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mercoledì 11 novembre 2015

IDENTIFICAZIONE DI ENKI E NINAZU

Nell’ analisi del balbale per Ningishzida ho affermato che, secondo me, il dio Ninazu è da identificare con Enki. La prima volta che ho fatto questa asserzione, in un mio articolo del gennaio 2010, sono stato criticato da un eminente sumerologo italiano il quale mi fece notare come l’ inno a lui dedicato, il ‘balbale per Ninazu’, lo descrive come figlio di Enlil. Il sumerologo in questione però no deve aver letto tutto il mio discorso in merito, e i riferimenti del’ articolo, e dunque non ha spiegato, per esempio, come mai il pantheon di Lagash compilato sul materiale di Kramer e Cunningham presenti Ninazu come fratello sia di Enlil che di Enki. L’ orientalista russo Zecharia Sitchin, le cui analisi sulla mitologia sumera sono fortemente criticate da presunti studiosi (mai nessun sumerologo rinomato però, a parte John Halloran, si è pronunciato apertamente contro le sue analisi), sostiene che Ningishzida fosse figlio di Enki ed Ereshkigal (ma Sitchin non fornisce spiegazioni per questa relazione di parentela). Dai miti sumeri come sono arrivati a noi, invece, sappiamo appunto che i genitori di Ningishzida erano Ninazu e Ningiridda. Come contemplare queste discordanze? La risposta a questa domanda mi fu suggerita analizzando un documento chiamato ‘Sumerian Pantheon of major deities’, redato da Daniel Foxvog, che riporta i pantheon degli dei mesopotamici a seconda del periodo e della localizzazione geografica. Nel pantheon ‘standard’ di Nippur troviamo:
Dobbiamo risalire fino ai figli di An per capire bene il discorso. An aveva da sua moglie KI (Antu) 2 figli, Enlil e Ninhursag, e dalla sua concubina Namma un altro figlio (il primogenito), Enki. Questa relazione di parentela tra Namma ed Enki è confermata dal mito Enki e Ninmah analizzato in questo stesso libro. In questo pantheon, che é il più antico ed é nazionale, le figure di Ningiridda, Ninazu e Ningishzida non compaiono, mentre compaiono varie divinità minori. Nel pantheon regionale di Lagash (successivo di circa 600 anni) invece abbiamo una situazione molto differente:
 
La prima cosa che notiamo é che qui An ha tre figli maschi e una femmina. La femmina però non é Ninhursag, come nel pantheon nazionale, ma Baba (Gula in vari miti). Ed ecco nascere la figura di Ninazu come figlio di An. Ningishzida é dichiarato figlio di Ninazu, del quale però non sappiamo, da questo pantheon, chi é la moglie. Solo nella tabella riassuntiva compilata dai sumerologi veniamo a sapere che la moglie di Ninazu era Ningiridda:
Cercando altre fonti riguardanti Ninazu, dal sito Gateways To Babylon (basato su lavori ortodossi) leggiamo che: "Ninazu is a Sumerian god and His name means Lord Healer. Ninazu appears in cuneiform literature under several, sometimes quite contradictory aspects, and His might be very well the case of different traditions being fused around a single divine name in the course of time. […]Ninazu is also called 'the Lord who stretches the measuring line over the fields', and the epithet is related to the establishment of field boundaries after flooding" Abbiamo una prima indicazione che Ninazu potrebbe, appunto, essere un personaggio nato dall’ unione di aspetti di varie divinità. Infatti Ninazu é stato associato, nel tempo, a tante divinità, tra le quali Nanna ed Enki, stranamente entrambi personaggi legati alla Luna. Nanna era il famoso Sin, signore della Luna nel pantheon enlilita, mentre Enki era associato alla Luna ben prima di Nanna. Si afferma anche che un epiteto di Ninazu era legato al misurare i confini delle terre dopo le inondazioni, una caratteristica che troviamo nella mitologia di Enki (mai in quella enlilita), di suo figlio Marduk, e in quella di Ningishzida come abbiamo visto nella prima sezione di questo articolo.Leggiamo inoltre che Ninazu aveva un fratello chiamato Ninmadu, col quale é protagonista di un mito riguardante la nascita dell’ agricoltura a Sumer. Il mito (chiamato dagli studiosi ‘Ninazu e Ninmadu’ o ‘La nascita del grano’ o ancora ‘come il grano arrivò a Sumer’), trattato in questo libro, narra di come la gente in tempi antichi mangiasse ‘erba come le pecore’. Solo grazie a Ninazu e Ninmadu gli uomini conobbero il grano poichè Anu lo portò dal cielo alla montagna di Enlil. Il mito ‘Una balbale per Ninazu’ afferma chiaramente che suo padre é Enlil:

"Il padre che ti ha generato, la grande montagna Enlil,
ha reso il tuo nome glorioso."

a-a ugu-zu kur gal den-lil2-le
mu-zu pa bi2-in-e3

Ciò contrasta sia con il pantheon di Lagash che lo vede fratello di Enlil, sia con il pantheon di Nippur, il pantheon principale e relativo proprio alla città di Enlil, che non lo nomina affatto. I caratteri distintivi di Ninazu e il fatto che sia descritto come figlio di An e fratello di Enlil, a mio avviso sono sintomo di un errore o della voluta creazione di una divinità a se stante, o di una errata interpretazione degli studiosi del secolo scorso. E’ un dato di fatto che il nome Ninazu sia indissolubilmente legato a Enki. Sia la traduzione ortodossa (Nin.azu = signore guaritore) sia quella ‘alternativa’ (che però é basata sulla traslitterazione ufficiale dell’ ETCSL: Nin.a.zu = signore delle acque della saggezza / saggio signore delle acque) rimandano univocamente ad Enki.Enki era un guaritore, fu lui a far risvegliare Inanna negli inferi, fu lui a creare Adapa, era il signore delle acque (come attesta il suo nome Ea), ed era il signore della sapienza. Possiamo allora riassumere i vari aspetti di Ninazu:

· era associato alla luna (come Enki)
· era un ‘signore guaritore’ (come Enki)
· era un ‘saggio signore delle acque’ (come Ea/Enki)
· era fratello di Enlil e figlio di Anu (come Enki)
· era legato alle inondazioni e alla terra (come Enki)

tenendo conto che tutte queste nozioni sono contemporanee (periodo sumero classico e accadico) e della congruenza dei significati linguistici, identifico Ninazu con Enki. Nel venir reso un personaggio della regione di Lagash e nel passare alla fazione enlilita, egli viene privato del suo simbolo distintivo, il serpente, che però stranamente risulta associato a suo figlio Ningishzida. Il chè sarebbe l’ unico caso di presenza del serpente in tutta la dinastia proveniente da Enlil. Cosa possiamo dire invece della madre di Ningishzida? Il nome Ningiridda in realtà si scrive traslitterato NIN.GIR.ID2.DA, che si può tradurre in: ‘Signora delle stabili acque’ o semplicemente ‘signora delle acque’. Purtroppo dai miti non abbiamo nessun’ altra indicazione su Ningiridda, e non risultano testimonianze iconografiche. La mia ipotesi è che questo nome sia un epiteto di Ereshkigal, regina dell’ Abzu, il cui nome classico significa ‘Signora (Eresh è un equivalente di Nin) della grande terra’. L’ Abzu, come risaputo e riconosciuto da tutti, era una terra associata alle acque sotterranee, ed è strano che Ereshkigal non avesse un nome che rimandasse a questa caratteristica. La mia soluzione è che il nome Ereshkigal fosse il nome con cui questa dea era chiamata ‘al di fuori’ del suo dominio dell’ Abzu, o comunque precedentemente al suo insediarsi nell’ Abzu, mentre Ningiridda fosse il nome con cui le si rendeva giustizia di questo dominio.

 

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