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martedì 6 ottobre 2015

ANUNNAKI: Dai frutti di Nibiru da far crescere sulla Terra,dalle rivalità dei tre dei Enki - Enlil - Ninmah,dall'ammutinamento degli Igigi,al pensiero di creare un Lulu (l'essere umano)

Il carro partì dal pianeta Lahmu; il suo viaggio verso la Terra proseguì.
Compirono dei circuiti attorno alla Luna, per valutare la possibilità di creare una Stazione di Passaggio.
Compirono dei circuiti attorno alla Terra, poi rallentarono per compiere l’ammaraggio.
Nungal fece discendere il carro nelle acque prossime a Eridu.
Scesero su di un molo costruito da Enlil; le barche non erano più necessarie.
Enlil ed Enki salutarono con un abbraccio la loro sorella, abbracciarono anche Nungal, il pilota.
Gli eroi, maschi e femmine, vennero accolti con grida di gioia dagli eroi già presenti.
Tutto ciò che il carro aveva trasportato venne velocemente scaricato.
Navicelle spaziali e navi celesti, gli strumenti progettati da Enki e provviste di ogni genere.
Degli avvenimenti su Nibiru, della morte e della sepoltura di Alalu, Ninmah ai fratelli raccontò ogni cosa.
Riferì loro della Stazione di Passaggio su Lahmu e del comando affidato ad Anzu.
Enki pronunciò parole di approvazione, Enlil parole di stupore.
Questa è la decisione di Anu, la sua parola è immutabile! Così disse Ninmah a Enlil.
Per le malattie ho portato il rimedio, riferì Ninmah ai suoi fratelli.
Estrasse dalla sacca dei semi, semi da seminare nel terreno: molti cespugli germoglieranno dai semi, daranno un frutto succoso.
Con il succo faremo un elisir, che gli eroi dovranno bere per curarsi.
Fugherà tutte le loro malattie, migliorerà il loro umore!
I semi devono essere seminati in un luogo fresco, acqua e calore sarà il loro nutrimento!
Così disse Ninmah ai suoi fratelli.
Ti mostrerò un luogo perfetto per questo scopo! Le disse allora Enlil.
Si trova dove è stato creato il Luogo dell’Atterraggio, laddove ho costruito una dimora di legno di cedro!
Nella nave celeste di Enlil, i due, Enlil e Ninmah, salirono verso il cielo.
Fratello e sorella volarono alla volta del Luogo dell’Atterraggio, nelle montagne coperte di neve, presso la foresta di cedri.
La nave celeste atterrò sulla grande piattaforma di pietra, si recarono alla dimora di Enlil.
Una volta entrati, Enlil la abbracciò, con fervore baciò Ninmah.
Oh, mia sorella, mia amata! Le sussurrò Enlil. La afferrò per i fianchi.
Ma non riversò il suo seme nel grembo di lei.
Ti porto notizie di nostro figlio Ninurta! Ninmah gli disse dolcemente.
E un giovane principe, è pronto all’avventura, è pronto a raggiungerti, qui, sulla Terra!
Se tu rimani, che venga allora anche Ninurta, nostro figlio! Così le disse Enlil.
Gli eroi stavano giungendo al Luogo dell’Atterraggio, a bordo di navi celesti portavano navicelle spaziali alla piattaforma.
Dalla sacca di Ninmah vennero prelevati i semi, nel suolo della valle vennero seminati: un frutto di Nibiru da far crescere sulla Terra!
Enlil e Ninmah fecero ritorno a Eridu a bordo della nave celeste.
Lungo il tragitto Enlil le mostrò il paesaggio, le mostrò l’estensione dell’Eden.
Dai cieli Enlil le spiegò i suoi piani.
Ho concepito un progetto eterno! Così le disse.
Ho ideato ciò che renderà la costruzione eterna.
Lontana da Eridu, dove inizia la terra asciutta, sarà la mia dimora.
Larsa sarà il suo nome, diventerà il luogo da dove dirigere.
Sulle rive del Burannu, il Fiume delle Acque Profonde, sarà situata.
In futuro sorgerà una città gemella, il suo nome sarà Lagash.
Sul progetto ho tracciato una riga fra le due città.
A sessanta leghe nascerà la città della guarigione.
Sarà la tua città, Shurubak; Città Rifugio la chiamerò.
Sorgerà sulla linea centrale, condurrà poi alla quarta città.
Nibruki, Crocevia della Terra, si chiamerà, vi stabilirò un Legame Cielo–Terra.
Ospiterà le Tavole dei Destini, controllerà tutte le missioni!
Si conteranno allora cinque città, compresa Eridu; in eterno esse vivranno!
Enlil mostrava a Ninmah il progetto su di una tavoletta di cristallo.
Sulla tavoletta ella vide altri segni, a Enlil ne chiese spiegazione.
Al di là delle cinque città costruirò anche un Luogo dei Carri.
Da Nibiru potranno così giungere direttamente sulla Terra! Le rispose Enlil.
Ninmah comprese allora lo sconcerto di Enlil nell’udire dei progetti di Anu per Lahmu.
Fratello mio, il tuo progetto per le cinque città è magnifico! Così gli disse Ninmah.
La creazione di Shurubak, una città della guarigione, come mia dimora, una città tutta mia, te ne sono veramente grata.
Ma oltre a quel progetto, non disobbedire a tuo padre, non offendere tuo fratello!
Sei tanto saggia quanto bella! Le disse Enlil.
Nell’Abzu anche Enki faceva progetti, pensava ove edificare la propria casa.
In quale luogo costruire abitazioni per gli eroi, dove entrare nelle viscere della Terra.
A bordo della sua nave celeste misurò le dimensioni dell’Abzu, effettuò una ricognizione minuziosa del suo territorio.
Abzu era una terra distante, si trovava oltre le acque dell’Eden.
Era una terra ricca, che traboccava di ricchezze, perfetta nella sua rotondità.
Fiumi maestosi scorrevano attraverso la regione, acque impetuose scorrevano veloci.
Enki creò per sé una dimora nei pressi delle acque che scorrevano.
Enki si recò nel mezzo dell’Abzu, a un luogo di acque pure.
In quella terra individuò il Luogo della Profondità, perché gli eroi potessero discendere nelle viscere della Terra.
Enki vi installò lo Spaccaterra, per praticare un taglio nella Terra.
Per poter raggiungere con dei tunnel le viscere della Terra, per poterne scoprire le vene d’oro.
Lì vicino posizionò Ciò Che Frantuma e Ciò Che Schiaccia.
Per frantumare e schiacciare i minerali ricchi di oro, per trasportarli con le navi celesti.
Per portarli al Luogo dell’Atterraggio fra le Montagne di Cedro.
E da lì per essere trasportati da navicelle spaziali alla Stazione di Passaggio su Lahmu.
Sulla Terra stavano giungendo altri eroi, alcuni vennero assegnati all’Eden, ad altri vennero affidati compiti nell’Abzu.
Laarsa e Lagash vennero costruite secondo il volere di Enlil, egli fondò Shurubak per Ninmah.
Con lei abitava una schiera di guaritrici, di giovani addestrate per prestare soccorso.
A Nibru–ki Enlil stava assemblando un Legame Cielo–Terra, per comandare da lì tutte le missioni.
Enki viaggiava fra Eridu e l’Abzu, andava avanti e indietro per controllare ogni cosa.
La costruzione procedeva bene su Lahmu; stavano giungendo anche eroi per la Stazione di Passaggio.
Uno Shar, due Shar durarono i preparativi; poi Anu parlò.
Sulla Terra era il settimo giorno, il giorno che fin dall’inizio Enki aveva decretato di riposo.
Gli eroi, riuniti in vari luoghi, ascoltarono il messaggio che Anu irradiò loro da Nibiru.
Si trovavano tutti nell’Eden, lì al loro comando vi era Enlil.
Con lui era Ninmah; al fianco di lei era riunita la schiera di giovani guaritrici.
Alalgar, che era il Signore di Eridu, era lì; era lì anche Abgal che comandava il Luogo dell’Atterraggio.
Gli eroi erano radunati nell’Abzu, sotto lo sguardo di Enki erano lì riuniti.
Con Enki era il suo visir Isimud; vi era anche Nungal, il pilota.
Su Lahmu gli eroi vennero radunati; con loro stava fiero il loro comandante Anzu.
Seicento erano sulla Terra, trecento erano riuniti su Lahmu.
In tutto erano novecento, tutti ascoltarono le parole di Anu, il re:
Eroi, di Nibiru siete i salvatori! Il fato è nelle vostre mani!
Il vostro successo sarà ricordato in eterno, con nomi gloriosi sarete chiamati.
Coloro che sono sulla Terra saranno conosciuti come gli Anunnaki, Coloro che dal Cielo Scesero sulla Terra!
Coloro che sono su Lahmu saranno chiamati Igigi, Coloro che Osservano e Vedono!
Tutto quanto è necessario, è ormai pronto:
Che l’oro cominci ad arrivare, che Nibiru sia salvata!

Questo è ora il racconto di Enki, Enlil e Ninmah; dei loro amori e dei loro matrimoni, e delle rivalità fra i loro figli.
I tre capi erano discendenti di Anu, ma da madri diverse erano stati procreati.
Enki era il Primogenito; sua madre era una concubina di Anu.
Enlil, era figlio di Antu, sposa di Anu; divenne perciò l’Erede Legittimo.
Ninmah nacque da un’altra concubina, era perciò sorellastra dei due fratellastri.
Era la Primogenita di Anu, il suo titolo Ninmah questo indicava.
Era molto bella, piena di saggezza, di veloce apprendimento.
Quale suo sposo Anu scelse Ea, chiamato in seguito Enki.
Così il loro discendente era destinato a diventare l’Erede Legittimo.
Ninmah era innamorata di Enlil, un comandante impetuoso.
Venne sedotta da lui; nel suo grembo lui versò il proprio seme.
Dette alla luce un figlio maschio; un figlio nato dal seme di Enlil, i due lo chiamarono Ninurta.
Anu si adirò per questo fatto; come punizione proibì per sempre a Ninmah di essere una sposa!
Ea, per volere di Anu, abbandonò la sua futura sposa, sposò invece una principessa chiamata Damkina.
Un figlio, un erede nacque loro; lo chiamarono Marduk, Colui Che è nato in un Luogo Puro.
In quanto a Enlil, lui ebbe un figlio, ma non dalla sua sposa; non aveva una sposa da mettere al suo fianco.
Fu sulla Terra e non su Nibiru che Enlil si sposò.
E una storia di stupro, di esilio e di amore che porta perdono, e di altri fratelli che erano solo fratellastri.
Era estate sulla Terra, Enlil si ritirò nella sua dimora nella foresta di cedri.
Enlil passeggiava al fresco nella foresta di cedri.
In un fresco ruscello di montagna alcune fanciulle di Ninmah, assegnate al Luogo dell’Atterraggio, facevano il bagno.
Enlil venne incantato dalla bellezza e dalla grazia di una di loro, Sud era il suo nome.
Enlil la invitò nella sua dimora di legno di cedro:
Vieni, dividi con me l’elisir del frutto di Nibiru che qui è maturato! Così le disse.
Sud entrò nella dimora di Enlil, Enlil le offrì l’elisir in una coppa.
Sud bevve, anche Enlil bevve; a lei Enlil parlava di accoppiamento.
La vergine era riluttante. La mia vagina è troppo piccola, non conosce l’accoppiamento! Così diceva a Enlil.
Enlil le parlava di baci, la vergine era riluttante:
Le mie labbra sono troppo piccole, non conoscono il bacio! Così diceva a Enlil.
Enlil rise e l’abbracciò, rise e la baciò; il seme nel suo grembo riversò!
L’atto immorale venne riferito a Ninmah, comandante di Sud.
Enlil, essere immorale!
Dovrai essere giudicato per l’atto da te compiuto! Così disse incollerita Ninmah a Enlil.
I Sette che Giudicano vennero riuniti alla presenza di cinquanta Anunnaki.
I Sette che Giudicano decretarono una punizione per Enlil: che Enlil venga bandito da tutte le città, che venga esiliato in una Terra Senza Ritorno!
A bordo di una camera celeste Enlil dovette lasciare il Luogo dell’Atterraggio; Abgal era il suo pilota.
Enlil venne condotto a una Terra Senza Ritorno, mai più sarebbe tornato!
I due viaggiarono a bordo della camera celeste, verso un’altra terra erano diretti.
Lì, in mezzo a montagne invalicabili, in un luogo di desolazione, Abgal fece atterrare la camera celeste.
Questo sarà il luogo del tuo esilio! Così disse Abgal a Enlil.
Non l’ho scelto per caso! Aggiunse poi. Qui è nascosto un segreto di Enki.
Nella vicina grotta Enki ha nascosto le sette Armi del Terrore, dal Carro Celeste di Alalu le ha rimosse.
Impossessati di quelle armi, con le armi riconquista la libertà!
Così Abgal disse al suo comandante: il segreto di Enki a Enlil aveva così svelato!
Quindi Abgal lasciò il luogo segreto; Enlil restò solo.
Nell’Eden Sud parlò a Ninmah, il suo comandante:
Sono incinta del seme di Enlil, nel mio grembo un figlio di Enlil è stato concepito!
Ninmah riferì le parole di Sud a Enki; era il Signore della Terra, sulla Terra era il supremo!
Convocarono Sud al cospetto dei Sette che Giudicano: Vuoi prendere Enlil come tuo sposo? Così le chiesero.
Parole di consenso lei pronunciò;
Abgal irradiò queste parole a Enlil nel suo esilio.
Dal suo esilio Enlil fu fatto tornare per sposare Sud; con questo gesto Enki e Ninmah gli concessero il perdono.
Sud venne dichiarata sposa ufficiale di Enlil; a lei venne conferito il titolo di Ninlil, Signora del Comando.
Subito dopo nacque il figlio di Enlil e di Ninlil; Nannar, il Luminoso, Ninlil così lo chiamò.
Degli Anunnaki fu il primo a essere concepito sulla Terra.
Il primo dei semi reali di Nibiru a nascere su di un pianeta straniero!
Fu dopo di questo evento che Enki parlò a Ninmah: Vieni con me nell’Abzu!
Al centro dell’Abzu, in un luogo di acque pure, una dimora ho creato.
E abbellita da un metallo lucente, il suo nome è argento, è adornata da una pietra di colore blu cupo, il lapislazzuli.
Vieni Ninmah, resta con me, rinuncia alla tua adorazione per Enlil!
Ninmah viaggiò allora fino all’Abzu, alla dimora di Enki.
Lì Enki pronunciò parole di amore.
Dolci parole le sussurrò, di come si comprendevano bene le parlò.
Sei ancora la mia amata! Così le disse accarezzandola.
La abbracciò, la baciò; per lei il suo fallo si inumidì.
Enki riversò il proprio seme nel grembo di Ninmah. Dammi un figlio maschio! Dammi un figlio maschio! Così invocò.
Lei accolse il seme di lui nel proprio grembo, il seme di Enki la fecondò.
Per lei un giorno di Nibiru equivaleva a un mese sulla Terra, Due giorni, tre giorni, quattro giorni di Nibiru erano come mesi sulla Terra.
Cinque, sei, sette e otto giorni furono completati.
Al nono venne completato il conto della gravidanza; Ninmah era nel travaglio del parto.
La sua creatura venne alla luce: ma era una femmina.
Nell’Abzu, sulle rive del fiume, a Enki e a Ninmah una figlia era nata!
Enki fu deluso dalla nascita della figlia. Bacia la piccola! Così gli ordinò Ninmah. Bacia la piccola!
Enki disse allora al suo visir Isimud: Desideravo un figlio maschio.
Devo avere un figlio maschio dalla mia sorellastra!
Di nuovo lui baciò Ninmah, la afferrò per i fianchi, e il suo seme riversò nel grembo di lei.
Ancora una volta venne fecondata, ancora una volta dette a Enki una femmina.
Un figlio, devo avere un figlio maschio da te! Così Enki le urlò; ancora una volta baciò Ninmah.
Fu allora che Ninmah pronunciò una maledizione contro Enki: che ogni cibo da lui ingerito potesse tramutarsi in veleno nelle sue interiora; che la mascella gli dolesse, i denti gli dolessero, le costole gli dolessero.
Isimud convocò gli Anunnaki, supplicarono Ninmah perché portasse sollievo.
Enki giurò con il braccio alzato di restare distante dalla vulva di Ninmah.
Uno alla volta lei rimosse i suoi malefizi; dalla sua maledizione Enki fu liberato.
Ninmah fece ritorno all’Eden, mai più sarebbe stata sposata; l’ordine di Anu era così rispettato!
Enki convocò sulla Terra la sua sposa Damkina con il loro figlio Marduk.
Ninki, Signora della Terra, le venne concesso come titolo.
Enki ebbe da lei e dalle altre concubine altri cinque figli; ecco i loro nomi:
Nergal e Gibil, Ningal e Ningishzidda, e Dumuzi, il più piccolo.
Enlil e Ninmah convocarono sulla Terra il loro figlio, Ninurta.
Dalla sua sposa Ninlil Enlil ebbe ancora un altro figlio maschio, fratello di Nannar; Ishkur era il suo nome.
In tutto Enlil ebbe tre figli maschi, nessuno nato da concubine.
Sulla Terra si crearono così due clan; le loro rivalità alimentarono guerre.

Questo è ora il racconto dell’ammutinamento degli Igigi, e di come Anzu fu condannato a morte, di come fu punito per aver rubato le Tavole dei Destini.
Dall’Abzu l’oro estratto dalle vene della Terra al Luogo dell’Atterraggio fu trasportato.
Da lì, a bordo di navicelle spaziali, gli Igigi lo trasportavano alla Stazione di Passaggio su Lahmu.
Da quel pianeta, a bordo di Carri Celesti, il prezioso metallo veniva portato su Nibiru.
Su Nibiru l’oro venne ridotto in una sottilissima polvere, venne usato per proteggere la sua atmosfera.
Lentamente nei cieli la frattura si sanò, lentamente Nibiru veniva salvata!
Nell’Eden le cinque città vennero completate.
A Eridu Enki creò una dimora scintillante, la costruì sul suolo, svettante verso l’alto dei cieli.
Come una montagna la fece levare dal terreno, la costruì in un posto adatto.
Lì vi abitava la sua sposa Damkina; lì a suo figlio Marduk Enki insegnava a essere saggio.
A Nibru–ki Enlil stabili un legame Cielo–Terra, era uno spettacolo da ammirare.
Al suo centro era posta un’alta colonna, tanto alta da raggiungere il cielo.
Venne collocata su di una piattaforma che non si può rovesciare.
Così le parole di Enlil potevano raggiungere tutti gli insediamenti, su Lahmu e su Nibiru si potevano udire.
Da lì i raggi venivano irradiati, il cuore di tutte le terre potevano scrutare.
I suoi occhi potevano scandagliare tutte le terre, la sua rete rendeva impossibile che ospiti indesiderati si avvicinassero.
Al centro della casa, elevata in cima alla colonna, vi era una camera come una corona, che fissava i cieli distanti.
Verso l’orizzonte volgeva il suo sguardo, completava lo zenith celeste.
Nella sua camera buia consacrata, la famiglia del Sole era simboleggiata da dodici emblemi.
Sui ME erano registrate le formule segrete del Sole e della Luna, di Nibiru e della Terra e di otto divinità celesti.
Le Tavole dei Destini irradiavano diversi colori nella camera.
Con essi Enlil controllava ogni spostamento.
Gli Anunnaki erano sfruttati sulla Terra, si lamentavano del lavoro e delle loro condizioni.
Mal tolleravano i cicli veloci della Terra, dell’elisir venivano date loro solo piccole porzioni.
Gli Anunnaki erano sfruttati nell’Eden, il lavoro nell’Abzu era ancora più estenuante.
Gli Anunnaki vennero rimandati in squadre su Nibiru, a squadre nuovi ne giungevano.
Gli Igigi, che lavoravano su Lahmu, più di tutti si lamentavano: quando da Lahmu scendevano sulla Terra, sulla Terra chiedevano un luogo ove riposare.
Enli ed Enki scambiarono parole con Anu, consultarono il re:
Che il loro capo venga sulla Terra, discutiamone con Anzu! Così disse loro Anu.
Anzu discese sulla Terra dai cieli, riferì a Enlil e a Enki delle lamentele.
Che Anzu sia informato delle nuove opere! Diceva Enki a Enlil.
Gli mostrerò l’Abzu, tu gli rivelerai il Legame Cielo–Terra!
Alle parole di Enki, Enlil acconsentì.
Ad Anzu Enki mostrò l’Abzu, gli fece vedere il duro lavoro nelle miniere.
Enlil invitò Anzu a Nibru–ki, gli permise di entrare nella sacra camera buia.
Nella parte più interna del santuario spiegò ad Anzu il significato delle Tavole dei Destini.
Ad Anzu venne mostrato quanto facevano gli Anunnaki nelle cinque città.
Promise sollievo agli Igigi che sarebbero giunti al Luogo dell’Atterraggio.
Poi tornò a Nibru–ki per discutere le lamentele degli Igigi.
Anzu era un principe fra i principi, i suoi antenati erano di seme regale.
Quando ritornò al Legame Cielo–Terra, pensieri malvagi riempirono il suo cuore.
Aveva in mente di rubare le Tavole dei Destini.
Progettava in cuor suo di assumere il controllo dei decreti della Terra e del Cielo.
Progettava in cuor suo di spodestare Enlil, il suo fine era di governare sia gli Igigi che gli Anunnaki!
Ignaro di ciò e nulla sospettando Enlil permise ad Anzu di restare all’entrata del santuario.
Ignaro di ciò e nulla sospettando Enlil lasciò il santuario, per rinfrescarsi con una nuotata se ne andò.
Con fine malvagio Anzu si impossessò delle Tavole dei Destini.
Scappò via a bordo di una nave celeste, velocemente si recò alla montagna delle camere celesti.
Lì, nel Luogo dell’Atterraggio, gli Igigi ribelli lo attendevano.
Si preparavano a dichiarare Anzu re della Terra e di Lahmu! Nel santuario di Nibru–ki il fulgore si spense, il ronzio si placò.
Il silenzio avvolse il luogo, sospese erano le formule divine.
A Nibru–ki Enlil era ammutolito, dal tradimento era sopraffatto.
A Enki pronunciò parole colme di rabbia, sugli antenati di Anzu lo interrogò.
A Nibru–ki i capi si riunirono, gli Anunnaki che decretano il fato si consultarono con Anu.
Anzu deve essere catturato, le Tavole devono tornare al santuario! Così sentenziò Anu.
Chi affronterà i ribelli? Chi recupererà le Tavole? Così i capi si interrogavano.
Con le Tavole dei Destini in suo possesso, Anzu è invincibile! Così commentavano.
Ninurta, incoraggiato dalla madre, si fece avanti:
Sarò il guerriero di Enlil, vincerò Anzu! Così disse Ninurta.
Ninurta fece rotta verso il fianco della montagna, intraprese il viaggio per catturare Anzu, il fuggitivo.
Anzu, dal suo nascondiglio, si faceva gioco di Ninurta: le Tavole sono la mia protezione, invincibile ora sono!
Ninurta scagliò contro Anzu dardi di luce; le frecce non riuscirono ad avvicinarsi ad Anzu: tornarono indietro.
La battaglia si placò, le armi di Ninurta non sconfissero Anzu!
Enki allora dette un consiglio a Ninurta: risveglia una tempesta con il tuo Turbine di Vento.
Che la polvere ricopra il volto di Anzu, che le ali del suo uccello del cielo vengano arruffate!
Enlil creò un’arma potente per il proprio figlio, un missile Tillum.
Attaccalo alla tua Arma della Tempesta, quando le ali sono l’una a fianco dell’altra, spara contro Anzu!
Queste istruzioni dette Enlil a Ninurta, suo figlio.
Quando le ali sono l’una a fianco dell’altra, come un fulmine fai volare il missile!
Ancora una volta Ninurta si alzò in volo a bordo del suo Turbine di Vento;
Anzu si levò a bordo del suo uccello del cielo per sfidarlo.
Ala contro ala! Urlò Anzu in preda alla rabbia. Questa battaglia segnerà la tua fine!
Ninurta segui le istruzioni di Enki; con il suo Turbine di Vento sollevò una tempesta di polvere.
La polvere coprì il volto di Anzu, le punte dell’ala del suo uccello del cielo erano esposte.
Al loro centro Ninurta scagliò il missile, un fulgore fiammeggiante avviluppò le punte delle ali di Anzu.
Le sue ali iniziarono a ondeggiare come farfalle; Anzu cadde al suolo.
La Terra tremò e i cieli si oscurarono.
Ninurta fece prigioniero Anzu, caduto al suolo; da lui recuperò le Tavole.
Dalla montagna gli Igigi osservavano la scena.
Allorché Ninurta giunse sul Luogo dell’Atterraggio, essi tremarono e gli baciarono i piedi.
Ninurta liberò il prigioniero Abgal e gli Anunnaki, la sua vittoria ad Anu e Enlil annunciò.
Fece allora ritorno a Nibru–ki, nella sua camera più interna le Tavole furono reinstallate.
La luminosità la pervase di nuovo, il ronzio dei ME nelle Tavole nuovamente si udì.
Per essere giudicato Anzu venne condotto al cospetto dei Sette Che Giudicano.
Enlil e la sua sposa Ninlil, Enki e la sua sposa Ninki, che prima si chiamava Damkina, e i figli Nannar e Marduk erano lì; anche Ninmah era fra i giudici.
Ninurta parlò della sua azione malvagia.
Non vi era giustificazione, che la morte sia la sua punizione! Così disse.
Gli Igigi si lamentavano a ragione, avevano bisogno di un luogo di riposo sulla Terra! Così replicò Marduk.
Con la sua azione malvagia Anzu ha messo in pericolo tutti gli Anunnaki e gli Igigi! Così disse Enlil.
Enki e Ninmah concordavano con Enlil; il maligno doveva essere eliminato! Così dissero.
I sette condannarono Anzu alla morte per esecuzione. Che con un raggio letale il soffio della vita di Anzu sia spento. Che il suo corpo sia lasciato in pasto agli avvoltoi! Così disse Ninurta. Che venga sepolto su Lahmu, in una grotta accanto a quella di Alalu sia posto a riposare! Così suggerì Enki. I due discendevano dallo stesso seme ancestrale! Che Marduk porti il corpo su Lahmu, che Marduk ivi si stabilisca come comandante! Così Enki suggerì ai giudici. Che così sia! Così disse Enlil.

Questo è ora il racconto di come venne fondata Bad–Tibira, la Città del Metallo, e di come, nel quarantesimo Shar, gli Anunnaki si ammutinarono nell’Abzu.
Nel venticinquesimo Shar Anzu venne giudicato e giustiziato.
L’inquietudine degli Igigi si placò, pur rimanendo sempre latente.
Marduk venne inviato su Lahmu, per risollevare lo spirito degli Igigi, per aver cura del loro benessere.
I cambiamenti sulla Terra vennero discussi da Enlil ed Enki, valutarono come evitare disordini sulla Terra.
Le soste sulla Terra sono troppo prolungate, commentavano.
Chiesero consiglio a Ninmah; furono allarmati dal cambiamento della sua espressione.
L’oro deve fluire a Nibiru ancora più velocemente, la salvezza deve essere assicurata più in fretta! Tutti furono concordi.
Ninurta conosceva bene le viscere del pianeta; rivolse parole di saggezza agli anziani:
Che venga creata una Città del Metallo, dove fondere e raffinare il minerale che contiene Toro.
Così dalla Terra si dovranno sollevare carri meno pesanti.
Ogni navicella spaziale potrà così portare più oro, ci sarà anche spazio perchè gli Anunnaki possano far ritorno su Nibiru.
Che coloro che sono stanchi facciano ritorno a Nibiru, che siano sostituiti da forza nuova!
Enli, Enki e Ninmah erano favorevoli al suggerimento di Ninurta.
Anu venne consultato e dette il suo consenso.
Nell’Eden venne progettata la Città del Metallo, Enlil insistette per collocarla in quel luogo!
Venne costruita con materiale proveniente da Nibiru, con strumenti provenienti da Nibiru venne attrezzata.
Tre Shar durò la costruzione, Bad–Tibira venne chiamata.
Ninurta, che aveva dato il suggerimento, fu il suo primo comandante.
Il flusso di oro a Nibiru venne così facilitato e reso più veloce.
Coloro che erano arrivati sulla Terra e su Lahmu all’inizio dei Tempi Remoti.
A Nibiru ora facevano ritorno;
Alalgar, Abgal e Nungal erano fra loro.
I nuovi arrivati che li avevano sostituiti erano più giovani e impazienti.
Ai cicli della Terra e di Lahmu e agli altri rigori non erano abituati.
Su Nibiru, da dove erano giunti, la frattura nell’atmosfera si stava sanando.
I giovani non conoscevano le grandi calamità sul pianeta e nei suoi cieli.
Erano entusiasti in particolare dell’eccitazione e dell’avventura legata alla missione dell’oro!
Come previsto da Ninurta, vennero consegnati i minerali provenienti dall’Abzu.
Vennero fusi e raffinati a Bad–Tibira, e vennero infine inviati a Lahmu a bordo di navicelle spaziali.
Da Lahmu, Toro puro venne consegnato a Nibiru a bordo di Carri Celesti.
Come previsto da Ninurta, Poro fluì dall’Abzu fino a Nibiru.
Ciò che non era stata previsto era la rivolta dei nuovi Anunnaki sfruttati nell’Abzu!
A dire la verità Enki non prestava attenzione a quanto accadeva intorno a lui.
Nell’Abzu la sua attenzione era focalizzata su altre cose.
Nell’Abzu restò affascinato da tutto ciò che vi cresceva e viveva.
Desiderava conoscere e comprendere le differenze fra ciò che vi era su Nibiru e ciò che vi era sulla Terra.
Desiderava scoprire in che modo le malattie erano causate dai cicli della Terra e dell’atmosfera.
Eresse perciò nell’Abzu, accanto alle acque zampillanti, un luogo meraviglioso per studiare.
Lo attrezzò con ogni sorta di strumenti e di equipaggiamento.
Chiamò il luogo Casa della Vita, vi invitò suo figlio Ningishzidda.
Forgiarono insieme formule sacre, minuscoli ME, che possedevano i segreti della vita e della morte.
Cercarono di svelare i misteri della vita e della morte delle creature della Terra.
Enki era affascinato in particolare da alcune creature.
Vivevano fra gli alberi alti, usavano le zampe anteriori, come se fossero mani.
Nell’alta vegetazione della steppa si vedevano strane creature; sembravano camminare in posizione eretta.
Enki era assorto in questi studi; non notava perciò quanto stava accadendo fra gli Anunnaki.
Il primo ad accorgersene fu Ninurta: osservò una diminuzione dell’estrazione del minerale aureo a Bad–Tibira.
Enlil inviò allora Ninurta nell’Abzu, per scoprire quanto stava succedendo.
Ennugi, il Capo Ufficiale, lo accompagnò agli scavi.
Con le proprie orecchie udì le lamentele degli Anunnaki.
Dicevano calunnie e si lamentavano, degli scavi si lagnavano.
La fatica è insopportabile! Così dissero a Ninurta.
Ninurta riferì a suo zio Enki. Che sia convocato Enlil! Così disse Enki.
Enlil giunse allora nell’Abzu, venne ospitato in una dimora nei pressi delle miniere.
Provochiamo Enlil nella sua dimora! Così urlarono gli eroi minatori.
Che ci sgravi dal lavoro pesante!
Dichiariamo guerra, con le ostilità guadagnandoci il riposo! Così altri urlarono.
Gli Anunnaki della miniera dettero ascolto alle parole di incitamento, incendiarono i loro strumenti, dettero fuoco alle asce.
Attaccarono Ennugi, il Capo Ufficiale della Miniera, lo catturarono nelle gallerie della miniera.
Lo trascinarono con loro, si fecero strada fino alla porta dell’eroe Enlil.
Era notte, a metà del turno di guardia.
Circondarono la casa di Enlil, come torce brandivano i loro attrezzi in fiamme.
Kalkal, il guardiano del cancello, sprangò la porta e Nusku si svegliò.
Nusku, visir di Enlil, svegliò il suo padrone, lo fece alzare dal letto e così gli parlò:
Mio signore, la tua casa è circondata, Anunnaki in rivolta sono giunti alla tua porta!
Enlil convocò Enki, Enlil convocò Ninurta alla sua presenza:
Cosa vedono i miei occhi!
E contro di me che si ribellano?
Così diceva loro Enlil: Chi è l’istigatore di queste ostilità?
Gli Anunnaki restarono compatti: Ciascuno di noi ha dichiarato guerra!
La fatica eccessiva ci ha distrutti, troppo pesante era il lavoro, troppa la sofferenza! Ecco cosa dissero a Enlil. Enlil irradiò notizia dell’accaduto ad Anu.
Di cosa è accusato Enlil? Così chiese allora Anu. Non è Enlil, bensì è il lavoro a creare probemi!
Così riferì Enki ad Anu. Ogni giorno levavano grandi lamenti, li sentivamo bene! L’oro si deve estrarre! Diceva Anu.
Il lavoro deve continuare! Liberate Ennugi per poterlo consultare!
Così disse Enlil agli Anunnaki ostili. Ennugi venne liberato; così parlò allora Ennugi ai capi: Da quando il calore sulla Terra è aumentato, la fatica si è fatta atroce, insopportabile! Che i ribelli facciano ritorno a Nibiru, che nuovi eroi arrivino in vece loro! Così disse Ninurta. Sai forse creare nuovi attrezzi? Chiese Enlil a Enki.
Così da evitare agli eroi la permanenza nei tunnel? Convochiamo mio figlio Ningishzidda, desidero consultarmi con lui! Rispose allora Enki. Convocarono Ningishzidda, giunse dalla Casa della Vita. Enki si consultò con lui, fra loro scambiarono parole. Una soluzione c’è! Così asserì Enki: Lasciateci creare un Lulu, un Lavoratore Primitivo, che sia lui a portare il giogo. Che sia lui a sopportare le fatiche degli Anunnaki! I capi assediati erano stupefatti, erano davvero ammutoliti. Chi aveva mai sentito di un Essere creato ex–novo, di un lavoratore in grado di svolgere il lavoro degli Anunnaki? Convocarono Ninmah, colei che sapeva molte cose sulla guarigione e sul soccorso. Le ripeterono le parole di Enki:
Chi ha mai sentito una cosa del genere? Così le chiesero.
Nessuno ne ha mai sentito parlare! Così disse ad Enki.
Tutti gli esseri sono discesi da un seme. Nel corso del tempo un essere si è sviluppato da un altro, nessuno è mai nato dal nulla! Hai ben ragione mia cara sorella! Disse Enki, sorridendo. Rivelo a tutti voi un segreto dell’Abzu: l’Essere di cui avete pronunciato il nome esiste già! Bisogna soltanto fissargli sopra la nostra immagine, l’immagine degli dèi. Un Lulu, un Lavoratore Primitivo, sarà così creato!
Così disse loro Enki. Prendiamo perciò una decisione, date la benedizione al mio piano: che sia creato un Lavoratore Primitivo, che sia creato grazie al segno della nostra essenza!.
 

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