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venerdì 12 giugno 2015

IL DIO "ENLIL" LA SECONDA DIVINITA' PIU' POTENTE DEL PANTHEON SUMERICO

EN.LIL, il cui nome significava "signore dello spazio aereo"; egli era dunque prototipo e progenitore dei successivi "dèi delle tempeste" che sarebbero stati al vertice degli altri pantheon del mondo antico. Egli era il figlio maggiore di Anu, nato nella dimora celeste di suo padre. Ad un certo punto, però, in epoca antichissima, era disceso sulla Terra, diventando così il principale Dio del Cielo e della Terra. Quando gli dèi si riunivano nella dimora celeste, Enlil presiedeva l'assemblea a fianco del padre; quando invece gli dèi si riunivano sulla Terra, lo facevano alla corte di Enlil, nel sacro recinto di Nippur, la città consacrata a Enlil, nella quale sorgeva il suo tempio principale, I'E.KUR ("casa simile a una montagna"). Non soltanto i Sumeri, ma anche gli stessi dèi di Sumer consideravano Enlil la divinità suprema. Lo chiamavano "sovrano di tutte le terre" e dicevano che «in Cielo egli è il principe; sulla Terra è il capo». La sua «parola lassù fa tremare  i cieli, quaggiù sconquassa la terra»:

Enlil,
il cui comando giunge lontano;
la cui "parola" è potente e sacra;
il cui pronunciamento è immutabile;
lui che fissa i destini fino a un lontanissimo futuro...
Gli Dèi della Terra si inchinano volentieri davanti a lui;
gli Dèi del Cielo che stanno sulla Terra
si umiliano davanti a lui;
obbediscono fedelmente ai suoi ordini.

I Sumeri credevano che Enlil fosse arrivato sulla Terra ben prima che questa venisse popolata e civilizzata. Un Inno a Enlil, il grande benefattore elenca i molti aspetti della società e della civiltà che non sarebbero mai esistiti se non fosse stato per Enlil, che aveva dato istruzioni precise, pretendendo che «si eseguissero i suoi ordini, sempre e comunque». Non si sarebbero costruite case, né centri abitati; nessuna stalla, nessun ovile avrebbe mai visto la luce; non sarebbero nati re, né sommi sacerdoti. I testi sumerici affermavano anche che Enlil sarebbe arrivato sulla Terra prima del "popolo dalla testa nera" (il soprannome che i Sumeri davano al genere umano). In quell'epoca preumana Enlil aveva eretto Nippur come suo centro, o "luogo di comando", nel quale Cielo e Terra erano unite da un certo "legame". I testi chiamano questo legame DUR.AN.KI ("legame Cielo-Terra") e usano un linguaggio poetico per descrivere i primi atti di Enlil sulla Terra:

Enlil,
quando segnasti i confini
degli insediamenti divini sulla Terra,
erigesti Nippur come tua città.
La Città della Terra, la superba,
il tuo luogo puro dove l'acqua è dolce.
Tu fondasti il Dur.An.Ki
al centro dei quattro angoli del mondo.

In quei giorni, quando soltanto gli dèi abitavano Nippur e l'uomo non era ancora stato creato, Enlil incontrò la dea che sarebbe poi divenuta sua moglie. Secondo una versione, Enlil la vide mentre faceva il bagno, nuda, nel fiume di Nippur. Fu amore a prima vista, ma non necessariamente finalizzato al matrimonio:

Il pastore Enlil, che decreta il fato,
il Signore dagli occhi splendenti, la vide.
Il Signore le chiede di potersi unire a lei;
ma lei non vuole.
Il Signore le chiede ancora di unirsi a lei;
ma lei non vuole:
«La mia vagina è troppo piccola, dice,
non conosce l'accoppiamento;
le mie labbra sono troppo piccole,
non conoscono il bacio».

Ma Enlil non era certo il tipo da arrendersi così facilmente. Confidò al ciambellano Nushku il suo bruciante desiderio di possedere "la giovane vergine" che si chiamava SUD ("la balia") e che viveva con sua madre a E.RESH ("la casa odorosa"). Nushku suggerì una gita in barca e fu lui stesso a procurargli un'imbarcazione. Enlil convinse Sud ad andare con lui e, una volta in barca, la violentò. L'antico racconto riferisce a questo punto che, sebbene Enlil fosse il capo degli dèi, questi erano così arrabbiati per il suo atto da prenderlo e scacciarlo dalla città: «Enlil, sei un immorale!» gli gridarono. «Vattene subito da questa città!».Secondo questa versione Sud, incinta, seguì Enlil e lo sposò. Un'altra versione parla invece di un Enlil pentito che va in cerca della ragazza e manda il ciambellano dalla madre di lei per chiederle la sua mano. Sia come sia, Sud divenne la moglie di Enlil, e questi le diede il titolo di NIN.LIL ("signora dello spazio aereo ). In realtà, però, né lui né gli dèi che lo avevano scacciato si erano accorti che non era stato Enlil a sedurre Ninlil, bensì viceversa. La verità è che era stata la madre di Ninlil a indurla a fare il bagno nuda nel fiume al quale Enlil si recava abitualmente per le sue passeggiate, sperando che il dio notasse la ragazza e fosse preso dal desiderio di abbracciarla e di baciarla. Qualunque sia l'antefatto delle nozze, Ninlil fu comunque tenuta in altissima considerazione da quando Enlil le aveva dato il titolo di "signora". Con una sola eccezione, dovuta (crediamo) a esigenze dinastiche, a Enlil non sono mai state attribuite relazioni adulterine. Una tavoletta votiva trovata a Nippur mostra Enlil e Ninlil che ricevono cibo e bevande nell oro tempio. La tavoletta era stata commissionata da Ur-Enlil, il "domestico di Enlil" .

Oltre che capo degli dèi, Enlil era anche considerato supremo Signore di Sumer e del suo "popolo dalla testa nera". Un salmo sumerico parlava del dio con grande venerazione:

Signore che conosci il destino della terra (di Sumer),
fidato nel tuo richiamo;
Enlil che conosci il destino di Sumer,
fidato nel tuo richiamo;
padre Enlil,
Signore delle terre;
padre Enlil,
Signore del giusto comando;
padre Enlil,
Pastore di quelli dalla testa nera...
Dalla montagna dell'alba
alla montagna del tramonto,
non c'è altro Signore in questa terra;
tu solo sei re.

I Sumeri adoravano Enlil mossi sia dalla gratitudine sia dalla paura. Era lui che si accertava che i decreti che l'assemblea degli dèi emanava contro il genere umano venissero attuati; ed era suo il "vento" che soffiava impetuoso cancellando le città che si erano rese colpevoli di qualche misfatto. Fu proprio lui che, al tempo del Diluvio, cercò di distruggere la stirpe umana. Ma quando era in pace con gli uomini era un dio amichevole, che dispensava favori; secondo i testi sumerici, si deve a lui la conoscenza dell'agricoltura, il dono dell'aratro e del bastone. Enlil sceglieva anche i re che dovevano governare l'umanità: questi, dunque, non venivano considerati sovrani in senso assoluto, ma servitori del dio preposto all'amministrazione delle divine leggi di giustizia. Infatti i re sumeri, accadi e babilonesi cominciavano sempre le loro iscrizioni autocelebrative descrivendo come Enlil li aveva chiamati a regnare. Tali "chiamate", che Enlil eseguiva a nome suo e di suo padre Anu, conferivano al re la necessaria legittimazione e ne delineavano le funzioni. Persino Hammurabi, che riconosceva Marduk come divinità nazionale di Babilonia, nella prefazione al suo codice di leggi affermava che «Anu ed Enlil mi hanno affidato il compito di promuovere il benessere del popolo... di fare in modo che la giustizia prevalga sempre in queste terre». Dio del Cielo e della Terra, Primogenito di Anu, Dispensatore di regalità, Capo dell'assemblea degli dèi, Padre di dèi e uomini, Colui che ha donato l'agricoltura, Signore dello spazio aereo: sono solo alcuni degli attributi di Enlil, che tuttavia ci danno la misura di quanto grande e potente egli fosse. Il suo «comando arrivava lontano», i suoi «pronunciamenti erano immutabili»; egli «decretava il destino», possedeva il «legame tra cielo e terra» e dalla sua «grandiosa città di Nippur» poteva «innalzare i raggi che cercano il cuore di tutte le terre»; i suoi erano «occhi in grado di scrutare tutte le terre». Eppure Enlil era anche umano, tanto da infiammarsi come qualunque altro giovane uomo al vedere una bella ragazza nuda; era soggetto alle leggi morali imposte dalla comunità degli dèi, e alla punizione della messa al bando in caso di trasgressione; e non era neanche immune dalle lagnanze dei mortali. Si ha testimonianza di almeno un caso in cui un re sumero di Ur si lamentò direttamente all'assemblea degli dèi, affermando che la colpa di una serie di guai che si erano abbattuti su Ur e sul suo popolo erano dovuti a Enlil, «che aveva dato la sovranità a un uomo non degno... che non è di seme sumerico». Vedremo, andando avanti, il ruolo centrale che Enlil svolgeva sulla Terra tanto nelle faccende divine quanto in quelle umane, e come i suoi molti figli si diedero battaglia tra loro e con altri per la successione divina, dando origine senza dubbio alle leggende successive riguardanti le guerre tra dèi.

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