera, che il caso ha salvato dalla distruzione. Solo il codice di Ur-Nammu è sumero, ma l'influenza culturale sumera si protrasse, dopo la caduta di Ur, ancora per due secoli. Pertanto è possibile fare riferimento, almeno in parte, alla legislazione del periodo paleobabilonese antico.

Codice di Ur-Nammu
Il più antico codice sumero è quello di Ur-Nammu, l'ex generale che diede inizio alla terza dinastia di Ur e regnò dal 2113 al 2096 a.C. sul paese di Sumer e di Akkad. Il codice è scritto in sumero.

Codice di Lipit-Ishtar
Un altro codice è quello di Lipit-Ishtar, re di Isin, che governò dal 1934 al 1924 a.C. Sotto il controllo di Isin erano anche Nippur, Ur, Uruk, Eridu. In questo periodo l'egemonia sumera è terminata, i semiti stanno avendo il sopravvento. Il codice è scritto in sumero e vi permangono ancora valori tipici della cultura sumera.

Decreto di Sin-kashid
Abbiamo notizia di un decreto sui prezzi del re di Uruk Sin-kashid (1865-1833 a.C.).

Codice di Eshnunna
Il codice della città di Eshnunna (odierna Tell Asmar) risale probabilmente all'epoca del re Dadusha (secolo XVIII a.C.). Eshnunna avrebbe perso rapidamente la sua libertà e sarebbe entrata a far parte dell'impero di Hammurabi di Babilonia (1792-1750). Il codice è scritto in accadico, ma riflette ancora in parte la cultura sumera.

PRINCIPI GENERALI:
Tipologia delle pene
Le leggi sumere prevedevano essenzialmente due tipi di pena: la morte e il risarcimento calcolato in quantità determinate di argento, orzo o altri beni equivalenti in valore.

Pena di morte
La morte era riservata a pochi casi considerati molto gravi e doveva essere autorizzata dal sovrano.

Pene pecuniarie
Le pene pecuniarie erano calcolate in sicli e venivano autorizzate da un giudice. Si andava da 2 sicli a 60 sicli, somma equivalente al salario di un lavoratore per 5 anni. Non esistendo la moneta, che sarebbe stata inventata solo nel VI secolo a.C. in Asia Minore, i Sumeri utilizzavano una sorta di unità di conto con riferimento all'argento. Il siclo d'argento era il punto di partenza per tutti i calcoli economici.

Esilio
In alcuni rari casi era prevista la pena dell'esilio.

Riduzione in schiavitù
Un figlio degenere poteva essere venduto come schiavo.
Una persona poteva essere ridotta in schiavitù per debiti.

Carcere
Il carcere era ammesso solo in attesa del giudizio o della esecuzione della pena. Si ha notizia di un solo caso, peraltro dubbio, di condanna al carcere.

Legge del taglione
E' totalmente assente il concetto semitico di legge del taglione.
I Sumeri preferivano risarcire la vittima piuttosto che sottoporre il reo a mutilazioni o altre pene che non avrebbero dato alcun beneficio alla vittima, se non la soddisfazione della vendetta.

Ordalia del fiume
In assenza di testimoni o di altre prove, per reati molto gravi, si ricorreva al giudizio divino mediante una ordalia nel fiume. L'accusato veniva gettato in acqua. Se il fiume lo rimandava a riva voleva dire che gli dei lo consideravano innocente e l'accusatore veniva condannato perché aveva accusato ingiustamente una persona la cui innocenza era attestata dagli dei. Se la persona annegava era colpevole.

Accusa falsa
Se l'accusatore non era in grado di provare la propria accusa veniva condannato alla pena prevista per quel tipo di reato.

Falsa testimonianza
Un testimone che avesse sostenuto il falso in un processo veniva condannato al pagamento di 15 sicli d'argento.

Competenza
Per i reati tra i 20 e i 60 sicli era competente il giudice. Per la pena di morte occorreva l'intervento del sovrano.

CODICE PENALE:
Omicidio
La condanna per l'omicidio era la morte.

Rapina
La rapina veniva punita con la morte.

Furto
Il ladro era condannato a pagare il doppio di quanto aveva rubato.
L'autore di un furto in un frutteto era punito al pagamento di 10 sicli d'argento. Se veniva trovato a tagliare un albero la pena saliva a 30 sicli.
Se un uomo era trovato di giorno in mezzo alle messi veniva condannato a pagare 10 sicli. Di notte la pena diventava la morte.
Se un funzionario pubblico veniva in possesso di uno schiavo, di un asino o di un bue perduti, non li restituiva subito e li tratteneva presso di sé per oltre un mese veniva accusato di furto.

Proprietà sospetta
Se un uomo non era in grado di dimostrare da chi aveva acquisito uno schiavo o altri beni, era considerato un ladro.

Sequestro
Il sequestro era punito con il carcere e il pagamento di 15 sicli d'argento. Ma se il sequestrato moriva la condanna era la morte.

Violazione di domicilio
Chi si introduceva in una abitazione forzando la porta o facendo un buco nel muro veniva condannato a morte.
Se un uomo era trovato di giorno in una abitazione veniva condannato a pagare 10 sicli. Di notte la pena diventava la morte.

Violenza sessuale
Se un uomo violentava la promessa sposa di un altro veniva punito con la morte.
Se un uomo violentava la schiava vergine di un altro, doveva pagare 15 sicli d'argento.

Adulterio
Se una donna sposata commetteva adulterio veniva condannata a morte. L'amante non veniva punito.
Se una donna era stata accusata di adulterio ed usciva viva dall'ordalia del fiume, il suo accusatore rischiava di pagare 20 sicli d'argento.

Rapimento a scopo sessuale
Se una donna, per la quale era già stato pagato il dono di nozze, veniva rapita e deflorata, il colpevole veniva condannato a morte.

Deflorazione
Se un uomo deflorava una vergine incontrata per strada, doveva sposare la fanciulla. Poteva però fare un solenne giuramento nel tempio per discolparsi.
Se la deflorata era una schiava doveva pagare 30 sicli d'argento senza tuttavia averla in proprietà.

Relazioni prematrimoniali
Se un uomo accusava una giovane di aver avuto rapporti sessuali, ma non poteva provarlo, veniva condannato a pagare 10 sicli d'argento.

Aborto procurato
Se una donna incinta veniva percossa e perdeva il bambino l'uomo era condannato a pagare 30 sicli. Se la donna moriva la pena prevista era la morte.
Se la vittima era una schiava le pene si abbassavano. Pena di 5 sicli in caso di aborto. Il proprietario della schiava veniva risarcito con un'altra schiava in caso di morte della poveretta.
Se un uomo provocava accidentalmente l'aborto doveva pagare 10 sicli.

Danni fisici
Nella seguente tabella sono riportati alcuni esempi di risarcimento per danni fisici. Le pene previste variavano nel tempo. Nella tabella sono raccolti dati provenienti da periodi diversi.

Omicidio in una rissa
Se un uomo veniva ucciso durante una rissa il colpevole doveva pagare 40 sicli.

Cani
Se un cane mordeva ed uccideva un uomo il risarcimento era di 40 sicli. Se la vittima era uno schiavo la pena era ridotta a 15 sicli.

Insulti alla padrona
Se una schiava lanciava maledizioni contro la sua padrona veniva condannata allo sfregamento della bocca con un SILA (quasi un litro) di sale.

Allagamenti e inaridamenti
Se un uomo causava l'allagamento di un terreno di proprietà altrui veniva condannato al pagamento di 3 GUR di orzo (pari al valore di 3 sicli d'argento) per ogni IKU (terzo di ettaro) di terreno allagato.
Analoga pena veniva comminata a chi provocava l'inaridamento di un terreno altrui.

CODICE CIVILE:
Matrimonio
Il matrimonio era valido se era stata celebrata una cerimonia ufficiale e si era stipulato il contratto di matrimonio.
Se un marito stava per lungo tempo lontano da casa involontariamente (per esempio era prigioniero di guerra) quando tornava aveva il diritto di riavere la moglie anche se questa si era risposata ed aveva avuto altri figli.
Se l'allontanamento dalla casa era stato invece volontario non aveva alcun diritto.

Divorzio
In caso di divorzio l'uomo doveva dare 60 sicli d'argento alla moglie. Se la moglie era vedova di un precedente matrimonio doveva darle solo 30 sicli.

Figli della schiava
Se un uomo, già sposato e con figli della moglie legittima, aveva anche figli dalla schiava doveva concedere la libertà alla schiava e ai suoi figli. Tuttavia i figli della schiava non ereditavano, a meno che l'uomo non decidesse di sposare la schiava.
Se la schiava aveva un figlio e lo consegnava ad una donna libera, il padrone aveva il diritto di riavere il bambino.

Figli della prostituta
Se un uomo sposato, ma senza figli, aveva figli da una prostituta, doveva provvedere al mantenimento della prostituta. I figli della prostituta diventavano suoi eredi. La prostituta non aveva però il diritto di vivere nella stessa casa della moglie.

Relazioni con una prostituta
Un uomo sposato poteva decidere di divorziare dalla moglie, pagando la somma prevista dalla legge, ma non poteva sposare la prostituta.

Eredità
L'eredità spettava ai figli maschi. Ma nel caso non ci fossero maschi anche le femmine potevano ereditare.

Rapporti tra marito e moglie
Se la prima moglie si ammalava, perdeva la vista, diventava paralitica non doveva lasciare la casa del marito. Se il marito si risposava, la seconda moglie doveva accudire l'ammalata.
Se la moglie rinnegava il marito veniva condannata a morte (lancio nel fiume).
Se l'uomo rinnegava la moglie era condannato a pagare 30 sicli.

Genitori e figli
Se un figlio rinnegava i genitori perdeva ogni diritto di proprietà e veniva venduto come schiavo temporaneo.
Se i genitori rinnegavano un figlio erano condannati alla perdita di tutte le loro proprietà e venivano esiliati.

Schiavi
Gli schiavi dovevano essere contraddistinti dall'acconciatura dei capelli. Potevano essere messi in ceppi e catene.
Gli schiavi erano o prigionieri di guerra, o figli di schiavi o persone ridotte in schiavitù per debiti o per condanna.
Il prezzo di una schiava era di 5 sicli d'argento.

Casa
Se un uomo vendeva per necessità la propria casa, aveva il diritto di prelazione nel caso che l'acquirente decidesse di venderla.

Limitazioni
Gli schiavi non potevano usare il denaro (argento, orzo, lana, olio vegetale o altro).
Gli schiavi e i figli, ancora non in possesso dell'eredità, non potevano avere credito.

PREZZI:
Rapporto tra argento ed orzo
Le pene pecuniarie erano pagate in argento ed orzo.
L'argento veniva misurato a peso.
L'orzo veniva misurato a volume.
Il cambio normale sumero era di un GUR di orzo per ogni siclo d'argento.
Il rapporto tra argento ed orzo non poteva essere costante in quanto:
- l'orzo variava di valore con ciclo annuale; crollava dopo il raccolto e tendeva a salire fino al raccolto successivo;
- l'orzo variava di valore da un anno all'altro in funzione dell'annata buona o cattiva;
- l'argento poteva essere più abbondante dopo una guerra vittoriosa che aveva portato molto bottino, ma poteva scarseggiare dopo una sconfitta militare;
- i Sumeri non avevano miniere ed erano un paese produttore di derrate agricole: orzo ed argento potevano fluttuare in funzione del mercato internazionale.
Esisteva l'abitudine di accumulare debiti durante l'anno e di pagare all'epoca del raccolto.
Durante il periodo sumero e paleobabilonese antico il rapporto orzo-argento fu generalmente il seguente.
Sin-kashid, re di Uruk, intorno al 1860, decretò una tabella di conversione, evidentemente propagandistica, con i seguenti valori.

Tasso d'interesse
L'interesse annuo per l'argento era stabilito al 20%, per l'orzo al 33%.

Prezzi dei beni alimentari
Il cibo a buon mercato era l'orzo, che costituiva il principale mezzo di sostentamento.

Prezzi di terreni, materiali e servizi

Salari
Un lavoratore poteva guadagnare 1-2 BAN d'orzo al giorno. Il vitto poteva essere fornito dal datore di lavoro. In un mese il lavoratore poteva ricevere 1 siclo d'argento. 

UNITA' DI MISURA
Le unità di misura non furono stabili nel tempo e nei luoghi. Si danno i valori relativi al periodo neo-sumero.
Misure di peso

Misure di capacità

Misure di lunghezza

Misure di superficie

Riferimenti bibliografici:
 
 

venerdì 30 ottobre 2015

IL DIO ENLIL E IL CENTRO DI CONTROLLO MISSIONE DEGLI ANUNNAKI SULLA TERRA CON I LUOGHI DELL'ATTERRAGGIO

Mentre dunque Enki affrontava la sua faticosa impresa pionieristica sulla Terra, Anu e l'altro suo figlio, Enlil, ne osservavano gli sviluppi dal Dodicesimo Pianeta. I testi mesopotamici affermano chiaramente che il vero responsabile della missione sulla Terra era Enlil, e perciò, appena si decise di proseguire la missione, egli stesso scese sulla Terra. Per lui si costruì una base speciale chiamata Larsa, e quando Enlil prese possesso di quel luogo, fu soprannominato ALIM ("ariete"), in coincidenza con l'"era" della costellazione zodiacale dell'Ariete. La fondazione della base di Larsa inaugurò una fase nuova della colonizzazione della Terra da parte dei Nefilim, i quali decisero di affrontare finalmente i veri obiettivi che si erano prefissi venendo sulla Terra; per far questo, però, avevano bisogno di far arrivare altra "forza lavoro", arnesi e attrezzature dal loro pianeta, sul quale avrebbero poi rimandato i carichi preziosi. Il peso degli oggetti trasportati, a questo punto, era tale che non si poteva più procedere ad atterraggi in mare; le modificazioni climatiche, inoltre, avevano reso l'interno della regione più accessibile. Enlil progettò dunque da Larsa la costruzione di un "Centro di controllo della missione", cioè un sofisticato posto di comando dal quale i Nefilim sulla Terra potevano coordinare i viaggi spaziali da e per il loro pianeta, guidare le navette nelle procedure di atterraggio e dirigerne l'aggancio con le astronavi in orbita attorno alla Terra. Il luogo che Enlil scelse a questo scopo, conosciuto per millenni con il nome di Nippur, fu da lui chiamato NIBRU.KI ("crocevia della Terra"). (Ricordiamo che il luogo del cielo in cui il Dodicesimo Pianeta passava più vicino alla Terra era detto "Luogo celeste dell'attraversamento"). È qui che Enlil fece costruire la DUR.AN.KI il "legame Cielo-Terra". L'opera, com'è ovvio, fu lunga e complessa. Enlil rimase a Larsa per sei shar (21.600 anni) mentre si costruiva Nippur, e molto altro tempo ci volle per attrezzare Nippur di tutto l'occorrente. E infatti Enlil, che era stato associato all'Ariete mentre era a Larsa, venne in seguito associato al Toro: Nippur, dunque, fu fondata nell'era del Toro. In un poema devozionale concepito come Inno a Enlil, il Benefattore e nel quale si esaltava Enlil stesso, sua moglie Ninlil, la sua città Nippur e la sua "splendida casa" E.KUR, troviamo numerose informazioni su Nippur. Anzitutto, qui Enlil disponeva di alcuni sofisticatissimi strumenti: un "occhio sollevato che scruta la terra" e un "raggio sollevato che cerca il cuore di tutta la terra". Nippur, ci dice il poema, era protetta da armi terribili: «La sua vista incute paura, anzi terrore»; dall'esterno «nessun dio, per quanto potente, può avvicinarsi». Il suo "braccio" era una "grande rete", al centro della quale stava accovacciato "un uccello veloce", alla cui "mano" nessun cattivo, nessun maligno poteva sfuggire. È possibile che il luogo fosse protetto da qualche fonte di radiazioni letali, o da una sorta di campo elettrico? E al centro vi era forse un elicottero, un "uccello" così veloce che nessuno poteva sfuggirgli? Al centro di Nippur, al di sopra di una piattaforma artificiale,stava il quartier generale di Enlil, il KI.UR ("luogo della radice della Terra"), che era il posto in cui sorgeva il "legame tra Cielo e Terra". Si trattava, insomma, del centro di comunicazione del Controllo Missione, il luogo dal quale gli Anunnaki che stavano sulla Terra comunicavano con i loro compagni, gli IGI.GI ("coloro che girano e vedono"), che stavano a bordo dell'astronave in orbita attorno alla Terra. Al centro del KI.UR, continua il testo antico, vi era un «pilastro talmente alto che arrivava fino al cielo». Questa colonna altissima, saldamente ancorata al suolo «come una piattaforma che non può essere rimossa», veniva utilizzata da Enlil per «pronunciare la sua parola» verso il cielo. È evidente che si sta parlando di una torre di trasmissione. Quando la "parola di Enlil", cioè il suo comando, «arrivava al cielo, l'abbondanza si riversava sulla Terra»: è un'allusione più che esplicita al flusso di materiali, cibi speciali, medicine e utensili che venivano portati a terra dalla navicella, una volta che da Nippur era stata mandata la "parola". Questo centro di controllo posto su una piattaforma artificiale, la "splendida casa" di Enlil, conteneva una camera misteriosa, chiamata DIR.GA:
Misteriosa come le Acque lontane,
come lo zenit celeste.
Tra i suoi... emblemi,
gli emblemi delle stelle.
il ME essa porta a perfezione.
Le sue parole sono pronunciamenti...
Le sue parole sono benevoli oracoli.

 
Che cos'era questo dirga? Alcune lacune nell'antica tavoletta ci privano di ulteriori informazioni; ma il nome parla da solo, poiché significa "l'oscura camera a forma di corona", un luogo dove venivano conservate le mappe stellari, dove venivano fatte predizioni, dove si riceveva e si trasmetteva il me (le comunicazioni tra astronauti). Un po' come avviene nel Centro di Controllo di Houston, nel Texas, dove durante le missioni lunari vengono monitorati gli astronauti, amplificate le loro comunicazioni, tracciate le rotte spaziali e forniti "benevoli oracoli" che li guidino. Possiamo ricordare, a questo punto, la leggenda del dio Zu, che penetrò nel santuario di Enlil e rubò la Tavola dei Destini; da quel momento «fu sospesa l'emissione di comandi... la sacra camera interna perse il suo splendore... si diffuse l'immobilità... prevalse il silenzio». Nell'Epica della Creazione i "destini" degli dèi planetari erano le loro orbite. È ragionevole pensare, dunque, che la Tavola dei Destini, che tanta importanza aveva per le funzioni del Centro di Controllo di Enlil, servisse anch'essa a controllare le orbite e le traiettorie di volo delle navicelle spaziali che mantenevano il "legame" tra Cielo e Terra. Doveva trattarsi di una sorta di "scatola nera" contenente i programmi automatici che guidavano le navicelle, senza i quali i contatti tra i Nefilim sulla Terra e quelli nella madrepatria rischiavano di interrompersi. Secondo la maggior parte degli studiosi il nome EN.LIL significa "signore del vento": ciò ben si adatta alla teoria secondo cui gli antichi "personificavano" gli elementi della natura e perciò associavano uno degli dèi ai venti e alle tempeste. Tuttavia è già stata avanzata l'ipotesi che in questo caso il termine LDL indichi non il vento come fenomeno atmosferico, ma il "vento" che esce dalla bocca - un pronunciamento, un comando, una comunicazione in forma orale. Ancora una volta, a far luce sulla materia ci pensano i segni pittografici arcaico-sumerici che indicano i termini EN - specie quando applicati a Enlil - e LDL. Ciò che tali segni mostrano, infatti, è una struttura dalla quale si alza un'alta torre munita di antenne e un altro oggetto che assomiglia molto ai giganteschi radar che oggi servono a ricevere ed emettere segnali - la "grande rete" di cui parlano i testi (figura 129).
A Bad-Tibira, fondata come centro industriale, Enlil pose come comandante suo figlio Nannar/Sin; i testi lo chiamano NU.GIG ("quello del cielo notturno"). Qui crediamo che siano nati i gemelli Inanna/Ishtar e Utu/Shamash, come testimonierebbe anche l'associazione del loro padre Nannar con la costellazione zodiacale successiva, i Gemelli. Come divinità esperta in fatto di razzi, a Shamash venne assegnata la costellazione GIR (che significa sia "razzo" sia "chela di granchio", o Cancro), mentre a Ishtar il Leone, sul cui dorso essa veniva tradizionalmente raffigurata. Anche la sorella di Enlil ed Enki, "l'infermiera" Ninhursag (SUD), ebbe la sua costellazione: a lei, a cui Enlil aveva affidato Shuruppak, il centro medico dei Nefilim, fu associata la costellazione della Vergine. Nel frattempo, completata Nippur, si passò a costruire la base spaziale dei Nefilim sulla Terra. I testi affermano a chiare lettere che Nippur era il luogo dove "le parole" - cioè gli ordini - venivano pronunciate: qui, quando «Enlil comandava: "Verso il cielo! "... quello che risplende si alzava come un razzo nel cielo». L'azione vera e propria, invece, si svolgeva "dove sorge Shamash", e quel luogo - una specie di "Cape Kennedy" dei Nefilim - era Sippar, la città affidata al Capo delle Aquile, dove i razzi multistrato stavano all'interno del "recinto sacro". Divenuto adulto, Shamash assunse il comando dei Razzi Fiammeggianti e, in seguito, divenne anche dio della giustizia: fu allora che gli vennero affidate le costellazioni dello Scorpione e della Bilancia. L'ultima delle sette Città degli Dèi a cui corrispondevano le dodici costellazioni zodiacali era Larak, a capo della quale Enlil pose suo figlio Ninurta. Nei testi egli viene chiamato PA.BIL.SAG ("grande protettore"), lo stesso nome che identificava la costellazione del Sagittario.Sarebbe decisamente irrealistico pensare che i Nefilim abbiano fondato queste sette città degli dèi a caso, senza alcun criterio. Questi "dèi", che erano capaci di lunghi viaggi spaziali, devono aver avuto un piano specifico al riguardo, certamente legato all'esigenza di atterrare e decollare dal nostro pianeta. Quale fu, dunque, questo piano specifico? Prima di cercare una risposta a questa domanda, dobbiamo porcene un'altra: qual è l'origine del segno astronomico e astrologico della Terra, una croce inscritta in un cerchio - che è anche il simbolo che noi usiamo per indicare un obiettivo, un bersaglio? Il simbolo risale alle origini della scienza astronomica e astrologica a Sumer ed è identico al segno geroglifico egizio che significa "luogo":
Si tratta di una semplice coincidenza, o è qualcosa di più? Non potrebbe significare che, per atterrare sul nostro pianeta, i Nefilim indicavano con questo segno un obiettivo preciso su qualcosa che poteva assomigliare a una carta geografica? Vedendo dallo spazio la superficie della Terra, infatti, i Nefilim devono aver prestato particolare attenzione alle montagne e alle catene montuose: queste potevano rivelarsi un ostacolo per atterraggi e decolli, ma potevano anche servire come punti di riferimento per la navigazione. Se dunque i Nefilim, mentre sorvolavano l'Oceano Indiano, guardavano verso la "terra tra i due fiumi", che avevano scelto come primo luogo di colonizzazione, devono aver individuato subito un punto di riferimento incontestabile: il Monte Ararat. Massiccio vulcanico spento, l'Ararat domina l'altopiano armeno, dove si trovano oggi i confini di Turchia, Iran e Armenia. A est e a nord si innalza per circa 1.000 m sul livello del mare, mentre nella parte nord-occidentale arriva a più di 1.500 m. L'intero massiccio ha un diametro di oltre 40 km e si presenta come un'enorme cupola che spicca dalla superficie della Terra. Altre caratteristiche lo fanno risaltare anche se lo si guarda dall'alto. Anzitutto si trova quasi a metà strada tra due laghi, il Lago Van e il Lago Se-Van. In secondo luogo, dal massiccio spiccano due altissime cime, il Piccolo Ararat (3.934 m) e il Grande Ararat (5.185 m), che non hanno eguali nella regione e che sono costantemente coperte di neve. Sono come due fari scintillanti in mezzo ai due laghi che, durante il giorno, fungono da giganteschi riflettori. Abbiamo ragione di credere che i Nefilim cercarono per l'atterraggio un luogo in cui un immaginario meridiano nordsud si coordinasse con un punto di riferimento ben visibile e con una opportuna localizzazione su un fiume. Nel nord della Mesopotamia, l'Ararat, facilmente identificabile con le sue vette gemelle, rappresentava certamente un punto di riferimento più che evidente. Un meridiano tracciato in modo da attraversare il centro del massiccio avrebbe intersecato anche il corso dell'Eufrate. Questo fu l'obiettivo, il luogo scelto per il porto spaziale (figura 130).
Vi si poteva atterrare e decollare con facilità? La risposta è sì: il luogo prescelto era una pianura, alquanto distante dalle catene montuose che circondano la Mesopotamia. Se la navetta arrivava da sud-est, le vette più alte (a est, nordest e nord) non rappresentavano un impedimento. Era un luogo abbastanza accessibile da permettere l'arrivo di astronauti e materiali senza troppe difficoltà? Anche in questo caso la risposta è sì: vi si poteva arrivare tanto via terra quanto via fiume, attraverso l'Eufrate. E un'ultima, cruciale domanda: c'era, lì vicino, una fonte di energia, del combustibile per la luce e per i motori? Sì che c'era. L'ansa dell'Eufrate dove sarebbe sorta Sippar era una delle più ricche fonti conosciute nell'antichità di bitumi di superficie, prodotti petroliferi che sgorgavano attraverso naturali fessure del suolo, senza che vi fosse bisogno di profondi scavi e trivellamenti. Se ci abbandoniamo un po' alla fantasia, possiamo immaginare Enlil, circondato dai suoi assistenti nella sala di comando dell'astronave, che disegna su una carta geografica una croce racchiusa da un cerchio. «Come chiamiamo il posto?» avrà domandato. «Perché non Sippar?» qualcuno deve aver risposto. Nelle lingue del Vicino Oriente, quel nome significava "uccello". Sippar era il luogo in cui le Aquile avrebbero fatto il loro nido. Come arrivavano a Sippar le navicelle spaziali? Come abbiamo già detto, la rotta migliore era quella da sudest: in tal modo le astronavi avrebbero avuto a sinistra l'Eufrate e l'altopiano montuoso a ovest di esso; a destra il Tigri e, più a est, i Monti Zagros. Se, avvicinandosi a Sippar, la navetta manteneva un facile angolo di 45° rispetto al meridiano di Ararat, sarebbe scesa senza difficoltà tra queste due zone pericolose. Mantenendo tale rotta, inoltre, avrebbe superato le impervie e rocciose regioni arabiche mentre era ancora in quota, per poi abbassarsi quando si trovava sopra il Golfo Persico. Sia all'andata sia al ritorno, infine, la navetta avrebbe potuto sempre mantenere un buon campo visivo e la comunicazione con il Centro di Controllo di Nippur. Ecco, allora, che l'assistente di Enlil avrà disegnato uno schema approssimativo - un triangolo con acque e montagne su ogni lato, che puntava come una freccia verso Sippar. Al centro, una "X" contrassegnava Nippur (figura 131).
Per quanto incredibile possa sembrare, non siamo stati noi a disegnare lo schizzo: esso è stato rinvenuto su un oggetto di ceramica a Susa, in uno strato datato a circa il 3200 a.C. Il disegno ricorda il planisfero che illustrava la rotta e le procedure di volo, e che era suddiviso in segmenti di 45°. Gli insediamenti dei Nefilim sulla Terra, dunque, non furono messi a caso, ma solo dopo che si erano considerate tutte le alternative possibili, valutate tutte le risorse, presi in considerazione tutti i rischi. Inoltre, il piano stesso degli insediamenti fu studiato attentamente, in modo che ogni località rientrasse nello schema finale, che serviva a delineare il percorso per l'atterraggio a Sippar. Nessuno, finora, aveva cercato di capire se gli (apparentemente) sparsi insediamenti sumerici seguivano un qualche criterio generale. Ma se esaminiamo le prime sette città, troviamo che Bad Tibira, Shuruppak e Nippur si trovavano tutte su una linea che formava un angolo preciso di 45° rispetto al meridiano di Ararat e che incrociava il meridiano stesso esattamente a Sippar! Le altre due città di cui conosciamo l'ubicazione, Eridu e Larsa, si trovavano anch'esse lungo un'altra linea che incrociava la prima e il meridiano di Ararat proprio a Sippar. Basandoci sull'antico schizzo, che metteva Nippur al centro di un cerchio, e tracciando, a partire da Nippur, cerchi concentrici che toccano le diverse città, scopriamo che un'altra delle antiche città sumeriche, Lagash, si trovava esattamente su uno di questi cerchi, in posizione perfettamente speculare a Larsa. Anche se il sito dell'antica LA.RA.AK ("che vede l'alone luminoso") non si conosce, è verosimile che la città si trovasse in quello che, nella figura 132, abbiamo individuato come punto 5. In quel punto, infatti, doveva esservi una città degli dèi, che completava la fila di città poste, a sei beru di distanza l'una dall'altra, sulla linea centrale di volo: Bad-Tibira, Shuruppak, Nippur, Larak, Sippar (figura 132). Le due linee esterne, che fiancheggiano quella centrale passante per Nippur, stanno ciascuna a 6° di distanza da quella e sembrano segnare il confine a sud-ovest e a nord-est della traiettoria centrale di volo. Non è un caso che due delle città che si trovavano su queste linee si chiamassero LA.AR.SA ("che vede la luce rossa") e LA.AG.ASH ("che vede l'alone a sei"): le città si trovavano infatti a sei beru (circa 60 km) l'una dall'altra. Era questo, dunque, il piano generale dei Nefilim. Dopo aver scelto la localizzazione migliore per il loro porto spaziale (Sippar), essi costruirono gli altri insediamenti secondo uno schema che segnava il tragitto più agevole per arrivarvi. Al centro posero Nippur, sede del "legame Cielo- Terra".
Non potremo mai vedere le vere città degli dèi, né i loro resti, perché tutto fu distrutto e spazzato via dal Diluvio universale. Sappiamo molto di loro, tuttavia, perché era sacro dovere dei re mesopotamici ricostruire continuamente i recinti sacri esattamente nello stesso posto e secondo lo schema originario. E chi ricostruiva ci teneva ad attestare di aver rigorosamente rispettato il progetto originario, come dimostra questa iscrizione scoperta da Layard:
 
L'eterno progetto
che per il futuro
la costruzione fissò
[io ho seguito].
È quello che porta
i disegni dei tempi antichi
e gli scritti del cielo più alto.
 
Se, come abbiamo ipotizzato, Lagash era una delle città che fungevano da "faro di segnalazione" per l'atterraggio, allora gran parte delle informazioni che ci diede Gudea nel III millennio a.C. acquistano un significato compiuto. Egli scrisse che quando Ninurta gli ordinò di ricostruire il recinto sacro, un altro dio gli diede i progetti architettonici (tracciati su una tavoletta di pietra) e una dea (che aveva "viaggiato tra Cielo e Terra" nella sua "camera") gli mostrò una mappa del cielo e gli insegnò quali allineamenti astronomici seguire nella costruzione. Oltre al "divino uccello nero", vennero sistemati nel recinto sacro anche il "terribile occhio" del dio ("il grande raggio che sottomette il mondo al suo potere") e il "controllore del mondo" (il cui suono "riverberava tutto intorno"). Infine, terminata la costruzione, vi fu posto sopra "l'emblema di Utu", rivolto "verso il luogo dell'ascesa di Utu", cioè verso il porto spaziale di Sippar. E fu Utu stesso, ultimati i lavori, a "venire gioiosamente" a ispezionare il recinto con tutti gli importanti strumenti di trasmissione che esso conteneva.Nell'antica iconografia sumerica si trovano spesso delle strutture alquanto massicce, fatte anticamente di canne e legno, che spiccano nei campi dove pascola il bestiame. Si è pensato che fossero rudimentali stalle per gli animali, ma in questo caso non si spiegherebbero i pilastri, o colonne, che sempre compaiono sui tetti di tali strutture (figura 133a). I pilastri, come si può vedere, servivano come supporto per uno o più paia di "anelli", la cui funzione non viene precisata. Tuttavia, anche se queste strutture venivano poste nei campi, sembra improbabile che servissero a riparare il bestiame. I pittogrammi sumerici (figura 133b) che raffigurano la parola DUR, o TUR (che significa "dimora", "luogo di raduno") sono composti da segni che rappresentano indubbiamente le stesse strutture che abbiamo esaminato prima e che mostrano chiaramente come la caratteristica principale della struttura non fosse la "capanna", che appare piccola e stilizzata, bensì la torre-antenna. Pilastri simili muniti di "antenne" erano posizionati anche all'ingresso dei templi, all'interno dei recinti sacri degli dèi, e non soltanto nei campi (figura 133e). Non potrebbe essere, allora, che questi oggetti fossero davvero delle "antenne" fissate ad apparecchi di trasmissione? Che gli anelli fossero dei radar, posti nei campi per guidare le operazioni di atterraggio delle astronavi? Quelle colonne simili a occhi non potevano essere una sorta di "telecamere", gli "onnivedenti occhi" degli dèi di cui parlano tanti testi?
Le apparecchiature a cui questi oggetti erano collegati erano certamente portatili, poiché alcuni sigilli sumerici raffigurano "oggetti divini" a forma di cassa trasportati su imbarcazioni o caricati sul dorso di animali da soma, che, una volta attraccata l'imbarcazione, li portavano nell'entroterra (figura 134).
L'aspetto di queste "scatole nere" riporta alla mente l'Arca dell'Alleanza costruita da Mosè secondo le istruzioni di Dio. La cassa doveva essere fatta di legno rivestito d'oro sia internamente che esternamente: due strati conduttori di elettricità isolati da uno strato di legno. Un kapporeth, anch'esso d'oro, doveva essere posto sopra la cassa e sostenuto da due cherubini d'oro massiccio. Non si sa che cosa sia questo kapporeth (letteralmente, secondo gli studiosi, "copertura"); c'è però un verso dell'Esodo che ne suggerisce la funzione: «E io mi rivolgerò a te da sopra il Kapporeth, tra i due cherubini». L'ipotesi che l'Arca dell'Alleanza altro non fosse che uno strumento di comunicazione a funzionamento elettrico è avvalorata anche dalle istruzioni per il suo trasporto. Nessuno, per nessuna ragione, doveva toccarla: essa doveva essere portata mediante bastoni di legno fatti passare attraverso quattro anelli d'oro, e quando un israelita si provò a toccarla, ne rimase ucciso all'istante, come colpito da una potente scarica elettrica. Questi apparecchi apparentemente soprannaturali - che permettevano di comunicare con una divinità anche se questa si trovava fisicamente da un'altra parte - divennero veri e propri oggetti di culto: idoli a forma di "occhio" sono stati rinvenuti nei templi di Lagash, Ur, Mari e altri siti archeologici antichi.L'esempio più evidente è quello trovato a Teli Brak, nel nordovest della Mesopotamia, dove sorgeva un tempio che gli archeologi hanno chiamato "tempio dell'occhio", sia perché vi sono stati trovati centinaia di oggetti di culto a forma di occhio, sia perché sopra l'altare che si trovava nel sacrario interno del tempio vi era una grossa pietra a forma di "doppio occhio" (figura 135).
Si tratta, con tutta probabilità, di una copia del vero oggetto divino -"l'occhio terribile" di Ninurta, o quello che stava a Nippur, presso il Centro di Controllo della missione, di cui l'antico scriba diceva: «Il suo occhio sollevato osserva la terra... il suo raggio elevato scruta la terra». Per le sue caratteristiche, il territorio della Mesopotamia rendeva necessaria la costruzione di piattaforme sulle quali sistemare le attrezzature di comunicazione con lo spazio. Dai testi e dalle rappresentazioni iconografiche si capisce che vi era tutta una gamma di queste strutture, dalle prime "capanne" nei campi alle successive piattaforme multipiano, alle quali si accedeva tramite scalinate o rampe che portavano dal piano inferiore, più ampio, ai piani superiori sempre più stretti. In cima allo ziggurat veniva costruita una residenza per il dio, circondata da un cortile piatto e cinto di mura, dove erano custoditi l'"uccello" e le "armi". Uno ziggurat raffigurato su un sigillo cilindrico mostra, oltre alla caratteristica struttura multipiano, anche due "antenne ad anello" alte, sembra, quanto tre piani (figura 136).
Marduk sosteneva che lo ziggurat e il complesso del tempio di Babilonia (I'E.SAG.IL) erano stati costruiti secondo le sue istruzioni e in conformità agli "scritti del Cielo più alto". André Parrot (Ziggurats et Tour de Babel, «Ziggurat e Torre di Babele») analizzò una tavola (detta Tavola di Smith dal nome dello studioso che la decifrò) che ci illustra struttura e dimensioni di uno ziggurat a sette piani. Si tratta di un edificio a pianta quadrata, in cui ogni lato misura 15 gar. I piani superiori erano progressivamente più piccoli per altezza e superficie, eccetto l'ultimo (la residenza del dio), che era più alto. L'altezza totale, comunque, era anch'essa pari a 15 gar. in tal modo la struttura, oltre che a pianta perfettamente quadrata, era anche perfettamente cubica.Il gar utilizzato per queste misurazioni equivaleva a 12 cubiti corti, pari a circa 6 metri. Due studiosi, H.G. Wood e L.C. Stecchini, hanno dimostrato che la base sessagesimale sumerica, il numero 60, determinava tutte le principali misure degli ziggurat mesopotamici. Ogni lato della base misurava 3x60 cubiti; perciò il perimetro totale era di 720 cubiti, ossia 60 gar (figura 137).
Che cosa determinava l'altezza dei vari piani? Stecchini scoprì che se si moltiplicava l'altezza del primo piano (5, 5 gar) per i doppi cubiti, il risultato era 33, un valore che corrispondeva approssimativamente alla latitudine di Babilonia (32, 5° Nord). Calcolato in modo analogo, il secondo piano innalzava l'angolo di osservazione a 51° e ognuno dei quattro piani successivi lo innalzava di altri 6°. Il settimo piano, quindi, stava su una piattaforma che si trovava a 75° sopra l'orizzonte alla latitudine geografica di Babilonia. Quest'ultimo piano aggiungeva altri 15°, cosicché lo sguardo di un osservatore che da questo piano guardasse diritto davanti a sé cadeva a un angolo di 90° dall'orizzonte. Stecchini trasse la conclusione che ogni piano fungesse da osservatorio astronomico a sé stante, con un'altezza predeterminata in base all'arco del cielo. Non si può escludere, naturalmente, che dietro tali misurazioni vi fossero altre considerazioni "nascoste". Mentre l'elevazione di 33° non era molto precisa per Babilonia, era esatta per Sippar. Vi era forse una relazione tra l'elevazione di 6° per ognuno dei quattro piani e la distanza di 6 beru tra le "città degli dèi"? E i sette piani erano in qualche modo collegati all'ubicazione delle prime sette città, o magari alla posizione della Terra in quanto settimo pianeta? G. Martiny (Astronomisches zur babylonischen Turn) dimostrò che queste caratteristiche dello ziggurat servivano proprio per l'osservazione del cielo e che il piano superiore dell'Esagita era orientato verso il pianeta Shupa (che abbiamo identificato con Plutone) e la costellazione dell'Ariete (figura 138).
Ma era davvero questa l'unica funzione degli ziggurat, quella, cioè, di fungere da punto di osservazione per stelle e pianeti, oppure queste strutture servivano anche a guidare la discesa delle astronavi dei Nefilim? Tutti gli ziggurat erano orientati in modo che i loro angoli puntavano esattamente verso nord, sud, est e ovest: i loro lati, perciò, erano situati esattamente a 45° rispetto ai quattro punti cardinali. Ciò significa che un veicolo spaziale in fase di atterraggio poteva far coincidere la linea di volo con uno dei lati, arrivando così senza difficoltà a Sippar! Il nome accadico-babilonese di tali strutture, zukiratu, significava letteralmente "tubo di spirito divino". I Sumeri chiamavano gli ziggurat ESH, un termine che significa "supremo", "altissimo", come in effetti erano queste strutture.La parola, tuttavia, poteva anche indicare un'entità numerica legata all'aspetto "misurativo" dello ziggurat, e anche una "sorgente di calore" (letteralmente "fuoco" in accadico e in ebraico). Anche gli studiosi che hanno affrontato l'argomento senza proporne un'interpretazione "spaziale" non poterono esimersi dal concludere che gli ziggurat dovevano avere qualche altra funzione, oltre quella di rappresentare una dimora del dio "in posizione sopraelevata". Samuel N. Kramer così sintetizzò l'opinione dominante: «Lo ziggurat, la torre a gradini, che divenne il segno distintivo dell'architettura templare mesopotamica... doveva fungere da legame, reale e simbolico insieme, tra gli dèi in cielo e i mortali in terra». Noi, invece, abbiamo dimostrato che la vera funzione di tali strutture era di mettere in comunicazione gli dèi in Cielo con gli dèi - non i mortali - in Terra.


sabato 24 ottobre 2015

NINGISHZIDDA / THOT / QUETZALCOATL


-Ningishzidda is a Sumerian god, generally thought to be equivalent to the Egyptian Thoth and the Greek Hermes. Laurence Gardner , in fact, identifies Thoth as being
Hermes-Trismegistus. There is the possibility Ningishzidda was also the early MesoAmerican god, Quetzalcoatl.

(TRADUZIONE):
Ningishzidda è un dio sumero, generalmente pensato per essere l'equivalente al Thoth egiziano e a Hermes greco. Laurence Gardner, infatti, identifica Thoth come
Hermes-Trismegisto. Vi è la possibilità che Ningishzidda sia anche il dio mesoamericano, Quetzalcoatl.
                                                                                          (Dal sito Halexsandria)

-"His Sumerian name, NIN.GISH.ZID.DA, which meant "Lord of the Artifact of Life," bespoke recognition of his capacity to restore life by reviving the dead.... 
(TRADUZIONE):
"Il suo nome sumero, NIN.GISH.ZID.DA,  significa" Signore del Artefatto della Vita ", il riconoscimento su misura della sua capacità di ripristinare la vita facendo rivivere i morti ....
                                                                                                   (Dal sito Byblioteca Pleyades)


-Figlio di En.Ki e di Ereshkigal, Ningishzidda apprese da suo padre En.Ki, capo scienziato degli Anunnaki, le 'divinità' adorate dai sumeri, i segreti della scienza, in particolar modo del linguaggio, della scrittura, della matematica, dell' edilizia, della medicina e, importante, della biologia.I sumeri amavano il personaggio Ningishzidda perchè era l' unica divinità ugualmente rispettata dalle due fazioni divine che si contendevano il potere sulla Terra, gli Enliliti, i seguaci e figli di En.Lil, e gli Enkiti, figli e seguaci di En.Ki.Per il suo grande sapere e la sua irreprensibile lealtà Ningishzida era rispettato e tenuto in gran conto.Secondo Zecharia Sitchin Ningishzidda aiutò suo padre Enki nell' opera di creazione del primo Uomo, Adapa (il terrestre), chiamato dagli Anunnaki Lu.Lu (il mescolato).La storia che porta alla creazione dell' uomo da parte di En.Ki, sua sorellastra Ninmah, e suo figlio Ningishzidda é molto dettagliata nel libro di Sitchin 'Il libro perduto del dio Enki'.A un certo punto durante il consiglio degli dei (gli Anunnaki), Enki esordì: creiamo un lavoratore primitivo, che porti il giogo delle nostre fatiche. All' osservazione del consiglio che mai nessun essere era stato creato dal nulla, egli rispose che L' essere che cerchiamo esiste già, nella terra dell' Ab.Zu, dobbiamo solo imprimergli il nostro marchio, dargli la nostra immagine. Creiamo un essere a nostra immagine e somiglianza.Questa frase suonerà sicuramente familiare: se agli Anunnaki sostituiamo gli Elohim della Bibbia, otteniamo esattamente lo stesso discorso che ci viene tramandato dalla Genesi. Ma cosa vuol dire 'l essere che cerchiamo esiste già nella terra di Ab.Zu'? e cosa vuol dire 'imprimergli i lnostro marchio'? L' Ab.Zu, ritenuto erroneamente l' inferno della religione sumera, é una regione collocata nel Sud-Est dell' Africa, nella zona della Tanzania. Gli scritti sumeri raccontano che gli Anunnaki crearono l' uomo perchè erano stanchi di lavorare nelle miniere dell' Ab.Zu. Secondo i calcoli di Z. Sitchin, tutto ciò avvenne circa 300mila anni fa.Sarà un caso che le più moderne ricerche genetiche sulla origine dell' uomo, lo datano a sicuramente più di 200mila anni fa? Sarà un caso che i ritrovamenti di utensili da scavo e da estrazione più antichi sono stati ritrovati in Tanzania a oltre 80 metri di profondità e datati a circa 25mila anni fa, un periodo durante il quale secondo la paleontologia ufficiale l uomo non faceva altro che cacciare e mangiare bacche? Se le ricerche genetiche dicono la verità, ed é da stupidi pensare altrimenti, a quell' epoca il sudest africano era abitato da ominidi, classificati secondo la paleontologia attuale Homo Erectus. Arriviamo qui al 'nostro marchio' di cui parlano gli Anunnaki in consiglio. La creazione del Lulu avvenne, secondo gli scritti, unendo l' il sangue e il seme di un maschio Anunnaki all' essenza di vita di una ominide, tenendoli in una forma di argilla e mettendoli successivamente nel grembo di una femmina Anunnaki. Abbiamo, qui, la perfetta descrizione di un procedimento di inseminazione artificiale! Non solo, il particolare della argilla spiegherebbe come mai nella Bibbia viene raccontato che gli Elohim crearono l' uomo dalla terra. Una volta creato l' Adapa, il primo maschio, come sono nati gli altri uomini? In quanto ibrido il primo uomo era sterile, spiegano gli scritti. Entra in ballo qui Ningishzidda, con le sue grandi abilità mediche e particolarmente in campo genetico. E' scritto che Ningishzidda e Enki presero da Adapa una 'TI' e da questa crarono la prima femmina, chiamata Kehwa.
La parola TI, in sumero, aveva due significati:
- COSTOLA
- ESSENZA DI VITA

 
La Bibbia afferma che Eva fu creata dalla costola di Adamo.E se la corretta interpretazione, giocando sul doppio significato della parola, fosse che Ningishzidda prese dalla 'costola' di Adamo il 'soffio di vita'? E cosa può essere il 'soffio di vita'?E' l' effige di Ningishzidda. Due serpenti incrociati. Richiamano l' immagine della spirale incrociata del DNA. Siamo convinti, e molto, che l' essenza di vita di Adapa potesse essere solo il suo DNA. I due serpenti incrociati sono rimasti nelle generazioni come simbolo di Ningishzidda, e della sua arte medica. Ancora oggi il simbolo delle farmacie, e dei centri di soccorso medico, é costituito da 2 serpenti inconciati.Possiamo quindi fare un riassunto:
 

- Enki, davanti al consiglio degli Anunnaki, dichiara di voler creare un lavoratore primitivo, imprimendo la immagine e somiglianza degli dei su di esso. Dichiara che la base, gli ominidi, vivono già vicino alle miniere del sudest africano.
 
- Enki, Ninmah e Ningishzidda, usando lo sperma e il sangue di Enki, e l' ovulo di una femmina di Homo Erectus, mettono in pratica una fecondazione artificiale eterologa impiantando l' ovulo fecondato nel ventre di Ninmah.
 
- Dal corpo di Adapa, il primo uomo creato, creano la prima donna Kehwa, estraendo il dna forse dalla costola del maschio.
 
- Successivamente, dopo aver praticato la possibilità di creare esemplari di sesso diverso, Enki e Ningishzidda iniziano una clonazione dei due esemplari, creando 7 maschi e 7 femmine.

Tutto questo sta in tavolette sumere datate ad almeno 2500 anni prima della scrittura della Genesi.

Cosa dice la Genesi?
- Gli elohim dissero: creiamo l' uomo a nostra immagine e somiglianza
- Gli elohim crearono l' uomo dalla terra
- Presero una sua costola e crearono Eva.
- Crearono uomo e donna

 
Impressionante vero? Confrontando le due storie, vengono chiariti vari punti misteriosi del racconto della genesi:

1) la pluralità del termine Elohim - il cattolicesimo é una religione monoteistica, allora come mai la creazione dell' uomo é attribuita a GLI ELOHIM?

2) il particolare della 'terra' - che si rivela il contenitore di argilla in cui veniva coltivato l' ovulo fecondato (a questo punto si vedano gli studi di qualche anno fa che hanno provato che alcuni tipi di argilla fungono da catalizzatori nelle reazioni di scissione e ricombinazione del DNA)

3) il particolare della 'costola'

Ma c' è un altra peculiarità che riguarda Ningishzidda, e ci introdurrà alla sua personificazione egiziana: THOT.
Secondo le storie sumere, dopo il Diluvio, gli Anunnaki che si trovavano in orbita nelle loro 'camere celesti', riscesero sul pianeta e doverono ricortuire le loro basi di scavo, estrazione, il controllo missione, le piattaforme di lancio / atterraggio etc. Fu allora che Ningishzidda progettò e fece costruire le 2 grandi piramidi, dopo aver costruito la più piccola, attribuita a Menkaure, come modello. Le 2 grandi piramidi fungevano da 'delimitatori' del percorso che portava alla base di atterraggio e lancio, e al centro di controllo missione, situati rispettivamente a Baalbek e sul monte Ararat. Recenti studi sul rivestimento originario delle piramidi, hanno stabilito che in origine le piramidi ricoperte come erano di calcare bianchissimo sarebbero state visibili da altitudini eccezionali, e sarebbero potute essere prese a riferimento dall' alto. Una sorta di 'faro'. Non solo, le Piramidi vennero erette in perfetto allineamento con le 3 stelle della cintura di Orione, particolare importantissimo, perchè nella tradizione egiziana (per esempio nel Libro delle Piramidi) si dice chiaramente che grazie all' intercessione di THOT, i faraoni ascendevano al Duat per unirsi alle divinità. Il Duat era la dimora di Osiride, ed era collocato nella cintura di Orione.. Venne costruita una statua per rendere omaggio al costruttore di queste opere grandiose: La Sfinge. Ricordiamoci che stiamo parlando del periodo post diluviano, quindi dopo il 10.600 a.C. (l' unico periodo in cui la cintura di Orione e Giza erano perfettamente allineati) quando sorgeva l' Era del leone. Sarà per questo che la sfinge ha il corpo da leone e il volto umano? Il volto di Ningishzidda. Andando avanti nel tempo verso la nascita dele prime civiltà, a cavallo del 4000 a.C. Marduk, conosciuto in Egitto come Ra, aveva unificato alto e basso Egitto. Le sue mire, di vedere riconosciuto il suo grado di importanza tra gli Anunnaki, lo portò a lottare assieme a suo figlio Nabu contro la fazione Enlilita, e a tentare di impadronirsi delle 'tavole dei destini' conservate nello spazioporto nel Sinai. Questo causò il suo esilio. Alcune tavolette di argilla che raccontano l' esilio di Marduk in prima persona, descrivono i suoi lunghi viaggi nelle terre lontane a sud, e ad est dell' Abzu. In queste tavole si legge il suo rammarico per aver dovuto abbandonare i suoi seguaci, i popoli di Babilonia e d' Egitto. In Egitto fu il periodo in cui Ra divenne conosciuto come Amon-Ra, che significa 'Ra nascosto'. In sua assenza il potere sulla valle del Nilo venne affidato a Ningishzidda, suo fratello, conosciuto in Egitto con il nome di THOT. Forte di un nuovo esercito Ra tornò in Egitto intorno al 3100 e riprese il suo posto scacciando Thot. Questi, in cerca di una nuova terra da civilizzare, si trasferì (secondo alcune tavole accadiche), nelle terre ad Ovest oltre il grande mare. Se geofragicamente ci spostiamo ad ovest dell' Egitto, arriviamo alle coste africane, all' oceano Atlantico (il grande mare) e ancor più a Ovest alle Americhe. Ora, considerando la inclinazione del globo terrestre, potete fare una facile prova usando Google Earth. 
- Collocatevi sull' Egitto all' altezza di Giza
- spostatevi a ovest fino ad arrivare all' oceano, e arriverete poco a nord di Nouakchott
- ancora a Ovest passate sopra l' arcipelago di Santa Luzia
- ancora a Ovest in linea retta approdate sulla costa della Guinea Francese, a Cayenne
- e via terra sempre in orizzontale arrivate alla costa ovest all' altezza di Trujllo, poco sopra Lima.
 
Questo percorso è molto importante, poichè è qui, in Perù, poco sopra Lima, e più nell' entroterra ma sulla stessa linea che lega Trujllo a Giza, che si trovano i maggiori insediamenti pre-aztechi. Questa fu la culla, e successivamente tutto il Perù, il Mexico, la Bolivia, e giù fino alla Terra del Fuoco, delle civiltà Tolteche, Olmeche, ed Azteche. Quelle che, per intenderci, adoravano il culto di Quethzalcoatl, chiamato il Serpente Alato. Inutile ricordare che Quethzalcoatl era descritto dagli Aztechi come un grande essere dalla pelle bianca, venuto dal mare dalle terre ad Est (ad Est dell' america latina c' é l' oceano, ed ancora ad Est l' Africa e l' Egitto). Inutile ricordare che il 'Serpente' era l' effige mesopotamica di Ningishzidda. Per chi ha familiarità con le civiltà preincaiche, il calendario del Lungo Conto, unico esempio di calendario lineare che sia arrivato a nostra conoscenza, fu donato all' uomo da Quethzalcoatl, e ha inizio nel 3113 a.C. Verosimilmente la stessa data in cui Ningishzidda, alias Thot, alias Quethzalcoatl, arrivò nelle terre mesoamericane, dopo essere stato scacciato da suo fratello Ra/Marduk. Abbiamo connesso l' Egitto con il Perù, sia come simbologie e racconti sia geograficamente.Ma c' è di più.Quella stessa linea che unisce, con scarto di qualche frazione di grado, Giza con la zona nord di Lima, può essere estesa da Giza verso Est, per arrivare in Mesopotamia, terra di Sumeri, Accadi e Babilonesi, primo stanziamento degli Anunnaki.Troviamo così unite per Geografia, Tradizione delle culture, e 'Mito', le tre grandi Civiltà:
* Mesopotamia (A)
* Egitto (B)
* Perù (C) 
Il cui comune denominatore é quel personaggio conosciuto e divinizzato rispettivamente come:
* Ningishzidda
* Thot
* Quethzalcoatl

                                                         CURRICULUM VITAE
                                                              NINGISHZIDDA
                                 (aka Thoth, Djedi, Ermete Trismegisto, Quetzalcoatl, et al)

Precedente impiego:   Sumera, egizia, greca (et al) Dio
Esperienza e abilità:  Alchimia, Costruzione Piramide, Saggezza, Comunicatore
Impiego ricercato: Signore della Terra
 
Riferimenti:
(traduzione dall'inglese all'italiano con google)
Secondo Zecharia Sitchin, Ningishzidda, Herm, è il figlio di Enki e Ereshkigal (il sumero Regina degli Inferi).   Nonostante la Enki ed Enlil rivalità, però, Herm era molto considerato da tutte le fazioni della rivalità tra fratelli arco.   Nel suo ruolo egiziano Thoth, Herm era "il falco tra gli dei", il "dio del cavo che misura la Terra", gli Anunnaki che è stato nominato per essere custode dei segreti di I Grandi Piramidi di Giza, così come il dio che ha sostituito Horus (figlio di Iside e Osiride) sul trono di molto, molto antico.
Vi è anche un inno alla Ningishzidda, esaltando la sua casa a piramide in Egitto:
 "Luogo Enduring, montagna luce color che, in un modo abile è stata fondata.
 Il suo buio nascosto da camera è un luogo maestoso;
 In un campo di Vigilanza si trova.
 Impressionante, i suoi modi non si può comprendere,
 Nella terra dello Scudo vostro piedistallo è strettamente maglia come una rete a maglia  fine ...
 Di notte si faccia i cieli, le vostre antiche misure sono superando.
 Il vostro interiore conosce il luogo in cui Utu [il dio del sole] sorge,
 la misura della sua larghezza è di grande portata.
 Il tuo principe è il principe la cui mano puro è disteso,
 il cui lussureggiante e capelli abbondante scorre sulla schiena -
 il signore Ningishzidda.
 


 


 

I sumeri amavano il personaggio Ningishzidda perchè era l' unica divinità ugualmente rispettata dalle due fazioni divine che si contendevano il potere sulla Terra, gli Enliliti, i seguaci e figli di En.Lil, e gli Enkiti, figli e seguaci di En.Ki.
Per il suo grande sapere e la sua irreprensibile lealtà Ningishzida era rispettato e tenuto in gran conto.

Secondo Zecharia Sitchin Ningishzidda aiutò suo padre Enki nell' opera di creazione del primo Uomo, Adapa (il terrestre), chiamato dagli Anunnaki Lu.Lu (il mescolato).
La storia che porta alla creazione dell' uomo da parte di En.Ki, sua sorellastra Ninmah, e suo figlio Ningishzidda é molto dettagliata nel libro di Sitchin 'Il libro perduto del dio Enki'.
A un certo punto durante il consiglio degli dei (gli Anunnaki), Enki esordì: creiamo un lavoratore primitivo, che porti il giogo delle nostre fatiche. All' osservazione del consiglio che mai nessun essere era stato creato dal nulla, egli rispose che L' essere che cerchiamo esiste già, nella terra dell' Ab.Zu, dobbiamo solo imprimergli il nostro marchio, dargli la nostra immagine. Creiamo un essere a nostra immagine e somiglianza.

Questa frase suonerà sicuramente familiare: se agli Anunnaki sostituiamo gli Elohim della Bibbia, otteniamo esattamente lo stesso discorso che ci viene tramandato dalla Genesi.

Ma cosa vuol dire 'l essere che cerchiamo esiste già nella terra di Ab.Zu'? e cosa vuol dire 'imprimergli i lnostro marchio'?

L' Ab.Zu, ritenuto erroneamente l' inferno della religione sumera, é una regione collocata nel Sud-Est dell' Africa, nella zona della Tanzania. Gli scritti sumeri raccontano che gli Anunnaki crearono l' uomo perchè erano stanchi di lavorare nelle miniere dell' Ab.Zu. Secondo i calcoli di Z. Sitchin, tutto ciò avvenne circa 300mila anni fa.
Sarà un caso che le più moderne ricerche genetiche sulla origine dell' uomo, lo datano a sicuramente più di 200mila anni fa?
Sarà un caso che i ritrovamenti di utensili da scavo e da estrazione più antichi sono stati ritrovati in Tanzania a oltre 80 metri di profondità e datati a circa 25mila anni fa, un periodo durante il quale secondo la paleontologia ufficiale l uomo non faceva altro che cacciare e mangiare bacche?

Se le ricerche genetiche dicono la verità, ed é da stupidi pensare altrimenti, a quell' epoca il sudest africano era abitato da ominidi, classificati secondo la paleontologia attuale Homo Erectus.

Arriviamo qui al 'nostro marchio' di cui parlano gli Anunnaki in consiglio.
La creazione del Lulu avvenne, secondo gli scritti, unendo l' il sangue e il seme di un maschio Anunnaki all' essenza di vita di una ominide, tenendoli in una forma di argilla e mettendoli successivamente nel grembo di una femmina Anunnaki.

Abbiamo, qui, la perfetta descrizione di un procedimento di inseminazione artificiale! Non solo, il particolare della argilla spiegherebbe come mai nella Bibbia viene raccontato che gli Elohim crearono l' uomo dalla terra.

Una volta creato l' Adapa, il primo maschio, come sono nati gli altri uomini? In quanto ibrido il primo uomo era sterile, spiegano gli scritti. Entra in ballo qui Ningishzidda, con le sue grandi abilità mediche e particolarmente in campo genetico.
E' scritto che Ningishzidda e Enki presero da Adapa una 'TI' e da questa crarono la prima femmina, chiamata Kehwa.
La parola TI, in sumero, aveva due significati:
- costola
- essenza di vita

La Bibbia afferma che Eva fu creata dalla costola di Adamo.
E se la corretta interpretazione, giocando sul doppio significato della parola, fosse che Ningishzidda prese dalla 'costola' di Adamo il 'soffio di vita'? E cosa può essere il 'soffio di vita'?
Guardate l' immagine che appare al lato del primo post del Blog.
E' l' effige di Ningishzidda. Due serpenti incrociati.
Richiamano l' immagine della spirale incrociata del DNA.
Siamo convinti, e molto, che l' essenza di vita di Adapa potesse essere solo il suo DNA.
I due serpenti incrociati sono rimasti nelle generazioni come simbolo di Ningishzidda, e della sua arte medica.
Ancora oggi il simbolo delle farmacie, e dei centri di soccorso medico, é costituito da 2 serpenti inconciati.

Possiamo quindi fare un riassunto:
- Enki, davanti al consiglio degli Anunnaki, dichiara di voler creare un lavoratore primitivo, imprimendo la immagine e somiglianza degli dei su di esso. Dichiara che la base, gli ominidi, vivono già vicino alle miniere del sudest africano.
- Enki, Ninmah e Ningishzidda, usando lo sperma e il sangue di Enki, e l' ovulo di una femmina di Homo Erectus, mettono in pratica una fecondazione artificiale eterologa impiantando l' ovulo fecondato nel ventre di Ninmah.
- Dal corpo di Adapa, il primo uomo creato, creano la prima donna Kehwa, estraendo il dna forse dalla costola del maschio.
- Successivamente, dopo aver praticato la possibilità di creare esemplari di sesso diverso, Enki e Ningishzidda iniziano una clonazione dei due esemplari, creando 7 maschi e 7 femmine.

Tutto questo sta in tavolette sumere datate ad almeno 2500 anni prima della scrittura della Genesi.

Cosa dice la Genesi?
- Gli elohim dissero: creiamo l' uomo a nostra immagine e somiglianza
- Gli elohim crearono l' uomo dalla terra
- Presero una sua costola e crearono Eva.
- Crearono uomo e donna
Impressionante vero?

Confrontando le due storie, vengono chiariti vari punti misteriosi del racconto della genesi:

1) la pluralità del termine Elohim - il cattolicesimo é una religione monoteistica, allora come mai la creazione dell' uomo é attribuita a GLI ELOHIM?

2) il particolare della 'terra' - che si rivela il contenitore di argilla in cui veniva coltivato l' ovulo fecondato (a questo punto si vedano gli studi di qualche anno fa che hanno provato che alcuni tipi di argilla fungono da catalizzatori nelle reazioni di scissione e ricombinazione del DNA)

3) il particolare della 'costola'

Ma c' è un altra peculiarità che riguarda Ningishzidda, e ci introdurrà alla sua personificazione egiziana: THOT.

Secondo le storie sumere, dopo il Diluvio, gli Anunnaki che si trovavano in orbita nelle loro 'camere celesti', riscesero sul pianeta e doverono ricortuire le loro basi di scavo, estrazione, il controllo missione, le piattaforme di lancio / atterraggio etc.
Fu allora che Ningishzidda progettò e fece costruire le 2 grandi piramidi, dopo aver costruito la più piccola, attribuita a Menkaure, come modello.
Le 2 grandi piramidi fungevano da 'delimitatori' del percorso che portava alla base di atterraggio e lancio, e al centro di controllo missione, situati rispettivamente a Baalbek e sul monte Ararat.
Recenti studi sul rivestimento originario delle piramidi, hanno stabilito che in origine le piramidi ricoperte come erano di calcare bianchissimo sarebbero state visibili da altitudini eccezionali, e sarebbero potute essere prese a riferimento dall' alto. Una sorta di 'faro'.

Non solo, le Piramidi vennero erette in perfetto allineamento con le 3 stelle della cintura di Orione, particolare importantissimo, perchè nella tradizione egiziana (per esempio nel Libro delle Piramidi) si dice chiaramente che grazie all' intercessione di THOT, i faraoni ascendevano al Duat per unirsi alle divinità.
Il Duat era la dimora di Osiride, ed era collocato nella cintura di Orione..

Venne costruita una statua per rendere omaggio al costruttore di queste opere grandiose: La Sfinge.
Ricordiamoci che stiamo parlando del periodo post diluviano, quindi dopo il 10.600 a.C. (l' unico periodo in cui la cintura di Orione e Giza erano perfettamente allineati) quando sorgeva l' Era del leone.
Sarà per questo che la sfinge ha il corpo da leone e il volto umano?
Il volto di Ningishzidda.

Andando avanti nel tempo verso la nascita dele prime civiltà, a cavallo del 4000 a.C. Marduk, conosciuto in Egitto come Ra, aveva unificato alto e basso Egitto. Le sue mire, di vedere riconosciuto il suo grado di importanza tra gli Anunnaki, lo por
Questo causò il suo esilio. Alcune tavolette di argilla che raccontano l' esilio di Marduk in prima persona, descrivono
i suoi lunghi viaggi nelle terre lontane a sud, e ad est dell' Abzu. In queste tavole si legge il suo rammarico per aver dovuto abbandonare i suoi seguaci, i popoli di Babilonia e d' Egitto.
In Egitto fu il periodo in cui Ra divenne conosciuto come Amon-Ra, che significa 'Ra nascosto'.
In sua assenza il potere sulla valle del Nilo venne affidato a Ningishzidda, suo fratello, conosciuto in Egitto con il nome di THOT.
Forte di un nuovo esercito Ra tornò in Egitto intorno al 3100 e riprese il suo posto scacciando Thot.
Questi, in cerca di una nuova terra da civilizzare, si trasferì (secondo alcune tavole accadiche),
nelle terre ad Ovest oltre il grande mare. Se geofragicamente ci spostiamo ad ovest dell' Egitto, arriviamo alle coste africane, all' oceano Atlantico (il grande mare) e ancor più a Ovest alle Americhe.
Ora, considerando la inclinazione del globo terrestre, potete fare una facile prova usando Google Earth.

- Collocatevi sull' Egitto all' altezza di Giza
- spostatevi a ovest fino ad arrivare all' oceano, e arriverete poco a nord di Nouakchott
- ancora a Ovest passate sopra l' arcipelago di Santa Luzia
- ancora a Ovest in linea retta approdate sulla costa della Guinea Francese, a Cayenne
- e via terra sempre in orizzontale arrivate alla costa ovest all' altezza di Trujllo, poco sopra Lima

Questo percorso è molto importante, poichè è qui, in Perù, poco sopra Lima, e più nell' entroterra ma sulla stessa linea che lega Trujllo a Giza, che si trovano i maggiori insediamenti pre-aztechi.
Questa fu la culla, e successivamente tutto il Perù, il Mexico, la Bolivia, e giù fino alla Terra del Fuoco,
delle civiltà Tolteche, Olmeche, ed Azteche.
Quelle che, per intenderci, adoravano il culto di Quethzalcoatl, chiamato il Serpente Alato.
Inutile ricordare che Quethzalcoatl era descritto dagli Aztechi come un grande essere dalla pelle bianca,
venuto dal mare dalle terre ad Est (ad Est dell' america latina c' é l' oceano, ed ancora ad Est l' Africa e l' Egitto).
Inutile ricordare che il 'Serpente' era l' effige mesopotamica di Ningishzidda.
Per chi ha familiarità con le civiltà preincaiche, il calendario del Lungo Conto, unico esempio di calendario lineare che sia arrivato a nostra conoscenza, fu donato all' uomo da Quethzalcoatl, e ha inizio nel 3113 a.C.
Verosimilmente la stessa data in cui Ningishzidda, alias Thot, alias Quethzalcoatl, arrivò nelle terre mesoamericane, dopo essere stato scacciato da suo fratello Ra/Marduk.

Abbiamo connesso l' Egitto con il Perù, sia come simbologie e racconti sia geograficamente.
Ma c' è di più.
Quella stessa linea che unisce, con scarto di qualche frazione di grado, Giza con la zona nord di Lima, può essere estesa da Giza verso Est, per arrivare in Mesopotamia, terra di Sumeri, Accadi e Babilonesi, primo stanziamento degli Anunnaki.
Troviamo così unite per Geografia, Tradizione delle culture, e 'Mito', le tre grandi Civiltà:

* Mesopotamia (A)
* Egitto
Ningishzidda is a Sumerian god, generally thought to be equivalent to the Egyptian Thoth and the Greek Hermes. Laurence Gardner , in fact, identifies Thoth as being
Hermes-Trismegistus. There is the possibility Ningishzidda was also the early MesoAmerican god, Quetzalcoatl. - See more at: http://forum.chatta.it/esoterismo-e-mistero/7558615/ningishzidda-thot-quetzalcoatl.aspx#sthash.2RGSNUDg.dpuf
Ningishzidda is a Sumerian god, generally thought to be equivalent to the Egyptian Thoth and the Greek Hermes. Laurence Gardner , in fact, identifies Thoth as being
Hermes-Trismegistus. There is the possibility Ningishzidda was also the early MesoAmerican god, Quetzalcoatl. - See more at: http://forum.chatta.it/esoterismo-e-mistero/7558615/ningishzidda-thot-quetzalcoatl.aspx#sthash.2RGSNUDg.dpuf
Ningishzidda is a Sumerian god, generally thought to be equivalent to the Egyptian Thoth and the Greek Hermes. Laurence Gardner , in fact, identifies Thoth as being
Hermes-Trismegistus. There is the possibility Ningishzidda was also the early MesoAmerican god, Quetzalcoatl. - See more at: http://forum.chatta.it/esoterismo-e-mistero/7558615/ningishzidda-thot-quetzalcoatl.aspx#sthash.2RGSNUDg.dpuf