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martedì 30 giugno 2015

Il REGNO DI CRONO

La prima cosa che fece Crono fu quella di liberare i suoi fratelli dalla prigionia alla quale il padre li aveva relegati ad eccezione dei Ciclopi e degli Ecatonchiri nei confronti dei quali nutriva seri dubbi sulla loro lealtà nei suoi confronti. Questo, da parte sua, fu un errore che negli anni a venire gli sarebbe costato molto caro. Ma i Titani proclamarono Crono signore dell'universo.
Nella tradizione orfica, Crono è il primo Dio che ha regnato sul cielo e sulla terra, ha portato alle leggende dell'età dell'oro. Si raccontava in Grecia che, in quei tempi lontanissimi, egli regnasse ad Olimpia. In Italia, in cui Crono è stato identificato con Saturno, si poneva il suo trono sul campidoglio. Gli si attribuiva il regno dell'Africa, della Sicilia e, in genere, di tutto l'occidente mediterraneo. Più tardi, quando gli uomini erano diventati malvagi, con la generazione del bronzo e soprattutto del ferro, Crono era risalito al cielo.Esiodo raccontava un mito relativo alle differenti razze che si sono succedute dall'origine dell'umanità: oro, argento, bronzo e ferro, per esprimere il progressivo svilimento della razza umana. A queste quattro ne aggiunse una quinta, quella della stirpe divina degli uomini-Eroi che precede l'ultima età, quella del ferro, come estremo tentativo di recupero prima dell'inevitabile caduta finale. All'inizio, quindi, c'era una razza d'oro. Si era nel periodo in cui Crono regnava ancora in Cielo. Gli uomini vivevano allora come gli dei, liberi d'affanni, al riparo dalle fatiche e dalla miseria, non conoscevano la vecchiaia ma trascorrevano i giorni sempre giovani tra i banchetti e le feste; giunto il tempo di morire, si addormentavano dolcemente; non erano sottomessi alla legge del lavoro, tutti i beni appartenevano a loro spontaneamente, la terra produceva naturalmente abbondante raccolto ed essi, in mezzo ai campi, vivevano in pace. Crono scelse Rea, sua sorella, come sposa e insieme governarono sugli dei e sugli uomini. Ma la sua tranquillità fu minata da un triste vaticinio. Poichè Urano e Gaia, depositari della saggezza e della conoscenza dell'avvenire, gli avevano predetto che sarebbe stato detronizzato da uno dei suoi figli. Terrorizzato, per tentare di ingannare il destino, iniziò a divorare i suoi figli non appena nascevano, tenendoli così prigionieri nelle sue viscere. Così generò e successivamente divorò Estia, Demetra, Era, Ade e Poseidone. Adirata per vedersi privata in tal modo di tutti i suoi figli, Rea, incinta di Zeus, fuggì a Creta e qui partorì segretamente. Poi, avvolgendo un masso con panni, lo diede a Crono perchè lo divorasse. Egli lo inghiottì senza accorgersi dell'inganno.Nel frattempo il piccolo Zeus era stato portato in una caverna del monte Ida nell'isola di Creta e affidato alle cure della ninfa Amaltea che possedeva una capra che aveva due capretti la quale costituiva l'orgoglio del suo popolo per le superbe corna ricurve all'indietro e per le mammelle ricche di latte, degne di allattare il grande Zeus.
Un giorno la capra si spezzò un corno urtando contro un albero perdendo metà della sua bellezza. Il corno fu raccolto da Amaltea che lo ricolmò di frutta ed erbe e lo donò a Zeus. Zeus una volta diventato il re degli dei, pose Amaltea fra le costellazioni e rese fecondo il corno che ancor oggi porta il suo nome, cornucopia (dal latino "cornu=corno" e "copia = abbondanza").Anche l'ape Panacride nutriva Zeus dandogli il miele ed un'aquila gli portava ogni giorno il nettare dell'immortalità. I suoi pianti erano coperti dai Cureti che battevano il ferro per impedire ad alcuno di sentire i suoi vagiti.
Quando fu adulto, Zeus, aiutato da Meti, una delle figlie di Oceano, fece assorbire a Crono una droga che lo costrinse a vomitare tutti i figli divorati. Questi, guidati dal loro giovane fratello Zeus, dichiararono guerra a Crono, che aveva come alleati i suoi fratelli Titani. La guerra durò dieci anni, e un'oracolo della terra promise infine la vittoria a Zeus se avesse preso come alleati gli esseri fatti un tempo precipitare da Crono nel Tartaro. Zeus li liberò e riportò la vittoria. Allora Crono e i Titani furono incatenati al posto degli Ecatonchiri, che divennero i loro guardiani.
 



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