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domenica 24 maggio 2015

ORIGINE DEL NOME 'ISRAELE'

Chi ha letto la Bibbia con un occhio critico e cercando di capirla, ha sicuramente notato che in molti punti il testo spiega il perchè a un luogo o un personaggio viene dato un determinato nome o appellativo. Spesso però queste spiegazioni appaiono insensate, e in alcuni casi, come in quello della città di Babele, del tutto errati. In questo caso, per esempio, viene detto:

Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra” – Genesi 11,9

Da una frase simile il lettore capisce che il termine Babele voglia dire ‘confusione – dispersione’. In realtà non é così. Babele é la latinizzazione del nome accadico Bab.Ili che significa ‘Porta del dio / degli dei’.

Un’ altro caso, ancora più controverso, e di cui voglio discutere approfonditamente, é il nome Israele che viene assegnato da un angelo a Giacobbe in Genesi 32:

«Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!» - Genesi 32,29

Cosa vuol dire Israele? Vuole forse dire ‘forte’ o ‘vincitore’?
Secondo John C. Wells l’ etimologia del termine é da ricercare in Yisra’el o Isrāīl che significherebbero ‘Perseverare con Dio’ nel senso della perseveranza nella lotta contro l’ angelo.
Ma la figura di Giacobbe, nipote di Abramo, nella cronologia biblica si pone in un periodo tra il XIX e il XVIII secolo a.C., di molto ancedente la standardizzazione della lingua ebraica (XII secolo circa) dunque, essendo stati scritti i libri della Torah sicuramente dopo il X secolo a.C., siamo autorizzati a pensare che in quei secoli, riguardando indietro alla storia di circa otto secoli precedente, sia stata utilizzata la lingua ebraica standardizzata per tradurre un termine che ebraico non era. Di fatto la lingua semitica parlata e scritta, specialmente in ambito sacerdotale, nelle regioni bibliche, era l’ accadico standardizzato (fino a circa il XVI secolo) e successivamente il babilonese e l’ assiro.
Dunque a mio avviso é in queste lingue che bisogna ricercare il significato del nome Israele.E, seguendo questa strada, scopriamo cose interessanti.Il luogo ove avviene la lotta tra Giacobbe e l’ angelo, nella Bibbia, viene chiamato in Genesi 32,2 ‘Campo del Signore’ o ‘Campo delle legioni del Cielo’. Il termine utilizzato é Mahanna-Im. Ma IM, che era uno dei nomi del ‘dio delle tempeste’ accadico (per gli hurriti Teshub, per gli accadi Hadad, per i sumeri Ishkur), dunque Mahanna-IM significherebbe in effetti ‘Campo del Signore delle Tempeste’. Nel mio articolo intitolato ‘La nascita di Yahweh’ mostro come Ishkur sia proprio il dio utilizzato per creare il ‘mito’ di Yahweh. Qui abbiamo una nuova conferma di questo processo.Andando più in profondità, il glifo cuneiforme accadico utilizzato per IM, si leggeva anche SAR, tradotto in assiro ‘Cissatu-sa Same’, che ha il significato esattamente di ‘Legioni del Cielo’.Il nome biblico di ‘Campo del Signore’ o ‘Campo delle Legioni del Cielo’ é dunque perfettamente corrispondente al significato dei termini utilizzati per descriverlo, il chè costituisce un ‘crosscheck’.Come ci aiuta questa relazione con il termine SAR? Nel testo biblico l’ angelo asserisce che Giacobbe abbia ‘combattuto con Dio’. In realtà non ha combattuto con Dio ma con un angelo, infatti il termine EL in questo caso descrive gli Elohim come ‘Legione del Cielo’. Il testo a cui viene assegnata la traduzione ‘hai vinto’ in effetti in ebraico suona come ‘hai avuto potere sopra [gli angeli / Dio]’ ed é SAR-A in un caso e YA-SAR in un altro. Ma SAR, come abbiamo visto, non è da ricercare nella lingua ebraica ebraico ma in quella accadica, ed é il già visto duplice significato del nome IM del ‘dio delle tempeste’ che é servito come modello per la figura di El / Yahweh.

Contro chi ha combattuto dunque Giacobbe? Contro un ‘SAR-EL’ cioè un ‘Angelo di SAR’.Essendosi dimostrato all’ altezza di un simile personaggio, Giacobbe, ‘conquista’ lo status del suo avversario, assumendone probabilmente l’ appellativo (ovviamente non é un nome proprio) e diventanto E-SAR-EL.
 
Articolo di Alessandro Demontis
 


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