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mercoledì 16 settembre 2015

LEGAME TRA MESOPOTAMIA E CENTRO-SUD AMERICA

(Estratto da: “Il fenomeno Nibiru vol.1 – le conferme”-di Alessandro Demontis)...

-L' autore russo Zecharia Sitchin afferma senza lasciare addito a dubbi e senza mezzi termini che la civiltà mesoamericana é nata in seguito agli spostamenti di alcune divinità mediorientali, gli Anunnaki, con un gruppo di uomini portati da Sumer e dall’ Africa. Sitchin si spinge inoltre fino a dichiarare che in realtà ci furono ben 2 serie di flussi migratori.Una diede origine alla figura di Viracocha, l’ altra alla figura di Quetzalcoatl, descritti il primo come un uomo di altissima statura con la pelle bianca e la barba lunga, con un bastone che ‘scaglia lampi e tuoni’, e il secondo come il ‘serpente alato’ di altissima statura, padrone del segreto del tempo. Entrambi secondo le leggende tolteche e azteche vennero dal mare. Mi sembra opportuno spendere un po’ di tempo a parlare di queste due figure, due divinità di secondo piano nella cultura mesopotamica, che furono invece le maggiori divinità per le culture mesoamericana e sudamericana.L' identificazione di questi personaggi é legata soprattutto alla loro iconografia. Nel caso di Ningishzidda/Quetzalcoatl ci sono anche dei tratti mitologici comuni, come l' attribuzione a entrambe queste divinità di un ruolo centrale nella nascita dell'uomo e nella sua istruzione. Ningishzidda era un dio pacifico rappresentato da 2 serpenti incrociati, e quando nelle icone assumeva figura umana aveva due serpenti cornuti che spuntavano dalle sue spalle. Era un abile ingegnere, tanto che il re Gudea ci lascia una tavoletta in cui racconta di un suo sogno nel quale Ningishzidda compare tra le 3 divinità che gli danno le istruzioni per costruire il Girsu e l' Eninnu, rispettivamente il recinto sacro e il tempio di Lagash dedicati a Ninurta. Era chiamato anche 'il falco degli dei', il ché conferiva al giovane dio un accostamento agli uccelli e al volo. In questa veste in Mexico é il 'serpente piumato' Quetzalcoatl, che istruisce l' uomo e gli insegna a scrivere, a costruire, etc. Ishkur era invece un dio belligerante, rappresentato come una figura barbuta in piedi su un toro, con in mano dei fulmini o un tridente, e nell' altra mano spesso una scure o ascia. Gli stessi attributi descrivono Viracocha, rappresentato con 2 fulmini in mano, e con una scure. Il primo re della civiltà Inca di Cuzco, Manco Capac IV, dedito al culto di Viracocha, é rappresentato proprio con in mano la scure d' oro del dio. Capac IV era discendente del primo Manco Capac il quale aveva fondato Cuzco (da alcuni calcoli si arriva a una data intorno al 2400 a.C.). Secondo la leggenda Viracocha in persona gli diede questo strumento ordinandogli di fondare una città dove questo oggetto si fosse conficcato nel terreno. Stabilitisi in tempi diversi nel continente americano, ognuno di questi dei presiedeva alla civiltà di una diversa zona. Quetzalcoatl in Mexico, dove troneggia l' effige del serpente in moltissime costruzioni civili e religiose (ricordiamo tra le più famose La Venta, Tollan, Teotihuacan, Xochicalco, Chichen Itzà); e Viracocha nel Perù dove, sulla costa a strapiombo sul mare, troneggia ancora la Candelabra delle Ande, un 'megaglifo' rappresentate un tridente del tutto uguale a quello che viene mostrato in tante effigi raffiguranti Ishkur. Interessante notare anche che il nome Ish.Kur é stato oggetto di diverse controversie. Se KUR in sumero significa chiaramente ‘Montagna’, la radice ISH non é sumera ma accadica derivante da Isha = Signore. La lettura di Ish.Kur come nome accadico (Signore della Montagna) rimanda subito alle montagne della regione del Zagros poste sotto il suo dominio, ma anche al terreno montuoso ai limiti tra Perù e Bolivia in cui sorse il mito di Viracocha. Anche la datazione ipotizzata per il trasferimento di Ishkur in Perù, circa il 2400/2100 a.C., é coerente con l’ accadicità del nome di questa divinità. Il più grande problema nel divulgare questa derivazione della cultura mesoamericana da quella mesopotamica sta nella difficoltà che la gente incontra nell' accettare un contatto tra queste due popolazioni. La storia ufficiale ci dice che le più antiche popolazioni mesoamericane civilizzate risalgono a circa il 1400 a.C., nonostante alcuni 'codici' scritti all' epoca della conquista spagnola, sostengano chiaramente che varie città, come Cuzco in Perù e Tlatilco in Mexico, erano già abitate 4000 anni prima della stesura del codice stesso. Ciò porterebbe una datazione di circa il 2500 a.C., una datazione che gli studiosi ortodossi non prendono nemmeno in considerazione. Molti studiosi negano che ci sia mai stato un contatto tra queste culture visto che quella sumera-accadica nel 1400 a.C. era ormai sparita lasciando spazio a quella babilonese-assira, che aveva un sistema cuneiforme diverso dal sumero.E’ ovviamente impossibile stabilire delle date esatte in cui questi personaggi arrivarono nel centroamerica, tuttavia da alcuni reperti e dalle leggende, mettendo in parallelo le datazioni dei 5 soli con le date ipotizzate da Sitchin come passaggi del pianeta Nibiru in prossimità del nostro (evento in seguito al quale, secondo Sitchin, corrisponde sempre uno sviluppo della civiltà sulla terra), possiamo stabilire delle date indicative.Sitchin, come tanti altri autori, data il diluvio intorno all’ 11.000 a.C. con uno scarto di circa 600 anni dalla data di fine del primo sole (che appunto terminò con un terrificante diluvio). Stabilita un' orbita di Nibiru di 3600 anni, Sitchin evidenzia queste date:
 
·Diluvio universale: 11000 a.C.
·Ingresso nel mesolitico e regno di Osiride: 7400 a.C.
·Ingresso nel neolitico e nascita di Sumer: 3800 a.C.

 
Oltre a queste date Sitchin stabilisce, in base ad altri
scritti prevalentemente sumeri e accadici:
 
·Costruzione delle piramidi e della sfinge: circa 10500 a.C.

·Espulsione di Ra e inizio del dominio di Thot – adozione del    calendario lunare: 8000 a.C.

·Ritorno di Ra in Egitto deponendo Thot: circa 3200 a.C.

·L’ Egitto sotto Ra adotta il calendario solare: circa 3150 a.C.
 
A questo punto possiamo incrociare le date e notare alcune singolarità. Cronologicamente partendo dalle date più vicine a noi, abbiamo nello stesso arco di tempo l’ inizio del quarto sole nel 3509 a.C., la nascita delle civiltà di Sumer intorno al 3800 a.C., la deposizione di Thot dall’ Egitto e il consecutivo esilio intorno al 3200 a.C., la nascita del calendario del lungo conto nel 3113 a.C. Questa successione di date sembra mettere in risalto una ‘dipendenza’ della civiltà mesoamericana da quella mediorientale (sumera e egiziana in particolare). Ricordiamo che Sitchin identifica la figura di Thot nel dio sumero Ningishzidda, figlio di Enki e fratelllo di Marduk. Marduk stesso non sarebbe altri che Ra. Ningishzidda, di stirpe enkita, era raffigurato dall’ effige del serpente, o spesso di due serpenti incrociati. Era, come tutti gli Anunnaki, un dio di ‘immane statura’ e ‘dalla pelle splendente’ e con una folta e lunga capigliatura e barba. Un inno babilonese chiamato ‘Inno alle case degli dei’ recita:
 
“Your prince is the prince whose pure hand is outstretched, whose luxuriant and abundant hair flows down on his back – the lord Ningishzidda” - (Il tuo principe é colui le cui pure mani sono tese, il cui lussuosi e abbondanti capelli fluiscono sulla sua schiena – il signore Ningishzidda).
 
Ora, evidenziando i caratteri descrittivi dei personaggi e gli incroci delle date, si può ipotizzare quanto segue:
 
·Fiorisce la civiltà a Sumer intorno al 3800 a.C.
 
·Stanziamenti di lavoratori dal medioriente fino in mesoamerica tra il 3800 e il 3509 a.C.
 
·Deposizione da parte di Ra/Marduk nei confronti di Thot/Ningishzidda, ed esilio di questi e dei suoi seguaci umani nel centroamerica – nascita della figura di Quetzalcoatl – intorno al 3200 / 3150 a.C. 

·Nascita del primo calendario mesoamericano nel 3113 a.C.
 
Ma abbiamo qualche genere di conferma, in qualsiasi ambito scientifico, in modo da non doverci basare solo sul mito e sugli incroci di date, di un simile legame tra le due culture / zone del globo? Ne abbiamo eccome. Prima però diamo uno sguardo, nelle tavole seguenti, ad alcune rappresentazioni delle due divinità che abbiamo appena discusso e ai loro attributi.





















IL VASO FUENTE MAGNA:
Fuente Magna é una località nei pressi di Chua, sulle sponde del lago Titicaca, a 80km da La Paz. Nel 1992 una spedizione a Chua scoprì un vaso, rinvenuto da un contadino locale decenni prima, che aveva la particolarità di essere coperto di iscrizioni e di glifi. Foto di questo vaso vennero mandate a consulenti linguistici che affermarono senza ombra di dubbio né possibilità di smentita che si trattava di scrittura cuneiforme Sumera. Tra i vari esperti che si sono cimentati nello studio del vaso, due sono i casi più eclatanti: Il prof. Alberto Marini, nel suo trattato “A sumerian inscription of the Fuente Magna” (1985 – pubblicato sul Vol. 13 del Epigraphic Society Occasional Papers), ne fece una traduzione sostenendo si trattasse di lingua sumera; Il prof. Clyde Winters fornì una datazione ancora precedente catalogandolo come Proto-Sumero. Winters notò la somiglianza con alcuni glifi in uso dalle popolazioni del Sahara già 5000 anni fa, e riuscì a fornire una traduzione della parte interna del vaso.

Nel suo documento “Deciphrement of the cuneiform writing on the Fuente Magna bowl” Winters specifica di essersi servito, per l’ analisi dei glifi e per le traduzioni, esclusivamente di materiale ufficialmente riconosciuto:
 
       To translate the cuneiform I used Samuel A. B. Mercer’s,
     Assyrian grammar with chrestomuthy and glossary
     (AMS Press,1966) to compare the signs found
      on the Fuente bowl with the cuneiform syllabary.
     To read the Sumerian text I used John L. Hayes,
A Manuel of Sumerian: Grammar and tex
(Udena Publications, 2000)
and John A Halloran, Sumerian Lexicon

Qui di seguito riporto la traduzione del pannello interno al vaso, come arrangiata da Clyde Winters. Egli però fornisce solo la traduzione del testo senza riportare gli effettivi termini sumeri corrispondenti, allora mi son preso la briga di cercarli per offrire uno schema il più completo possibile. Nella serie di versi qui sotto dunque ho riportato in grassetto il testo come redatto da Winters, tra parentesi la dicitura 'SUM:' con i termini sumeri esatti corrispondenti come identificabili dal Sumerian Lexicon di Halloran, e dopo le parentesi la traduzione fornita da Winters.
 
1. Pa ge gi – (sum: pàd ge2,6 gin) = Girls take an oath to act justly (this) place
 
2. Mi lu du – (sum: mì lu dùg) = (This is) a favorable oracle of the people
 
3. I mi ki – (sum: i mì kìd) = Send forth a just divine decree
 
4. Me su du – (sum: me su du10) = The charm (is) full of Good
 
5. Nia po – (sum: n/a - Nin ash?) = The (Goddess) Nia(sh) is pure
 
6. Pa – (sum: pàd) = Take an oath

7. Mash – (sum: shu mash) = The Diviner
 
8. Nia mi – (sum: Nia mì) = The divine decree of Nia
 
9. Du lu gi – (sum: dur lu zid) = to surround the people with Goodness
 
10. Ka me lu – (sum: kal mì lu) = Value the people's oracle
 
11. Zi – (sum: zi) = The soul
 
12. Nan na pa-I – (sum: nam pà…é) = appear as a witness to the Good
 
Dopo aver fornito la traduzione dei tre ‘pannelli’ del vaso, Winters fa la seguente osservazione:
 
“The cuneiform writing was interesting for two reasons. First, we find that these panels have proto-Sumerian symbols mixed with the cuneiform symbols. Secondly, whereas, the wedges of most Sumerian cuneiform text point leftward, the wedges of the Fuente cuneiform signs point rightward. This may result from the fact that in the Fuente text , the letters are read from right to left, instead of left to right like the cuneiform text from Mesopotamia. The passage on the cuneiform panels of the Fuente Bowl seems to be very similar to the Proto-Sumerian inscription on the right side of the bowl.”
 
Il vaso di Fuente Magna rimane a tutt’ oggi il più evidente caso di testimonianza dell’ incontro tra due culture che, stando alla storia ufficiale, non avrebbero nemmeno potuto mai sapere ognuna dell’ esistenza dell’ altra.
 

-FENICI ED ELAMITI IN PERU' E BOLIVIA- 
Tra gli anni ’80 e ’90 un gruppo di ricerca guidato dal dottor Bernardo Victor Biados Yacovazzo, direttore dell’ Istituto di studi sulla scrittura precolombiana di LaPaz , e dal professor E.F. Legner della University of California, ha esaminato decine di località nel Perù e in Bolivia alla ricerca di documentazione archeologica che potesse chiarire alcuni misteri sulle culture precolombiane. Il risultato dei loro studi, e il materiale raccolto, sono disponibili nel loro sito (http://www.faculty.ucr.edu/~legneref/biados/texts/brazilph.htm – purtroppo tutto in spagnolo) ricco di immagini assolutamente controverse. Il materiale ritrovato presenta segni inconfutabili di contatto tra le civiltà elamita, fenicia, babilonese, sumera e quella mesoamericana. Oltre al già citato reperto di Fuente Magna, il sito del dottor Yacovazzo riporta foto e analisi dei monumenti di Pokotia, di Tiwanaku, strane incisioni in pietra, e una serie di immagini che comparano la scrittuta sudestasiatica, fenicia, e boliviana. Vengono riportati anche esempi di steli e di iscrizioni ritrovate in Bolivia in scrittura logosillabica o cuneiforme, tipiche del medioriente/egitto, e in caratteri semiti somiglianti al protoebraico. Il lavoro del dottor Yacovazzo é molto importante perchè, come già quello di Winters, non é assolutamente legato alle teorie di Sitchin, eppure ne confermano molti punti essenziali, in termini di scenario e datazioni. Nel suo sito Yacovazzo fornisce una tabella comparativa dei glifi rinvenuti, con la analisi delle somiglianze dei significati. La comparazione é riportata nell' immagine seguente:
PIRAMIDI,ZIGGURAT,ALLINEAMENTI,SFINGI E SERPENTI
Si é fatto un grande studio e si son scritti centinaia di libri sulle piramidi egiziane, quelle azteche, e le ziggurat mesopotamiche. Pochi libri però hanno esaminato le corrispondenze dell’ orientamento di questi monumenti l’ uno rispetto all’ altro. Quasi tutti gli autori si fermano all’ allineamento che questi monumenti presentano con la levata eliaca, con una particolare stella o costellazione, coincidenze comunque da non sottovalutare ma tutto sommato finora accettate (e nemmeno sempre né da tutti) sostenendo che popoli di diversi luoghi e tempi possono comunque aver avuto la stessa idea nel prendere le stelle come punto di riferimento immutabile per il calcolo del tempo, o per la progettazione di opere civili. Sull’ allineamento di questi monumenti tra di loro, e su analogie tra i singoli monumenti, pochissimi hanno indagato. E’ poco noto, per esempio, che se congiungiamo con una retta l’ Esagila, il centro del complesso di Giza, e il complesso delle Piramidi del Sole e della Luna azteche, questi 3 punti deviano dalla retta immaginaria di meno di 1°.
Sempre in linea retta si trovano Bad Tibira (il centro metallurgico mesopotamico in epoca sumera), il complesso di Giza, e il MachuPichu, l’ antica Tampu Toco, centro metallurgico peruviano. Nell’ immagine poco sopra ho evidenziato anche Stonehenge. Come é legato agli altri centri? Ebbene la prima fase di Stonehenge era costituita da una cinquantina di buche disposte a cerchio, chiamate ‘buche di Aubrey’, e di sette pietre verticali. Sei disposte a cerchio e una leggermente discostata indietro, la HeelStone. Troviamo una costruzione esattamente corrispondente nei pressi del Girsu dedicato a Ninurta: sei pietre verticali in cerchio e una leggermente più retrostante. Collegando il Girsu di Lagash a Stonehenge e mirando verso Giza arriviamo come prolungamento, a Teotihuacan. Lo scarto é meno di 1 grado. Riassumento abbiamo:
 
– Lagash: il Girsu con 7 pietre a cerchio (2100 a.C. circa)
 
– Stonehenge (prima fase): 7 pietre a cerchio (2900 a.C. circa)
 
– Giza: 3 piramidi, 2 in linea retta e 1 spostata a sinistra (10500 a.C. circa secondo Sitchin – 2500 a.C. circa secondo gli egittologi)
 
– Teotihuacan: 3 construzioni, 2 in linea retta e 1 spostata a sinistra (3000 a.C. circa)
 
Perchè evidenziare queste analogie? Il comune denominatore di queste 4 costruzioni ci viene dall’ analisi dell’ importanza, nelle 4 civiltà implicate (egiziana, sumera, precelte e mesoamericana) della stessa ricorrente figura: il serpente. Come abbiamo visto, a Sumer il serpente era l’ effige distintiva della fazione enkita, prevalentemente di Enki e suo figlio Ningishzidda. Ciò che é poco documentato invece é il ricorrere del serpente anche nella cultura preceltica, una ricorrenza che a noi é arrivata da alcune rappresentazioni del dio Cernunnos. Egli infatti era spesso rappresentato con l’ attributo sacro del serpente, come vediamo nell' immagine qui sotto.
Tracce del culto del serpente in Bretagna e nel nord Europa sono descritte nel lavoro multidisciplicare di Balaji Mundkur intitolato “The cult of the serpent: an interdisciplinary survey of its manifestations”. Per quanto riguarda le altre culture coinvolte abbiamo già visto alcune ricorrenze del serpente, ora analizziamone alcune altre. Le sfingi e i visi dei vasi canopi egiziani e le sfingi maya/azteche (in questa foto il volto di uno dei 'Gemelli' mexicani), entrambe con volto umano, presentano lo stesso tipo di copricapo che arriva fino al collo, inciso con ‘scanalature’ orizzontali.
Entrambi i tipi di copricapo hanno sulla fronte un serpente. Ciò é perfettamente coerente con l’ identificazione che Sitchin fa dei personaggi Ningishzidda/Quetzalcoatl. I copricapo egiziani mostrerebbero un serpente in nome di Thot, identificato da Sitchin nella divinità sumera Ningishzidda, di stirpe enkita e quindi rappresentato dal serpente (come Enki e Marduk), e quelli maya in nome di Quetzalcoatl, il ‘serpente piumato’ venerato da aztechi, maya e incas, anch’ egli ricondotto alla figura di Ningishzidda/Thot.
Si é detto in tantissimi libri che le 3 piramidi di Giza rispecchiano la disposizione della cintura di Orione, come a voler duplicare in terra una struttura stellare in cui gli antichi egizi identificavano la casa di Osiride, il Duat, secondo il principio: come é nel cielo così in terra. Questo allineamento però non é il solo meritevole di nota. C’ é un altro allineamento che lega indissolubilmente il complesso di piramidi di Giza con quello di Teotihuacan. In entrambi i casi abbiamo 2 costruzioni maggiori che giaciono allineate in linea retta (piramide di Cheope e di Kefrem a Giza, piramide e complesso di Quetzalcoatl e piramide della Luna a Teotihuacan), e una minore che giace leggermente a sinistra di questa retta immaginaria (piramide di Micerino a Giza e piramide del Sole a Teotihuacan). Nel caso di Teotihuacan abbiamo una angolazione di 18°, mentre nel caso di Giza 13°. Entrambi i siti hanno riferimenti astronomici e sono dediti al culto dei morti: da Giza (Rosteau) il ka del faraone inizia il suo viaggio verso il Duat. Teotihuacan rappresenta il ‘sentiero dei morti’, il viale che corre affianco alle costruzioni viene ancora chiamato ‘corridoio dei morti’. Il sito di Teotihuacan é legato al culto di Quetzalcoatl, quello di Giza a Thot, entrambi legati alle figure del serpente e dell’ uccello:

- Quetzalcoatl: il serpente alato
 
- Thot: testa di ibis con sopra un serpente
 
- Thot corrisponde al greco Hermes, il cui simbolo, il caduceo, contiene i due serpenti intrecciati e il cui elmo ha ali di uccello.
 
Di seguito possiamo vedere gli allineamenti di Teotihuacan e di Giza comparati.
Errori(?) comuni
Sia in Mesopotamia, sia in Egitto che nel centro America sono stati trovati dei bassorilievi e delle sculture che presentano lo stesso enigmatico ‘errore’. Raffigurano divinità o personaggi con 2 mani sinistre. In un primo momento da alcuni scrittori la cosa fu interpretata come un ‘errore di prospettiva’ dovuto al non riuscire a
rappresentare correttamente nella stessa figura le due mani disposte una col palmo verso chi guarda, e l’ altra con il dorso. Si tratta però di una spiegazione che non sta in piedi, inquanto chi ha prodotto queste sculture e questi rilievi ha anche realizzato colossali opere architettoniche con parallelepipedi di pietra pesanti dalle 2 alle 200 tonellate, riuscendo a orientarli, inciderli ed allinearli perfettamente. Prova di un concetto di prospettiva davvero fenomenale e preciso. Sarebbe inoltre troppo azzardato supporre che 2 civiltà distanti (ufficiamente) oltre 3000 anni e 6000 km tra loro, abbiano avuto lo stesso ‘problema di prospettiva’.
Attualmente pochissimi libri trattano questo argomento. Questi reperti non sono quasi mai citati né raffigurati e le rare volte che lo sono vengono definiti ‘inspiegabili coincidenze’.

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